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Il gender gap nel mercato del lavoro

Da ingegneria a lettere, le donne sono più brave negli studi ma sono ancora penalizzate su occupazione, contratto e reddito.
08 Marzo 2016

Le donne italiane raggiungono risultati più brillanti lungo il percorso formativo e in tutti gli indirizzi di studio rispetto agli uomini, ma sul mercato del lavoro scontano ancora un forte divario in termini occupazionali e contrattuali, ma anche e soprattutto retributivi.

L’identikit delle performance formative e professionali delle donne, dalla scuola superiore all’università fino al mercato del lavoro, arriva dalle Indagini AlmaDiploma e AlmaLaurea.

Tra i laureati 2014, è nettamente più elevata la presenza della componente femminile (60%), che presenta migliori risultati a livello di regolarità (in corso il 47% contro il 42% degli uomini) e di voti (103,1 su 110 per le prime, 100,8 per i secondi).

A cinque anni dalla laurea, però, tra i laureati magistrali lavorano 83 donne e 90 uomini su cento, e il lavoro stabile diventa una prerogativa molto maschile: può contare su un posto sicuro il 77% degli occupati e il 64% delle occupate. Il differenziale retributivo è pari al 21% a favore dei maschi: 1.597 euro contro 1.316 euro delle colleghe.

La lettura dei dati conferma, quindi, un gap a favore dei maschi che, a parità di condizioni, non diminuisce con il passare del tempo, anzi. Permane anche quando le donne intraprendono percorsi disciplinari che offrono maggiori chance occupazionali o dove sono storicamente più presenti.

 

Leggi il comunicato stampa

 

 


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