Lavoro

Ingegneri industriali e gestionali

I dati AlmaLaurea ci raccontano tutto degli Ingegneri industriali e gestionali, dall'aula al mercato del lavoro.
03 Marzo 2016

Chi è e come si è comportato in aula durante gli studi universitari? E dove lavora esattamente? I dati AlmaLaurea scattano la fotografia di chi lavora come Ingegnere industriale e gestionale dalle sue caratteristiche formative fino all’appeal riscosso sul mercato del lavoro.

 

In aula….

Sono 142 laureati di secondo livello del 2009 che a cinque anni dalla conquista del titolo lavorano come Ingegneri industriali e gestionali. Giovani che nella totalità dei casi hanno una laurea magistrale biennale, iscrivendosi a un percorso di studi del gruppo disciplinare di Ingegneria. In particolare puntano quasi tutti sull’indirizzo di Ingegneria gestionale (49%), e Ingegneria meccanica (20%) e solo marginalmente Ingegneria biomedica (6%).

A seguire questa strada sono soprattutto i maschi (rappresentano il 67% contro il 33% delle loro colleghe), che lavorano in particolare al Nord (53%; per la media è il 48%), e non disdegnano neanche l’estero (8%, è il 7% per la media).    

E all’università come se la cavano? Conquistano il titolo in fretta: a 25,8 anni (l’età media è di 27,2 anni per il complesso dei laureati di secondo livello occupati), e nell’86% dei casi al più chiudono i libri entro un anno fuori corso (è l’83% per il complesso).

Il voto medio di laurea è più basso della media (106,5 contro 107,6) ma nel loro curriculum non si fanno sicuramente mancare le esperienze di stage e tirocini compiuti durante gli studi (59% contro 53% della media), e una gran bel numero di esperienze internazionali (33% contro il 20%.)

E se gli chiedi cosa pensano del percorso universitario concluso, lo promuovono abbondantemente: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, infatti, l’81,5% dei laureati sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

 

E sul mercato del lavoro…

Per gli Ingegneri industriali e gestionali l’ingresso nel mercato del lavoro arriva in tempi molto veloci: così, sebbene quasi tutti inizino a lavorare (81%) dopo il conseguimento della laurea, la prima occupazione è raggiunta a 4,9 mesi (è 7,1 per i colleghi). E prima di svolgere la professione, in molti non rinunciano a impegnarsi in un’attività di formazione post laurea (64%): in particolare, stage in azienda (45%), ma anche master non universitari (12%) o corsi di formazione professionale (9%), tutte propedeutiche all’avvio della loro professione.
Una volta varcata la soglia del mercato del lavoro non a caso vanno alla grande: sono stabili nell’89% (contro il 70% della media), e soprattutto con contratti a tempo indeterminato (79% contro il 46%). Per non parlare del guadagno che a cinque anni dal titolo supera di netto quello percepito dalla media dei loro colleghi: 1.640 euro netti mensili contro i 1.336 euro del complesso. I loro settori di punta sono tutti nel privato (94% contro il 73% della media), soprattutto nel ramo della metalmeccanica e meccanica di precisione (37%) ma anche nell’industria manifatturiera (16%) e nelle consulenze (13%). Ma quello che fanno è quello per cui hanno studiato? Eccome: per 98 su cento la laurea è utile per lavorare (è l’87% per il complesso) e il 44% usa molto le competenze apprese con la laurea (è il 51% per la media).

 

 

Caratteristiche della professione, dati Isfol

 

Compiti e attività specifiche della professione

Le professioni comprese in questa unità conducono ricerche ovvero applicano le conoscenze esistenti nel campo della meccanica per disegnare, progettare e controllare funzionalmente, per produrre e mantenere strumenti, motori, macchine ed altre attrezzature meccaniche. Sovrintendono e dirigono tali attività, conducono ricerche e studi sulle caratteristiche tecnologiche dei materiali utilizzati e dei loro processi di produzione.

In particolare devono (in ordine d’importanza) 

  • controllare la qualità del processo o del prodotto
  • impostare, sviluppare o controllare la realizzazione dei progetti
  • sviluppare la produzione industriale di un bene o prodotto
  • progettare e sviluppare sistemi per la gestione dei processi di produzione industriale
  • coordinare e verificare i processi organizzativi destinati alla produzione di beni e servizi
  • monitorare e revisionare sistemi per la gestione dei processi di produzione industriale
  • effettuare analisi o test sulle caratteristiche dei prodotti e sulle tecnologie impiegate
  • eseguire collaudi e verificare gli standard, le funzionalità e la sicurezza delle strutture
  • redigere o presentare rapporti o documenti sullo stato delle attività
  • controllare gli impianti o i macchinari
  • progettare, applicare e manutenere software o sistemi informatici per la gestione dei processi di produzione industriale
  • verificare la sicurezza dei processi di lavorazione
  • gestire l'organizzazione dei sistemi produttivi

 

Conoscenze

Le conoscenze sono insiemi strutturati di informazioni, principi, pratiche e teorie necessari al corretto svolgimento della professione. Si acquisiscono attraverso percorsi formali (istruzione, formazione e addestramento professionale) e/o con l'esperienza

  • Impresa e gestione di impresa: conoscenza dei principi e dei metodi che regolano l'impresa e la sua gestione relativi alla pianificazione strategica, all'allocazione delle risorse umane, finanziarie e materiali, alle tecniche di comando, ai metodi di produzione e al coordinamento delle persone e delle risorse.
  • Servizi ai clienti e alle persone: conoscenza dei principi e delle procedure per fornire servizi ai clienti e alle persone. Comprende la valutazione dei bisogni del cliente, il raggiungimento degli standard di qualità e la valutazione della soddisfazione della clientela.
  • Lingua italiana: conoscenza della struttura e dei contenuti della lingua italiana oppure del significato e della pronuncia delle parole, delle regole di composizione e della grammatica.

 

Skills (valori di importanza con percentuali superiori e uguali al 80%)

Gli skills sono insiemi di procedure e processi cognitivi generali che determinano la capacità di eseguire bene i compiti connessi con la professione. Si tratta, in particolare, di processi appresi con il tempo e che consentono di trasferire efficacemente nel lavoro le conoscenze acquisite.

  • Risolvere problemi complessi: identificare problemi complessi e raccogliere le informazioni utili a valutare possibili opzioni e trovare soluzioni.
  • Comprendere i testi scritti: comprendere frasi e paragrafi scritti in documenti relativi al lavoro.
  • Scrivere: comunicare efficacemente per iscritto e in modo appropriato rispetto alle esigenze dei destinatari.
  • Valutare e prendere decisioni: valutare i costi e i benefici di possibili azioni per scegliere la più opportuna.
  • Senso critico: usare la logica e il ragionamento per individuare i punti di forza e di debolezza di soluzioni, conclusioni o approcci alternativi ai problemi.
  • Parlare: parlare ad altri per comunicare informazioni in modo efficace.
  • Capacità di analisi: analizzare le caratteristiche e i requisiti di strumenti, servizi o prodotti necessari alla realizzazione di un progetto.
  • Adattabilità: coordinare le proprie azioni a quelle degli altri.
  • Ascoltare attivamente: fare piena attenzione a quello che altri stanno dicendo, soffermandosi per capirne i punti essenziali, ponendo domande al momento opportuno ed evitando interruzioni inappropriate.
  • Apprendimento attivo: comprendere le implicazioni di nuove informazioni per la soluzione di problemi presenti, futuri e per i processi decisionali

 

Caratteristiche della personalità

Le tre principali caratteristiche della personalità che vengono utilizzate nello svolgimento dell'attività lavorativa.

  • Investigativo: analitica, curiosa, accurata, precisa, desiderosa di sapere, riflessiva, logica, ha fiducia nelle proprie capacità intellettuali.
  • Realistico: diretta, concreta, stabile, pratica, perseverante, semplice, adattabile, privilegia la manualità.
  • Convenzionale: organizzata, accurata, metodica, efficiente, giudiziosa, ordinata, previdente, predilige comportamenti formali.

 

Attività generalizzate

Le attività generalizzate sono insiemi di attività lavorative, pratiche e comportamenti che in varia misura sono comuni a più professioni anche molto differenti fra loro.

  • Fornire consulenze e suggerimenti ad altre persone: fornire linee guida e suggerimenti qualificati alla dirigenza o ad altri gruppi su questioni tecniche o relative a sistemi o processi.
  • Comunicare con persone esterne all'organizzazione: comunicare con persone esterne all'organizzazione, rappresentare la stessa verso i clienti, il pubblico, le amministrazioni ed altre entità esterne, personalmente, in forma scritta, per telefono o via e-mail.
  • Mettere a punto obiettivi e strategie: stabilire obiettivi di lungo periodo e specificare le strategie e le azioni per raggiungerli.
  • Prendere decisioni e risolvere problemi: analizzare informazioni e valutare risultati per scegliere la soluzione migliore e per risolvere problemi.
  • Organizzare, pianificare e dare priorità al lavoro: mettere a punto specifici obiettivi e programmare il lavoro definendo priorità, organizzazione e tempi di realizzazione.
  • Raccogliere informazioni: osservare, ricevere o ottenere in qualunque altro modo informazioni da fonti rilevanti.

 

Pubblicato su "Skuola.net" il 26 febbraio 2016

 

 


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