Lavoro

Il lavoro come Tecnici sanitari di radiologia medica

Tecnici sanitari di radiologia medica: dalla formazione al mercato del lavoro.
05 Maggio 2016

Chi sono e come si sono comportati in aula durante gli studi universitari? E dove lavorano esattamente? I dati AlmaLaurea scattano la fotografia dei Tecnici sanitari di radiologia medica: dalle loro caratteristiche formative fino all’appeal riscosso sul mercato del lavoro.

 

In aula….

Si tratta di un campione di circa un centinaio di laureati di primo livello del 2009 che a cinque anni dalla conquista del titolo lavorano in ambito sanitario come Tecnici sanitari di radiologia medica.

Giovani che hanno conseguito nella maggioranza dei casi una laurea iscrivendosi a un percorso di studi del gruppo Medico.

Si tratta di laureati che lavorano in misura maggiore al Nord (70% contro il 59% del complesso), provengono da contesti famigliari dove il titolo di laurea è presente come per la media dei laureati di primo livello (15,5 su cento hanno almeno un genitore laureato; è il 15% per il complesso), e hanno alle spalle uno status socio economico buono, in linea con quello dei loro colleghi (13 su cento contro il 14%).

E all’università come se la cavano? Conquistano il titolo molto presto: l’età media è di 25 anni contro i 27,6 del complesso dei laureati di primo livello; e nel 98% dei casi al più chiudono i libri entro un anno fuori corso (è il 68% per il complesso). Il voto medio di laurea è più alto della media (104,8 contro 101,6) e nel loro curriculum sono presenti un gran numero di esperienze di stage e tirocini compiuti durante gli studi (89% contro 71% della media), mentre le esperienze internazionali sono nettamente meno frequenti (1% contro l’8%).

E se chiedi cosa pensano del percorso universitario concluso, lo promuovono eccome: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, infatti, il 66    % dei laureati sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

 

E sul mercato del lavoro…

Per i Tecnici sanitari di radiologia medica, il lavoro arriva anche se in tempi leggermente più lunghi della media. La prima occupazione, premesso che quasi tutto hanno iniziato a lavorare solo una volta conseguito il titolo triennale (90,5%), è infatti raggiunta a 6,5 mesi dalla laurea (è 4,7 mesi per il complesso).

Resta vero che più della metà di loro (54%) prima di entrare nel mercato del lavoro è impegnato in un’attività di formazione post laurea, in particolare: collaborazione volontaria (25%), Master universitario di I livello (17%), ma anche stage in azienda (14%) e corso di formazione professionale (12%) tutte propedeutiche allo svolgimento della professione.

Ma quando arrivano sul mercato del lavoro se la cavano bene: possono contare infatti su un’ottima stabilità: 82% contro il 74% della media, in particolare con contratti a tempo indeterminato (73% contro il 60%) e su un ottimo guadagno che supera di gran lunga quello della media: 1.542 euro netti mensili contro i 1.341 euro del complesso.

I loro settori di punta, com’era naturale attendersi, sono nella stragrande maggioranza dei casi nel pubblico (67% contro il 35% della media), e quasi tutti impegnati nel ramo della sanità.
Ma quello che fanno è quello per cui hanno studiato? Per 98 tecnici sanitari di radiologia medica su cento la laurea è utile per lavorare (è il 65% per il complesso), non a caso utilizzano in modo molto elevato le competenze apprese con la laurea (92% contro il 53% del complesso).

 

Pubblicato su "Il Sole 24 Ore - Scuola 24" il 26 aprile 2016

 

 


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