Lavoro

Economisti e statistici alla prova del lavoro

Discipline economiche e statistiche, ok alla laurea: occupazione e guadagno sopra la media nazionale degli altri laureati.
17 Settembre 2015

Attraverso il XVII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani è possibile tracciare il profilo occupazionale dei laureati nelle discipline economiche e statistiche. Dal Rapporto emerge un primo elemento di analisi significativo: la maggioranza dei laureati di primo livello del gruppo economico-statistico (laureati del 2013) sceglie di proseguire gli studi iscrivendosi ad un corso di laurea magistrale: il 65% a fronte del 54% della media nazionale. Il 35% decide invece di inserirsi direttamente nel mercato del lavoro (contro il 41%); il 14,5% coniuga lo studio magistrale con il lavoro (contro il 13%). La restante quota (10%, contro il 14% generale), non lavorando e non studiando, è alla ricerca attiva di un lavoro o, in misura minore, non cerca perché impegnato in altre attività formative, diverse dalla magistrale (4%, allineato alla media nazionale).

 

Laureati magistrali alla prova del lavoro

Al fine di comprendere come si inseriscano i laureati nelle materie economico-statistiche sul mercato del lavoro, è utile guardare alle performance dei laureati magistrali, che già a un anno dal titolo di studio raggiungono tassi di occupazione e guadagni superiori alla media, dati che si confermano anche ad un lustro dalla laurea magistrale.

 

A un anno dal titolo

Le chance occupazionali per i laureati magistrali del gruppo economico-statistico (laureati del 2013), già a un anno dalla laurea sono buone: se si considerano anche coloro che sono in formazione retribuita, infatti, il tasso di occupazione tocca il 76% a fronte del 70% rilevato a livello nazionale. Di contro, il tasso di disoccupazione si attesta al 20,5% contro il 22% della media.

La stabilità a un anno è pari al 32% degli occupati a fronte di una media del 34% (in particolare il 22,5% ha un lavoro a tempo indeterminato contro il 25% della media nazionale). La precarietà interessa invece il 68% dei laureati magistrali nelle discipline economiche-statistiche, è il 66% a livello nazionale. A influire sono soprattutto i contratti a tempo determinato, che coinvolgono il 26% dei laureati magistrali a un anno dalla laurea (è il 25% a livello nazionale), cui si aggiunge una quota analoga di occupati inseriti con contratti formativi (contro il 16% rilevato a livello nazionale). Il guadagno mensile netto è pari a 1.173 euro netti mensili a fronte dei 1.065 euro registrati per il complesso dei laureati. Non sorprende, di conseguenza, che già dopo un anno dalla laurea, oltre l'84% dei laureati del gruppo economico si dichiari almeno abbastanza soddisfatto in termini di efficacia rispetto al proprio titolo di studio (è il 78% a livello nazionale).

 

La situazione dopo 5 anni

A cinque anni dal conseguimento del titolo magistrale migliorano nettamente il tasso di occupazione, la stabilità contrattuale e il guadagno. Il tasso di occupazione dei laureati del gruppo economico raggiunge il 90% a fronte dell'86% della media nazionale, mentre la disoccupazione si attesta intorno al 7% a fronte del 9% della media. La stabilità caratterizza oltre l'80% degli occupati laureati nelle discipline economiche o statistiche a fronte del 70% del complesso dei laureati. In particolare, il 61% di questi lavoratori beneficia di un contratto a tempo indeterminato (contro il 50% della media nazionale). La precarietà a un lustro dalla laurea cala apprezzabilmente fino al 20% di lavoratori (è il 30% a livello nazionale). Anche il guadagno si attesta a livelli superiori rispetto al dato nazionale con circa 1.487 euro al mese percepiti dai laureati del gruppo economico-statistico a fronte dei 1.356 euro mensili percepiti dalla media dei laureati italiani di tutte le discipline. Resta tuttavia con una sproporzione evidente tra gli uomini e le donne: isolando quanti lavorano a tempo pieno e hanno iniziato l’attuale lavoro dopo la laurea, le laureate del gruppo disciplinare economico-statistico guadagnano in media 187 euro in meno rispetto ai loro colleghi. Si conferma anche l'efficacia percepita rispetto al proprio percorso di studi: l'88% dei laureati dichiara il proprio titolo di studio "almeno abbastanza efficace" (è l'85% per il totale).

 

Laureati magistrali del 2013 e del 2009 intervistati a uno e cinque anni dal titolo:
tasso di occupazione e guadagno

 

Pubblicato su "Il Sole 24 Ore - Scuola 24" il 21 aprile 2015

 


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