Università

Ingegneri Nucleari con appeal internazionale

L’Università di Pisa offre da alcuni anni un corso di laurea magistrale totalmente in lingua inglese che forma professionisti del settore. Per questa edizione previste 10 borse di studio
03 Agosto 2016

L’Università di Pisa dà il via al corso di laurea Magistrale in Ingegneria Nucleare, un percorso interamente in lingua inglese con docenti attivamente coinvolti nella ricerca a livello internazionale e che forma professionisti per posizioni dove sono richieste competenze nel settore della progettazione impiantistica, nucleare e non, e conoscenze specifiche nelle materie nucleari.
“L’inserimento nelle attività di ricerca condotte dai docenti e, in molti casi, lo stage in Italia o all’estero in Enti che collaborano con il docente sono opportunità sempre presenti. Da circa un decennio, inoltre, le possibilità di stage all’estero si sono moltiplicate grazie al saldo inserimento del corso di laurea nelle reti Europee per l’istruzione universitaria nel settore della fissione, European Nuclear Education Network e, recentemente, anche in quello della fusione, FuseNet”. A parlare è Walter Ambrosini, presidente del corso di laurea e professore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell'Università di Pisa, già presidente dell'European Nuclear Education Network dal marzo 2013 al marzo 2016.

Professore, un corso in Ingegneria nucleare totalmente in lingua inglese: quale è la struttura del percorso e che tipi di profili professionali formate?
“L’Ingegnere Nucleare formato dal nostro corso di laurea ha una solida base di ingegneria meccanica e industriale in generale, che viene orientata alle applicazioni dell’energia nucleare in vari settori, tra cui le applicazioni di potenza nei settori della fissione e della fusione e quelle delle radiazioni nel settore industriale e in quello medico. Il nostro corso di laurea forma ingegneri industriali che riscuotono notevole apprezzamento in Italia e all’estero, per la loro versatilità e le approfondite conoscenze nel settore nucleare, con particolare riguardo alla sicurezza delle installazioni e delle apparecchiature. La scuola pisana è ben nota nel mondo da decenni e ha prodotto ingegneri che occupano posizioni di rilievo nel settore. L’insegnamento in lingua inglese rappresenta una marcia in più per lavorare in un mondo altamente internazionalizzato”. 

Che opportunità occupazionali ha l'Ingegnere nucleare? 
“L’ingegneria industriale in generale prepara figure altamente richieste dal mercato, sia per la progettazione dei processi che per la valutazione della loro sicurezza e del loro impatto ambientale. L’ingegnere nucleare beneficia di questo contesto generale e può coprire posizioni che richiedono competenza nel settore della progettazione impiantistica, nucleare e non, e nei settori che richiedono competenze specifiche nelle materie nucleari. Alcuni dei nostri studenti, con un orientamento prettamente ingegneristico, hanno scelto di andare ad occupare posizioni in azienda subito dopo la loro laurea, mentre altri hanno sentito in maniera particolare il richiamo verso la ricerca, molto attiva nei settori della fissione e della fusione nucleari, ed hanno deciso di accettare una delle selettive opportunità di PhD che vengono offerte in Italia e all’estero. Questo più lungo percorso di studi consente una preparazione più approfondita che avvia al mondo della ricerca e a quello dello sviluppo industriale avanzato”.    

Sono previsti stage e attività  di ricerca?
“I docenti del corso di laurea Magistrale in Ingegneria Nucleare dell’Università di Pisa hanno da sempre contatti di ricerca nazionali ed internazionali di grande rilievo, che costituiscono uno dei punti di forza del corso al momento della scelta dell’argomento di tesi da parte dello studente. L’inserimento nelle attività di ricerca condotte dai docenti e, in molti casi, lo stage in Italia o all’estero presso Enti che collaborano con il docente sono opportunità sempre presenti. Da circa un decennio, inoltre, le possibilità di stage all’estero si sono moltiplicate grazie al saldo inserimento del corso di laurea nelle reti Europee per l’istruzione universitaria nel settore della fissione e, recentemente, anche in quello della fusione. Gli studenti hanno considerato questa apertura del nostro corso di laurea agli stage di tesi in Italia e all’estero come un’opportunità unica per acquisire maggiore maturità ed indipendenza; come docenti, da parte nostra, non possiamo fare a meno di notare gli effetti benefici che gli stage hanno sui nostri studenti e le maggiori possibilità di job placement che ne derivano. In molti casi, ad uno studente che ha svolto uno stage (spesso remunerato) in un’azienda o un ente di ricerca  viene poi offerta una posizione temporanea o permanente nella produzione o nella ricerca, aprendo prospettive di lavoro a catena. Inoltre, lo stage presso un ente qualificato fa sempre bella mostra di sé in un curriculum vitae da mostrare ad un futuro datore di lavoro”.         

Il corso offre 10 borse di studio: in base a quali criteri selezionate i candidati che ne hanno diritto?
“Abbiamo pensato ad un meccanismo molto semplice, basato sul voto conseguito alla fine di una laurea triennale del settore industriale. Anche in casi di ex-aequo, che verranno opportunamente trattati, il meccanismo è semplice ed oggettivo. Per potersi iscrivere gli studenti devono essere in possesso di un titolo triennale in una delle discipline dell’ingegneria industriale che soddisfi ai requisiti curriculari. Per accedere al contributo, il titolo deve essere stato conseguito in Italia, mentre per gli studenti con formazione estera l’Università di Pisa prevede altre forme di supporto”.

Può spiegarci i passi avanti fatti dal punto di vista della ricerca in questo campo? Il nostro Paese come si posiziona rispetto al mercato internazionale?
“La ricerca nel settore dell’energia nucleare da fissione è da sempre molto vivace in tutto il mondo ed è mirata a consolidare la sicurezza delle centrali esistenti (più di 130 in Europa, più di 430 nel mondo intero) e a progettare i reattori nucleari del futuro. Tra questi vi sono i reattori della quarta generazione, che avranno tra i loro obiettivi migliorare lo sfruttamento del combustibile nucleare, principalmente tramite il fenomeno del “breeding”, cioè la trasformazione di isotopi dell’Uranio e del Torio che non fissionano facilmente in combustibile nucleare con ottime qualità in termini di resa energetica. La ricerca nel campo della fissione include anche studi di base sugli effetti delle radiazioni ionizzanti e sulle loro applicazioni industriali e mediche, nonché sul condizionamento e la disposizione finale dei rifiuti. Nel settore della fusione vi è poi grande fermento per la costruzione della più grande macchina a fusione mai costruita, ITER a Cadarache in Francia, e per la progettazione del futuro prototipo dimostrativo, DEMO.
L’Italia è fortemente presente nel campo della ricerca nucleare e mantiene ottime tradizioni nel campo dell’istruzione universitaria. L’anomalia italiana legata al rifiuto dell’energia nucleare nel proprio futuro energetico rappresenta certamente una difficoltà per chi lavora in questo settore, ma questa difficoltà è sempre meno importante in un mondo diventato improvvisamente piccolo, in cui i contatti, l’interconnesione tra le reti elettriche e le opportunità di lavoro non sono più costretti dai confini nazionali. “Cross border mobility” è un concetto ripetuto ad ogni pié sospinto nei documenti di un Europa che vuole diventare la casa di tutti ed offrire a tutti uguali possibilità di istruzione e sviluppo personale, indipendentemente dallo stato membro di provenienza”.      

All' estero i laureati italiani che maturano conoscenze specifiche del settore hanno maggiori opportunità  di crescita professionale? 
“E’ triste ammetterlo, ma è certamente così. In molti paesi l’energia nucleare e le sue multiformi applicazioni sono sviluppate con maggiore continuità storica, come attività strategiche per il mantenimento della competitività industriale e della sicurezza nell’approvvigionamento energetico (“energy security”) di una nazione. E’ quindi ovvio che oltre i confini del bel paese vi siano maggiori opportunità, anche se vi sono da noi industrie ed enti di ricerca che mantengono con grande lungimiranza un elevato coinvolgimento nel settore nucleare. Come dicevo, però, il mondo è diventato improvvisamente piccolo ed interconnesso: per un giovane italiano di oggi trovare lavoro in un paese straniero è certamente meno problematico di quanto non fosse un tempo per i suoi genitori o i suoi nonni cambiare regione, ad esempio migrando dal sud al nord, per trovare un’occupazione decente. I giovani di oggi sono una generazione cosmopolita, abituata a comunicare con facilità in lingua straniera e a viaggiare.  Il problema del “brain drain” è peraltro un problema generale che investe tutti gli studenti “STEM” (in Science, Technology, Engineering and Mathematics) che talora trovano più remunerativo ed appagante trasferirsi all’estero per trovare un’occupazione adatta alla loro formazione che non rimanere in Italia. Si tratta di contrastare questa tendenza creando opportunità migliori nei settori produttivi e della ricerca nostrani, moltiplicando quelle già esistenti e sviluppando meglio le grandi potenzialità del nostro paese. Nel frattempo, possiamo comunque essere orgogliosi quando ci capita di prestare (forse solo per un po’) al mondo intero ingegneri altamente qualificati che fanno onore al nostro paese e che, prima o poi, produrranno un ritorno benefico, non appena il clima italiano si mostri più favorevole ad una ripresa produttiva. Nel mondo tecnico e scientifico, infatti, nessuno è un’isola e la mobilità è un sintomo di vivacità; l’importante è quindi partire con una buona preparazione e scegliere il trampolino giusto”.

Nove laureati in Ingegneria nucleare hanno ricevuto la certificazione dell’ENEN

Per informazioni e contatti:

Sito informale del corso
Sito di ateneo
Link alla pagina dell’iniziativa dei contributi di studio
Pagina Facebook

Indirizzi mail di contatto: walter.ambrosini@ing.unipi.it, younuclear@ing.unipi.it