Università

In cattedra docenti di italiano per gli stranieri

Il corso di laurea magistrale in Italiano per l’insegnamento a stranieri: l’intervista a Roberto Fedi, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia
09 Novembre 2015

“L’approvazione definitiva della norma e la sua attuazione è un passo fondamentale per l’intero Paese. Si sta colmando un gap enorme e si sta offrendo a molti giovani che aspirano a diventare insegnanti una concreta opportunità occupazionale dando allo stesso tempo nuova linfa al mondo della scuola”. Il professore Roberto Fedi, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia, parte da qui per fare il punto sul regolamento, approvato lo scorso 31 luglio dal Consiglio dei Ministri, in via preliminare, per il riordino delle classi di concorso finalizzato all'insegnamento nelle scuole medie e superiori. Nel regolamento figura infatti per la prima volta nel nostro Paese una nuova classe concorsuale, quella in "Lingua italiana per discenti di lingua straniera”. In altre parole, in un domani molto prossimo a insegnare l’italiano agli stranieri in classe saranno docenti formati ad hoc, con tutte le competenze tecniche, linguistiche e motivazionali necessarie. “L’Italia rispetto agli altri paesi su questo fronte è rimasta immobile per troppo tempo - precisa Fedi -. E’ anacronistico, se pensiamo che la formazione è tra i primi elementi d’integrazione: l’apprendimento del linguaggio è indispensabile per l’inserimento sociale di coloro che non sono di nazionalità italiana o che non conoscono la nostra lingua. Senza questi elementi l’altro resta sempre altro e non ci può essere crescita e sviluppo. Avere degli insegnanti professionisti in questo campo è un’urgenza”. 

L’apprendimento della lingua come strumento di coesione sociale    
“Da sempre l’ateneo per stranieri di Perugia, per la sua natura internazionale e multiculturale, investe sulla formazione quale uno strumento indispensabile di coesione e integrazione sociale. Sappiamo infatti fin troppo bene che senza la padronanza della lingua non può esserci conoscenza della cultura e delle tradizioni di un paese: venendo a mancare il principale strumento di comunicazione, chi non conosce l’italiano resta un emarginato. Oggi come oggi, con la rottura delle barriere tra i paesi, l’imponente fenomeno dell’immigrazione e la globalizzazione, la commistione di nazionalità e culture diverse è una realtà di cui dobbiamo prendere atto: da questo punto di vista, la formazione linguistica è indispensabile e non possiamo più permetterci come Paese di restare così indietro”.

Professore, fino ad oggi l’insegnamento della lingua italiana a stranieri era affidata a docenti di sostengo, cosa cambierà con il regolamento approvato? 
“La novità introdotta dal regolamento è la futura istituzione di una classe di concorso per l’insegnamento della “lingua italiana per discenti di lingua straniera” nelle scuole medie e superiori. L’obiettivo prioritario è l’alfabetizzazione e il perfezionamento dell’italiano come lingua seconda. Questa classe concorsuale porterà in aula laureati, molto formati e preparati per insegnare la nostra lingua e offrirà l’occasione concreta a chi desidera svolgere la professione dell’insegnante all’interno della scuola pubblica di accedere ai concorsi. Fino ad oggi nelle scuole media e superiori a insegnarla c’era un docente di sostegno non specializzato; con il nuovo regolamento invece avremo dei professionisti dedicati e formati per questo scopo. E’ un passo avanti che il nostro ateneo aveva già compiuto da tempo: l'Università per Stranieri di Perugia, data la sua natura di ateneo internazionale, a oggi ha attivato corsi che hanno tutti i requisiti fissati dal regolamento e coincidono con i piani di studio e i crediti formativi del corso di laurea magistrale in "Italiano per l’insegnamento a stranieri" offerto dalla nostra università. Un programma di studi mirato e consolidato che permetterà a molti giovani laureati che scelgono questa strada di accedere al concorso per l’insegnamento”. 

Di che tipo di corsi si tratta?
“E' dall’anno 1991/1992 che sono stati attivati corsi universitari dedicati alla specifica formazione degli insegnanti di italiano a stranieri: siamo stati uno dei primi atenei italiani a muoversi su questo terreno e a individuare l’esigenza di una didattica mirata, capace di puntare su percorsi universitari specifici dedicati ai docenti di lingua italiana come lingua seconda. Non a caso, nel nostro ateneo si sono formati tanti laureati italiani e stranieri che insegnano la nostra lingua all'estero e in Italia. Con questo regolamento, si concretizza una possibilità e si definisce un profilo professionale, offrendo molte opportunità a tutti i laureati che intraprendo il corso per l’insegnamento, a coloro che hanno scelto di seguire l’intero percorso, ma anche a chi desidera prendere l’abilitazione venendo da un iter formativo differente. Da questo punto di vista, il corso di laurea magistrale in Italiano per l’insegnamento a stranieri offerto dall’ateneo per stranieri di Perugia è in linea perfetta con la nuova normativa: forma docenti di italiano LS/L2 (italiano come lingua straniera/lingua seconda) e operatori culturali, preparati a svolgere la loro attività in istituzioni scolastiche e universitarie, pubbliche e private, in Italia e all’estero, ma anche in enti locali e organismi internazionali che operano per l’inserimento e l’integrazione di minori e adulti migrati o per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Il corso si rivolge sia a studenti stranieri, interessati a insegnare l’italiano e a promuovere la cultura e la civiltà italiana nel loro paese di origine, sia a studenti italiani che intendono impiegarsi nel settore dell’insegnamento dell’italiano a stranieri, all’estero o in Italia”.

Come si articola il corso? 
“I curricula sono due: uno linguistico (ItaS-L) e uno culturale-identitario (ItaS-C). L’obiettivo è sviluppare una padronanza specialistica del sistema linguistico italiano in relazione a ambiti disciplinari differenti: linguistica e glottodidattica, filologia-letteratura, storia-politica e storia-artistica, passando per gli aspetti fono-morfologici, sintattici, testuali e lessicali, fino all’analisi delle diverse espressioni linguistiche, dei linguaggi dei nuovi media, anche in riferimento alla costruzione di strumentazioni didattiche innovative e molto altro. Questi sono alcuni degli ingredienti del corso, che inoltre, se da un lato, permette allo studente che sceglie il curriculum linguistico di acquisire la conoscenza anche di una lingua distante (cinese o arabo o giapponese), dall’altro forma al meglio sul fronte della ricerca e dell’approfondimento teorico e pratico chi opta per il percorso culturale-identitario. Un’offerta mirata quindi, che in entrambi i piani di studio oltre a un solido curriculum glottodidattico e culturale, permette di seguire seminari, laboratori e attività professionalizzanti improntate all’insegnamento dell’italiano a stranieri. Tra i due indirizzi sono possibili incroci reciproci grazie agli esami a scelta. La"nuova classe concorsuale" riconduce inoltre all'attività del Centro per la Valutazione e le Certificazioni Linguistiche dell’ateneo di Perugia che dal 2012 certifica non solo le conoscenze linguistiche per l'italiano degli studenti stranieri, ma anche le competenze pedagogiche e didattiche degli insegnanti di italiano come lingua straniera. Si tratta di certificazioni importanti per tutti i laureati che vorranno specializzarsi in questo campo”. 

Gli sbocchi professionali quali sono? 
“II corso di laurea magistrale si propone, come principale obiettivo, la formazione di futuri docenti di italiano L2. In particolare, come docente di italiano lingua non materna nelle scuole statali in Italia e all'estero, come è stato recentemente approvato, anche se in via preliminare dal Consiglio dei Ministri. Tuttavia, la conoscenza approfondita della civiltà italiana rende il laureato collocabile anche in enti e organismi che si occupano della diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero e della promozione del patrimonio culturale italiano. Ad esempio, come docente di italiano in scuole ed enti privati, centri territoriali, ed altre istituzioni culturali o umanitarie, in Italia e all'estero; collaboratore esperto linguistico nei corsi di lingua e cultura italiana, nei centri linguistici d'ateneo e nei centri per la verifica e la valutazione delle competenze linguistiche, lettore di italiano nelle università e nelle scuole all'estero, funzionario culturale nelle sedi di rappresentanza dell'Italia all'estero, enti e fondazioni che si occupano della diffusione della lingua e della cultura italiana, redattore e pubblicista nel campo dell'editoria, consulente e collaboratore in scuole pubbliche e private per l'inserimento e il sostegno linguistico di alunni stranieri, mediatore e facilitatore linguistico-culturale, ma anche ricercatore o operatore sul campo per progetti specifici”. 

 

Corso di laurea magistrale in Italiano per l’insegnamento a stranieri

Informazioni: Dipartimento di Scienze Umane e Sociali
Università per Stranieri Perugia
dott. Luciano Lopergolo
Sito. www.unistrapg.it
tel. 075 57461 (centralino)
e-mail: dipartimento@unistrapg.it  

 

 


Iscriviti alla Newsletter AlmaLaurea! Ogni mese potrai ricevere una selezione di interviste, articoli e indagini pubblicati su AlmaLaurea.it.

Conosci qualcuno interessato a ricevere la Newsletter AlmaLaurea? Invitalo subito a iscriversi!