La laurea in ingegneria resiste alla crisi
Università

La laurea in ingegneria resiste alla crisi

La direttrice di AlmaLaurea al Corriere di Bologna: “Ingegneri occupati e soddisfatti”
31 Agosto 2016

“Ingegneria è la facoltà per la quale l’inserimento nel mondo del lavoro è stato meno problematico nel corso della crisi: a un anno dalla laurea il tasso di disoccupazione è del 7% contro una media di tutti i laureati del 17,2%”. Intervistata dal Corriere di Bologna la direttrice di AlmaLaurea Marina Timoteo sottolinea come nonostante la crisi la laurea in ingegneria sia ancora un ottimo strumento per trovare lavoro.  Dall’Indagine 2015 sulla Condizione occupazionale dei laureati a uno, tre e cinque anni dalla laurea emerge inoltre che “gli ingegneri percepiscono stipendi più elevati, presentano un tasso di soddisfazione più alto e fanno uso più intensivo delle competenze acquisite”, aggiunge Timoteo.

Chi ha sofferto maggiormente la crisi è chi ha scelto la specializzazione in ingegneria civile: “Gli ingegneri civili si muovono in un contesto meno vantaggioso, sul quale ha inciso la grave crisi dell’edilizia e la contrazione degli investimenti pubblici. Così per loro il tasso di disoccupazione a un anno è salito al 14,2% con una retribuzione media mensile di 1.165 contro una media di 1.140 di tutti i laureati”.

I laureati in ingegneria gestionale, meccanica, elettronica, informatica e civile (che rappresentano il 77% dei laureati della facoltà) restano al vertice delle classifiche in tutte le analisi di AlmaLaurea. “Per elettronici e informatici è ormai rilevante anche il fenomeno dell’espatrio e sono tantissimi quelli che dopo 5 anni dalla laurea svolgono la loro attività all’estero”.

Sulla difficoltà delle aziende italiane a reperire personale qualificato, la direttrice di AlmaLaurea spiega: “In cifra assoluta è vero che la carenza cronica di iscritti a ingegneria e il brain drain all’estero determinano una mancanza di risorse professionali qualificate per le nostre aziende. Chi esce dalle superiori non è perfettamente informato sul mercato del lavoro e questo condiziona le scelte universitarie. Ma è vero anche che le competenze più ricercate non coincidono sempre con le caratteristiche dei neolaureati, perfino quando si parla di facoltà tecniche come ingegneria”.

Per entrare nel mondo del lavoro la laurea da sola non basta. “Contano – dice - le conoscenze specifiche dei settori, gli stage e i tirocini, le esperienze pregresse, il possesso di alcune caratteristiche personali, le cosiddette soft skills, l’ottima conoscenza delle lingue”.