Indagini

Professioni sanitarie infermieristiche e ostetrica: dalla triennale al mercato del lavoro

Caratteristiche, percorso formativo e sbocchi professionali più frequenti: tutto sui laureati in Professioni sanitarie infermieristiche e ostetrica.
19 Agosto 2016

Chi sono e come si sono comportati in aula durante gli studi universitari? E dove lavorano esattamente? I dati AlmaLaurea scattano la fotografia dei laureati nelle Professioni sanitarie, infermieristiche e ostetrica: dalle loro caratteristiche formative fino all’appeal riscosso sul mercato del lavoro.

 

In aula….

Cosa si studia nel corso di laurea di primo livello nelle Professioni sanitarie, infermieristiche e ostetrica? Sebbene ogni università abbia il proprio corso, in generale le materie maggiormente presenti nel piano didattico sono: Scienze Infermieristiche e Tecniche Mediche Applicate, Scienze Mediche, Scienze Biologiche.

 

Chi sono e cosa fanno gli studenti che scelgono questo corso?

A dircelo è il Profilo dei laureati che mostra come chi si iscrive a Professioni sanitarie, infermieristiche e ostetrica proviene in larga parte da un liceo scientifico (43%) o da un tecnico (21%). Giovani che una volta varcata la soglia dell’ateneo, si laureano in media a 25,5 anni e ci mettono 3,8 anni per conquistare il titolo triennale. Lo fanno portando a casa un voto medio di laurea pari a 102,4. Il 94% ha frequentato la stragrande maggioranza delle lezioni. E durante gli studi universitari hanno svolto molti stage formativi, che entrano nel bagaglio educativo di 81 laureati su cento.
Ma, tirate le somme, sono soddisfatti della scelta fatta? Il 69% dichiara di sì, tanto che potendo tornare indietro, confermerebbe corso e ateneo.

 

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E una volta conquistato il titolo di primo livello cosa fanno?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale appare chiaro che ad un anno dalla conquista della laurea triennale il 95% dei laureati nelle professioni sanitarie infermieristiche e ostetrica decide di entrare nel mondo del lavoro. Si tratta infatti di percorsi formativi altamente professionalizzanti che già ad un anno dal titolo garantiscono una buona occupazione.

Per i laureati delle professioni sanitarie, infermieristiche e ostetrica, il lavoro infatti arriva in fretta. La prima occupazione, sebbene nella stragrande maggioranza dei casi abbiano iniziato a lavorare solo una volta conseguito il titolo triennale (77%), è raggiunta a 3,4 mesi dalla laurea. Questo anche se il 34% di loro prima di entrare nel mercato del lavoro è impegnato in un’attività di formazione post laurea, in particolare: collaborazioni volontarie (10%) o master universitario di I livello (9%), ma anche corsi di formazione professionale e stage in azienda (entrambi pari all’8%), tutte propedeutiche allo svolgimento della professione.

E quando arrivano sul mercato del lavoro, a dodici mesi dalla laurea, lavorano eccome: è occupato il 67% dei laureati, considerando anche quanti sono in formazione retribuita, con una buona stabilità (42%) e possono contare sia su contratti alle dipendenze a tempo indeterminato sia sull’attività libero professionale (entrambi al 21%), hanno un guadagno netto mensile di 1.264 euro.

I loro settori di punta, sono nella stragrande maggioranza dei casi nel privato (69%), in particolare sono impegnati nel ramo della sanità (77%) o nei servizi sociali e personali (12%). Ma quello che fanno è quello per cui hanno studiato? Per 86 professionisti sanitari, infermieri e ostetriche, su cento la laurea è utile per lavorare, non a caso utilizzano in modo elevato le competenze apprese con la laurea (71%).

 

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