Indagini

Scienze dell'economia e della gestione aziendale dalla triennale al mercato del lavoro

Caratteristiche, percorso formativo e sbocchi professionali più frequenti: tutto sui laureati in Scienze dell'economia e della gestione aziendale.
12 Agosto 2016

Come si comportano i laureati che si iscrivono ad un corso di laurea di primo livello in Scienze dell'economia e della gestione aziendale? Cosa si studia? Anche se ogni università ha il proprio corso, in generale le materie più presenti nel piano didattico sono: Scienze Economiche, Scienze Giuridiche e Statistica.

A dirci chi sono e cosa fanno gli studenti che scelgono questo corso è il Profilo dei laureati che permette di tracciare il loro identikit: i laureati che si iscrivono a Scienze dell'economia e della gestione aziendale provengono in larga parte da un liceo scientifico (44%) o da un tecnico (36%). Giovani che una volta varcata la soglia dell’ateneo si laureano in media a 24,4 anni e ci mettono 4,5 anni per conquistare il titolo triennale. Lo fanno con un voto medio di laurea pari a 94,2. Sono tipi che in aula ci vanno: il 60% ha seguito la stragrande maggioranza delle lezioni.

E durante gli studi universitari non mancano le esperienze di studio all’estero, 10%; e gli stage formativi che entrano nel bagaglio educativo di 56 laureati su cento.

Ma sono soddisfatti della scelta fatta? Il 67% dichiara di sì, tanto che potendo tornare indietro, confermerebbe corso e ateneo.

 

E una volta conquistato il titolo di primo livello cosa fanno?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale appare chiaro che ad un anno dalla conquista della laurea triennale, il 34% dei laureati decide di entrare direttamente nel mercato del lavoro, senza essersi mai iscritto alla magistrale. In questo caso, l’occupazione a dodici mesi dal titolo è pari al 70%, considerando anche coloro che sono in formazione retribuita, mentre la stabilità interessa il 46% dei laureati: in particolare il 33% può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, gli altri optano per un lavoro autonomo effettivo. Giovani che si inseriscono prevalentemente nel campo del commercio (29%); seguono credito e assicurazioni (12%), consulenze professionali (11%) e altra industria manifatturiera (8%) con un guadagno mensile medio di 1.150 euro netti.

 

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Sul podio, prima scelta: Scienze economico-aziendali

Tra chi prosegue con gli studi, 64%, il percorso magistrale più frequente è Scienze economico-aziendali, scelto dall’87% dei laureati.
Se ci si laurea in Scienze economico-aziendali a dodici mesi il tasso di occupazione è del 76% e il guadagno mensile netto è di 1.231 euro.

Ma la prova del fuoco è a cinque anni: l’occupazione arriva al 91%. La stabilità lavorativa interessa 82 laureati su cento: in particolare, 61 su cento hanno un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato; gli altri hanno invece scelto la strada del lavoro autonomo. E se guardiamo al guadagno? Arriva a 1.491 euro netti al mese. Tra i rami di inserimento professionale, la maggior parte dei laureati si inserisce nel ramo delle consulenze professionali (29%); seguono credito e assicurazioni (16%) e commercio (13%).

 

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