Lavoro

Da neet a imprenditori con PwC

Favorire l’autoimprenditorialità per contrastare la disoccupazione giovanile: questo l’obiettivo del percorso formativo lanciato dalla società PwC in Italia con il consorzio Mestieri Lombardia e la Fondazione Pardis.
28 Settembre 2015

In Italia il numero dei neet, i giovani sotto i 29 anni che non studiano né lavorano (“Not in education, employment or training”), ha superato il 26%. Disillusi dal mondo del lavoro, hanno deciso di non investire più nella loro formazione e hanno anche perso la speranza di un posto. Ma con un salto semantico che guarda al futuro e pensa ai giovani, Neet, oggi, vuol dire anche “Nuove esperienze, energie, talenti”, così come si chiama il percorso formativo finalizzato a favorire la nascita di imprese giovanili, lanciato da PwC in Italia con il consorzio Mestieri Lombardia e la Fondazione Pardis. L’iniziativa è nata all’interno di un programma per la valorizzazione delle risorse interne di PwC in Italia. L’idea è infatti di Francesco Forzoni, senior manager della società internazionale di revisione, advisory, consulenza legale e fiscale, che è presente in 157 Paesi del mondo con oltre 195mila professionisti, di cui 3.700 solo in Italia. “Abbiamo voluto trasformare - spiega Forzoni - l’acronimo ‘Neet’ in qualcosa di positivo, per togliere quel connotato con cui normalmente vengono percepiti i giovani che non riescono a lavorare”.

Dottor Forzoni, come funziona il progetto Neet?
“Il target è rappresentato da giovani qualificati tra i 18 e i 29 anni. In questa prima edizione ci siamo rivolti ai residenti dell’area metropolitana di Milano, a cui abbiamo offerto un percorso di formazione e di accompagnamento finalizzato alla creazione di impresa. Grazie al contributo della Fondazione Pardis, sono inoltre previsti i tirocini in azienda”.

Dove e quando si svolge il corso?
“Il corso è iniziato il 28 settembre e terminerà il 13 ottobre, con un evento presso la nostra sede a Milano, in cui i partecipanti presenteranno il loro progetto a incubatori d’impresa, crowdfunder e possibili finanziatori. Le lezioni sono tenute a titolo gratuito da professionisti di PwC in Italia con competenze differenziate: si tratta di avvocati, commercialisti o veri e propri formatori”.

Che argomenti vengono affrontati?
“I primi quattro moduli sono più teorici e sono su temi come la scelta della forma giuridica dell’impresa, i possibili contratti lavorativi e alcune inevitabili nozioni di fiscalità generale. Poi si passa alla parte pratica con case history, analisi strategica e laboratori operativi, attraverso cui gli studenti potranno mettere a punto i loro business plan”.

Quali sono i settori che offrono maggiori opportunità imprenditoriali?
“Non c’è una sola risposta, dipende molto dal territorio in cui si intende operare. A mio avviso, c’è una risorsa ancora poco sfruttata nel nostro Paese: è il nostro patrimonio culturale. E se pensiamo alle potenzialità di un settore come quello turistico, la capacità di sviluppare maggiormente le capacità attrattive e ricettive presenti è un elemento fondamentale”.

Anche AlmaLaurea è da sempre impegnata nel favorire l’ingresso dei giovani nel mondo nel lavoro. Vede possibili collaborazioni?
“Quella di quest’anno è un’edizione pilota, ma speriamo e crediamo che sia la prima di una lunga serie. Da questo punto di vista, AlmaLaurea potrebbe offrire un contributo fondamentale: grazie al numero di laureati presenti nel suo data base e alla rete istituzionale che può attivare potrebbe supportarci nella diffusione del progetto”.

 

 


Iscriviti alla Newsletter AlmaLaurea! Ogni mese potrai ricevere una selezione di interviste, articoli e indagini pubblicati su AlmaLaurea.it.

Conosci qualcuno interessato a ricevere la Newsletter AlmaLaurea? Invitalo subito a iscriversi!