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Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali dalla triennale al lavoro

Percorso formativo e sbocchi professionali più frequenti: tutto sui laureati in Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali.
24 Giugno 2016

Come si comportano i laureati che si iscrivono ad un corso di laurea di primo livello in Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali.

Prima di tutto: cosa si studia veramente? Anche se ogni università ha il proprio corso, in generale le materie più presenti nelle offerte didattiche degli atenei sono: Agraria, Veterinaria e Scienze biologiche.

Chi sono e cosa fanno gli studenti che scelgono questo corso? A dircelo è il Profilo dei laureati che mostra come chi si iscrive a Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali proviene in larga parte da un liceo scientifico (43%) o da un tecnico (25%). Giovani che una volta varcata la soglia dell’ateneo, tra libri, lezioni ed esami, si laureano in media a 24,8 anni e ci mettono 4,6 anni per conquistare il titolo triennale. Lo fanno portando a casa un voto medio di laurea pari a 101,1. Sono tipi che in aula ci vanno: il 69% ha seguito la stragrande maggioranza delle lezioni.

E durante gli studi universitari svolgono qualche esperienza di studio all’estero, il 5%, e moltissimi stage formativi, che entrano nel bagaglio educativo di 90 laureati su cento.

Ma, tirate le somme, sono soddisfatti della scelta fatta? Il 57% dichiara di sì, tanto che potendo tornare indietro, confermerebbe corso e ateneo.

 

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E una volta conquistato il titolo di primo livello cosa fanno?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale appare chiaro che a un anno dalla conquista della laurea triennale, il 48% dei laureati decide di entrare direttamente nel mercato del lavoro, senza essersi mai iscritto alla magistrale. In questo caso, l’occupazione a dodici mesi dal titolo è pari al 60%, considentando anche coloro che sono in formazione retribuita, mentre la stabilità interessa il 37,5% dei laureati in Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali, in particolare il 20% con contratti di attività libero professionali. Giovani che si inseriscono prevalentemente nel campo del commercio (32%) e dell’agricoltura (19%) con un guadagno mensile medio di 887 euro mensili netti.

Tra chi prosegue con gli studi, 51%, il percorso magistrale più gettonato è Scienze zootecniche e tecnologie animali scelto dal 77% dei laureati.

 

Sul podio: prima scelta, Scienze zootecniche e tecnologie animali

Ad un anno dal titolo è importante sapere in particolare qual è il primo impatto nel mercato del lavoro. Se ci si laurea in Scienze zootecniche e tecnologie animali a dodici mesi il tasso di occupazione è del 65% e il guadagno mensile netto è di 1.028 euro mensili netti.

Ma la prova del fuoco è a cinque anni: l’occupazione arriva all’84%. La stabilità lavorativa interessa 72 laureati su cento: in particolare, il 40% ha un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato; gli altri hanno invece scelto la strada del lavoro autonomo. E se guardiamo al guadagno? Non c’è male, 1.269 euro netti al mese, così com’è notevole la corrispondenza tra studi compiuti e lavoro trovato. La maggior parte dei laureati si inserisce nel settore dell’agricoltura (29,5%); seguono a stretto giro le consulenze professionali (23%); infine un numero inferiore di laureati opta per il commercio e per l’ambito dell’industria manifatturiera (in entrambi i casi oltre il 10%).

 

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