Università

Diventare cittadini del mondo

Quattro bandi di dottorato che formano giovani grazie a percorsi interdisciplinari e internazionali. Intervista al professore Eugenio Coccia, direttore del Gran Sasso Science Institute.
18 Luglio 2016

“Basta umiliare le nostre università: gli studenti italiani, soprattutto i dottori di ricerca, sono di un’ottima stoffa e sono molto apprezzati all’estero. Un patrimonio che troppo spesso regaliamo agli altri paesi senza possibilità di ritorno. Stiamo rischiando di perdere la nostra miglior risorsa per il futuro: investire su di loro è fondamentale per uscire definitivamente dallo stallo economico, sociale e culturale che ha attraversato il nostro paese”. A parlare è il professore Eugenio Coccia, direttore del GSSI, Gran Sasso Science Institute, con sede all’Aquila. “Una scuola internazionale di dottorato – spiega il professore – creata con il sostegno dell’Ocse, del Miur e della Regione Abruzzo, e attivata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) in collaborazione con la Sissa di Trieste, la Scuola Sant’Anna di Pisa, l’IMT di Lucca, proprio con questo scopo: formare eccellente capitale umano, offrendo a menti brillanti sia italiane che straniere delle opportunità di conoscenza e ricerca interdisciplinari”. Da quest’anno il GSSI è stato riconosciuto come nuova Università Italiana e continua a promuovere quattro diversi dottorati di ricerca con impronta cosmopolita.
“Tutte le nostre aree scientifiche - precisa - sono attraversate dalla consapevolezza della complessità dei problemi del mondo attuale, dove è sempre più importante riuscire a interpretare grandi quantità di dati per prendere decisioni informate e tempestive”.

Professore, perché una scuola di dottorato di eccellenza proprio all’Aquila?
“Il GSSI, è una scuola internazionale di dottorato e un centro di ricerca e formazione superiore, nata con l’intento di realizzare un nuovo polo di eccellenza scientifica riconosciuto nel mondo grazie alla valorizzazione di competenze e strutture altamente specializzate già presenti nel territorio. La città dell’Aquila può aspirare a diventare una città europea della conoscenza grazie alla presenza dell’Università, dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, e di altri centri culturali e di ricerca. La conoscenza e la formazione quindi come volano per lo sviluppo della città. Prima del terremoto del 2009 il settore universitario era già un pilastro della struttura economica cittadina, ed oggi è riconosciuto come un fattore di crescita di primaria importanza per tutto il paese”.

Si tratta di bandi di ricerca internazionali
“Il GSSI nel 2013 ha attivato quattro bandi di ricerca nel campo della fisica, matematica, informatica e scienze sociali. Dottorati interdisciplinari per i quali hanno presentato domanda oltre 552 studenti, la metà provenienti da paesi stranieri. Abbiamo selezionato i 40 migliori candidati, di questi la metà provenienti dall’estero. Il grande afflusso di domande ci ha incoraggiato a proseguire: nel 2014 abbiamo attivato la seconda edizione con 588 domande e nel 2015 la terza con 650 domande. Si tratta di indirizzi innovativi e di impronta internazionale, dove tutte le lezioni sono in inglese. Lo scopo è favorire l’ingresso nel mondo del lavoro, formando capitale umano altamente qualificato, grazie all’integrazione tra istruzione interdisciplinare e ricerca”.

Che tipo di apprendimento caratterizza i dottorati?
“Il PhD in fisica delle astroparticelle punta a fornire agli studenti tutti gli strumenti necessari per lavorare nel campo della fisica delle particelle, della fisica nucleare, dell’astrofisica e della cosmologia. Il laboratorio Nazionale del Gran Sasso, tra le più grandi strutture al mondo in questo ambito, rappresenta per i dottorandi un’opportunità unica per poter collaborare alla realizzazione di progetti internazionali di alto livello in team con i più grandi esperti di fisica del mondo. Il corso di dottorato in Matematica nelle scienze naturali, sociali e della vita, unisce agli aspetti più classici di questa disciplina, problematiche del tutto nuove che hanno implicazioni con la fisica, la medicina, l’economia. Il PhD in Informatica mira a fornire tutte le competenze necessarie per lavorare con i networks, con l’internet of things e con i Big data, per una formazione di primo livello in un settore strategico e in evoluzione. Infine, l’indirizzo in Urban Studies, unico in Italia, ha riscosso molto successo tra gli studenti, perché altamente interdisciplinare: unisce allievi con interessi in economia, sociologia, antropologia, architettura. L’obiettivo è la formazione nel campo dello sviluppo dei sistemi territoriali e urbani e ha preso da quest’anno una componente verso quella disciplina nota come Regional Science, quindi verso un’approccio economico maggiormente quantitativo.”

I dati AlmaLaurea ci dicono che i laureati apprezzano i dottorati di ricerca, ma che una volta concluso il percorso preferiscono cercare lavoro all’estero
“La nostra scuola mira a formare cittadini del mondo, attirando studenti italiani e dall’estero, e contrastando in un certo senso il fenomeno del brain drain. Lo scopo è proprio quello di offrire ai giovani laureati delle competenze specifiche in settori strategici. Il PhD è quindi un primo passo fondamentale, ma da solo non è sufficiente. Servono degli investimenti importanti anche e soprattutto in ricerca e giovani ricercatori. Dall’altro lato poi, ci sono le imprese che hanno bisogno della ricerca e dell’innovazione e quindi di questi giovani, ma al momento faticano a valorizzarli a causa della crisi. Il risultato è che formiamo menti brillanti per poi regalarle agli altri paesi. Presto credo ci sarà un’inversione di tendenza perché per ripartire e crescere come sistema paese abbiamo bisogno di loro, dei giovani cittadini del mondo”.

 

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