La professione dell’analista e progettista software

Chi è e che performance di studio ha all’università l’analista e progettista di software? Come si è inserito nel mercato del lavoro?
29 Dicembre 2015

Chi è e che performance di studio ha all’università? Come si è inserito nel mercato del lavoro? I dati AlmaLaurea su Profilo e Condizione occupazionale dei laureati italiani permettono di tracciare il profilo dell’analista e progettista software laureato a partire dall’analisi delle caratteristiche formative fino all’appeal riscosso sul mercato del lavoro.

 

Dall’università …

L’analisi indaga le performance formative di 1.031 laureati magistrali del 2009, che a cinque anni dal titolo dichiarano di svolgere la professione di analista e progettista software. Giovani che hanno conseguito una laurea magistrale biennale, in ambito soprattutto ingegneristico (71%) e scientifico (23%), nel quale rientra il corso di laurea in informatica. Una professione intrapresa maggiormente dai maschi ((l’82% contro il 18% delle femmine), diffusa al Nord (52,5% contro il 48% della media), iniziata da laureati con alle spalle contesti famigliari nella media dal punto di vista soprattutto culturale (31 su cento hanno almeno un genitore con il titolo di laurea; è il 32% per la media) mentre lo status economico è inferiore a quello dei loro colleghi (19 su cento hanno alle spalle una famiglia di status economico elevato, contro il 26% complessivo).

E all’università come si comportano? Raggiungono il titolo a 26,3 anni, sono pertanto più giovani della media (27,2 anni), al più terminano gli studi entro un anno fuori corso (78% contro l’83%), con un voto medio di laurea in linea con la media (107,2 contro 107,6). Nel loro curriculum formativo, sono sì presenti i tirocini svolti durante gli studi, ma in misura di gran lunga inferiore alla media (38% contro il 53%); mentre le esperienze internazionali sono in linea con la media (19% contro il 20%). E se chiedi cosa pensano del percorso universitario appena concluso, si dichiarano decisamente soddisfatti, tanto che potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, l’83% sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

 

… al mercato del lavoro

Nell’analisi della figura professionale dell’analista e progettista software è fondamentale tenere presente che oltre la metà, una volta terminati gli studi universitari, prosegue con la formazione post-laurea: in particolare, stage in azienda (31%) e attività sostenute da borsa di studio (12%). Resta vero che sebbene inizino a lavorare per lo più una volta che hanno portato a casa il titolo di laurea (77% contro il 64%), la prima occupazione post-laurea arriva davvero molto velocemente: entro i 3,8 mesi contro i 7,1 del complesso dei laureati magistrali occupati.

Si inseriscono soprattutto in ambito privato (94,5% contro il 73%), dove sono impiegati con un lavoro stabile (82%, contro il 70% della media), in particolare a tempo indeterminato (76% contro il 46%). Anche il guadagno non è niente male: 1.641 euro contro 1.336 euro netti mensili della media. Si inseriscono soprattutto in ambito informatico (58%) e, in misura minore, nell’industria metalmeccanica o manifatturiera (7% in entrambi i casi). Visto il percorso formativo da cui frequentemente provengono non stupisce che il titolo sia considerato efficace per lavorare per 51 laureati su cento a cui si aggiungono ulteriori 41 per i quali il titolo è comunque abbastanza efficace; il 46% dichiara di utilizzare le competenze apprese all’università in modo elevato.

 

Pubblicato su "Il Sole 24 Ore - Scuola24" il 21 dicembre 2015

 


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