Lavoro

Professioni al femminile

Insegnanti ed educatori: ecco l'identikit delle professioni che sono appannaggio soprattutto delle donne secondo le indagini AlmaLaurea a dieci anni dal titolo.
08 Marzo 2016

AlmaLaurea, indagando le professioni svolte dai laureati a dieci anni dal titolo, traccia l’identikit delle professioni che sono appannaggio soprattutto delle donne con percentuali nettamente superiori alla media nazionale. In particolare, insegnanti ed educatori/psicologi che raffigurano, rispettivamente, l’8,5% e il 4% del complesso delle professioni.

 

Identikit delle professioni al femminile

Analizzando nel dettaglio le caratteristiche di insegnanti e di educatori/psicologi, è possibile tracciare un loro identikit e valutare le performance professionali nel lungo periodo. Educatori e psicologi sono considerati insieme perché i secondi svolgono spesso, nel collettivo esaminato, attività di consulenza in ambito educativo o sociale (scuole, comunità, ecc.).

Dall’indagine emerge che i ruoli professionali analizzati sono in maggior misura ricoperti da donne con percentuali di gran lunga superiori al complesso delle professioni esaminate (dove la componente femminile rappresenta il 54% del totale).

In particolare, tra gli insegnanti, le donne rappresentano il 73%; mentre nel caso di educatori/psicologi la presenza femminile tocca addirittura il 79%.

 

Dopo dieci anni dal titolo di studio: svolgono davvero il lavoro per cui hanno studiato? Prendendo in considerazione la corrispondenza tra studi compiuti e professione svolta a partire dai gruppi disciplinari, emerge che tra gli insegnanti sono relativamente più frequenti della media i laureati del gruppo letterario (29% contro l’8%) e linguistico (20,5% contro il 6%), geobiologico (10% contro il 4%) e insegnamento (7% contro il 4%). E’ pertanto elevata la percentuale di coloro che hanno intrapreso un percorso professionale coerente con i propri studi, tant’è che per l’85% il titolo universitario sul mercato del lavoro si è rilevato molto efficace (è il 60% a livello nazionale), mentre solo da un 3% è ritenuto poco o per nulla efficace (è l’11% a livello nazionale).

Tra educatori/psicologi, la corrispondenza tra studi compiuti e professione svolta è ancora più marcata: com’è facile attendersi, sono infatti nettamente più presenti rispetto alla media i laureati di psicologia (31% contro il 3%), insegnamento (29%) e letterario (10%). Anche in questo caso, il titolo è ritenuto molto efficace dall’83% degli intervistati, poco o per nulla efficace solo dal 3%.

 

Come si posizionano sul mercato del lavoro?

Nel caso degli insegnanti la quota di coloro che sono assunti con contratto stabile coinvolge il 59% dei laureati, di cui la quasi totalità assunta con contratto a tempo indeterminato (56%), contro l’81% del complesso degli occupati. Ma il contratto a tempo determinato, ancora a dieci anni dal titolo, riguarda ben il 36% degli insegnanti contro il 10% della media. È evidente che l’inserimento nel mondo della scuola passa per lunghi periodi di precarietà contrattuale.

Tra educatori/psicologi la stabilità cresce nel lungo periodo toccando rispettivamente il 78%:

il 59% è assunto con contratto a tempo indeterminato e il 19% svolge un lavoro autonomo effettivo.

Seppure complessivamente più contenuta rispetto agli insegnanti, risulta superiore alla media, ancora a dieci anni dal titolo, la quota di chi dichiara di lavorare con un contratto a tempo determinato, oltre il 15,5%.

 

Laureati pre-riforma 2000, 2001, 2002 occupati a dieci anni: tipologia dell’attività lavorativa per professione svolta (valori percentuali)

 

 

Dove sono inseriti…

Sia insegnanti che educatori/psicologi, sono impiegati soprattutto nel settore pubblico, rispettivamente con percentuali del 79 e del 45 (è il 32% a livello nazionale).

 

Il guadagno

A dieci anni dal conseguimento della laurea sia insegnanti che educatori/psicologi percepiscono uno stipendio inferiore a quanto rilevato sul complesso delle professioni: rispettivamente 1.401 e 1.346 euro mensili netti, contro i 1.620 del complesso delle professioni. Valori che devono far riflettere sulla modesta valorizzazione di professioni cui è demandato, in particolare per insegnanti e educatori, il compito di trasmettere la conoscenza.

 

 


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