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Scienze e tecnologie informatiche dalla triennale al mercato del lavoro

Caratteristiche, percorso formativo e sbocchi professionali più frequenti: tutto quello che devi sapere sui laureati in Scienze e tecnologie informatiche.
10 Giugno 2016

Come si comportano i laureati che si iscrivono ad un corso di laurea di primo livello in Scienze e tecnologie informatiche.

Prima di tutto: cosa si studia? Anche se ogni università ha il proprio corso, in generale le materie più presenti nelle offerte didattiche degli atenei sono: Informatica, Matematica e Ingegneria dell’informazione.
Chi sono e cosa fanno gli studenti che scelgono questo corso?
A dircelo è il Profilo dei laureati che mostra come chi si iscrive a Scienze e tecnologie informatiche proviene in larga parte da un tecnico (50%) o da un liceo scientifico (39,5%). Giovani che una volta varcata la soglia dell’ateneo, tra libri, lezioni ed esami, si laureano in media a 25,8 anni e ci mettono 5,4 anni per conquistare il titolo triennale. Lo fanno portando a casa un voto medio di laurea pari a 97,2. Sono tipi che le aule le bazzicano: il 70% ha seguito la stragrande maggioranza delle lezioni.
E durante gli studi universitari hanno svolto qualche esperienza di studio all’estero, il 4%, e molti stage formativi, che entrano nel bagaglio educativo di 77 laureati su cento.

Ma, tirate le somme, sono soddisfatti della scelta fatta? Il 73% dichiara di sì, tanto che potendo tornare indietro, confermerebbe corso e ateneo.

 

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E una volta conquistato il titolo di primo livello cosa fanno?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale appare chiaro che a un anno dalla conquista della laurea triennale, il 63% dei laureati decide di entrare direttamente nel mercato del lavoro, senza essersi mai iscritto alla magistrale. In questo caso, l’occupazione a dodici mesi dal titolo è pari all’86,5%, considentando anche coloro che sono in formazione retribuita, mentre la stabilità interessa il 37% dei laureati in Scienze e tecnologie informatiche, in particolare il 31% con contratti a tempo indetermianto. Giovani che si inseriscono prevalentemente nel campo dell’Informatica (62%) con un guadagno mensile medio di 1.283 euro mensili netti.

 

Prima scelta: Informatica

Tra chi prosegue con gli studi, 35%, il percorso magistrale più gettonato è Informatica, scelto dall’84,5% dei laureati. Ad un anno dal titolo è importante sapere in particolare qual è il primo impatto nel mercato del lavoro. Se ci si laurea in Informatica, a dodici mesi il tasso di occupazione è del 92% e il guadagno mensile netto è di 1.419 euro mensili netti.

Ma la prova del fuoco è a cinque anni: l’occupazione arriva al 94%. La stabilità lavorativa interessa l’80% degli occupati: in particolare, il 74% ha un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato; gli altri hanno invece scelto la strada del lavoro autonomo. E se guardiamo al guadagno? Buono, 1.662 euro netti al mese, così com’è notevole la corrispondenza tra studi compiuti e lavoro trovato. La maggior parte dei laureati si inserisce nel settore dell’informatica (53%); segue, con un netto distacco, l’ambito della ricerca e istruzione che vede impegnati l’8,5 dei laureati, e, a seguire, a pari merito troviamo il ramo delle consulenze professionali e del credito e assicurazioni (6% per entrambi).

 

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