Lavoro

Educatore professionale: un laureato che lavora

E' uno dei laureati "introvabili" secondo le imprese, ma non tutti conoscono le sue mansioni. I dati di AlmaLaurea e Isfol.
25 Gennaio 2016

Il nostro viaggio tra i professionisti "introvabili" super-richiesti dalle aziende continua. Dopo il conducente di furgone e il prorammatore informatico, è la volta dell'educatore professionale. Questa figura è al 10° posto tra i laureati che le imprese cercano ma faticano a trovare, con il 24% di assunzioni difficili sui laureati del 2014 secondo i dati Excelsior-UnionCamere. Ma chi è esattamente l'educatore professionale e quali sono gli studi universitari necessari per diventarlo? E dove lavora? Per rispondere a queste domande usiamo i dati AlmaLaurea e Isfol, che scattano una nitida fotografia di questo professionista: ne parliamo insieme su Virgin Radio durante l'appuntamento del mercoledì con "gli introvabili" all'interno della trasmissione Buongiorno Dr. Feelgood.

QUALI STUDI PER DIVENTARE EDUCATORE PROFESSIONALE? - Per diventare Educatore Professionale, è necessario completare il Corso di Laurea triennale o di I livello in Educatore Professionale Sanitario (una delle lauree delle Professioni Sanitarie) o il Corso di Laurea triennale o di I livello per Educatore Professionale (una delle lauree di Scienze dell'Educazione e della Formazione - Educatore Professionale Sociale, Educatore Nido, Formatore Continuo). Invece, per diventare Educatore Socio Culturale, come illustra AlmaLaurea, è necessaria una laurea magistrale (la consegue il 98%), in ambito soprattutto psicologico (42%) e insegnamento (37%), a seguire politico-sociale (11%) e letterario (7%). In particolare, conseguono il titolo frequentando, oltre al classico corso di laurea in Psicologia, anche corsi in Programmazione e gestione dei servizi educativi, Scienze pedagogiche, ma anche Servizio sociale e politiche sociali, e Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua. In genere la maggioranza degli educatori svolge almeno attività di tirocinio durante gli studi: è ben il 70% a dichiararlo.

E DOPO LA LAUREA? - Il percorso post-laurea sembra particolarmente importante per l'educatore professionale. Quasi i tre quarti lo intraprende, di vario genere: in particolare tirocini (36%) , ma anche scuole di specializzazione (25%) e stage in azienda (17%) nonché corsi di formazione professionale e collaborazioni volontarie. Molto spesso tuttavia l'educatore professionale comincia a lavorare contemporaneamente agli studi: il 22% prosegue poi lo stesso lavoro anche dopo la laurea, il 26% invece propende per il cambiamento.

DOVE LAVORA L'EDUCATORE PROFESSIONALE? - E una volta entrati nel mondo del lavoro, dove si inseriscono? A bene vedere, il loro must è, per eccellenza, l’ambito dei servizi, in particolare quelli sociali e alla persona (72%) o dell’istruzione e ricerca (19,5%). E lo fanno per lo più con un contratto di lavoro stabile (59%, contro il 70% della media), in particolare a tempo indeterminato (54% contro il 46%), anche se, una quota significativa è ancora impegnato, a cinque anni dalla laurea, con un contratto a termine (24 contro 17%). C’è da dire che oltre la metà, 59% ha un contratto di lavoro part time (è il 17% per la media). Fattore che influenza il guadagno, che resta ovviamente inferiore alla media: 860 euro contro 1.336 euro netti mensili della media. Eppure, per loro, la corrispondenza tra studi compiuti e professione c’è: l’84% ritiene il titolo almeno abbastanza efficace per lavorare.

CHE TIPO DI LAVORO FA? - L'educatore professionale opera quindi in particolare nell'ambito educativo, sociale e riabilitativo. Secondo Isfol, questo avviene soprattutto all'interno di "specifici progetti educativi e riabilitativi, nell'ambito di un progetto terapeutico elaborato da un' équipe multidisciplinare, volti a uno sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di partecipazione e recupero alla vita quotidiana". Un loro tipico impiego riguarda l'inserimento o il reinserimento in società dei soggetti in difficoltà, con la gestione di interventi educativi che li aiutino a raggiungere livelli sempre più avanzati di autonomia. Svolgono il loro impiego all'interno di strutture come ospedali, carceri, ma anche Province, Regioni, Comuni. E poi case famiglia, comunità terapeutiche, case di cura, case di riposo, cooperative, centri di accoglienza, ecc.

In particolare devono (in ordine di importanza):
- Analizzare la documentazione medica
- Curare il reinserimento del paziente nel contesto sociale
- Insegnare ad avere cura di se e della propria persona
- Individuare la metodologia di intervento sulla disabilità di pazienti psichiatrici
- Praticare attività di terapia occupazionale
- Collaborare con i colleghi o altri operatori sanitari
- Eseguire interventi di prevenzione secondaria
- Predisporre il piano riabilitativo
- Fare la valutazione funzionale del paziente
- Incontrare i pazienti e i loro familiari

CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE L'EDUCATORE PROFESSIONALE? - Le conoscenze necessarie alla professione dell'educatore professionale, vista la sua area di lavoro, rientrano soprattutto nell'ambito della psicologia e della riabilitazione. Tuttavia per svolgere questo impiego è cruciale possedere alcune caratteristiche personali particolari: ad esempio, una grande adattabilità e una forte propensione all'ascolto. Fondamentale è saper comunicare e comprendere, e avere una forte propensione a mettersi al servizio di chi ne ha bisogno. Oltre a ciò sono importanti un certo senso critico e la capacità di riuscire a trovare la soluzione ottimale per la problematica che si sta affrontando. L'educatore professionale deve avere poi una personalità socievole e cooperativa, generosa, ma anche intraprendente ed efficiente, ben organizzata. La sua opera è particolarmente orientata verso il prossimo, e per questo trovare la propria soddisfazione ad assistere e prendersi cura degli altri rappresenta una marcia in più.

 

Pubblicato su "Skuola.net" il 4 novembre 2015

 

 

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