Indagini

Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale dalla triennale al mercato del lavoro

Caratteristiche, percorso formativo e sbocchi professionali più frequenti: tutto sui laureati in Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale.
23 Settembre 2016

Chi sono e come si sono comportati in aula durante gli studi universitari? Dove lavorano? Le indagini AlmaLaurea sul Profilo e la Condizione occupazionale dei laureati italiani permettono di fotografare il profilo formativo e professionale dei laureati di primo livello in Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale

 

In aula

Cosa studiano i giovani che si iscrivono ad un corso di laurea in Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale? Nei piani didattici degli atenei che hanno attivo il corso, sono presenti in generale le materie Ingegneria Civile e Architettura, Agraria e Matematica.

 

Chi sono e cosa fanno gli studenti che scelgono questo corso?

A dircelo è il Profilo dei laureati che mostra come chi si iscrive a Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale proviene in larga parte da un tecnico (37%) o da un liceo scientifico (35%). Giovani che una volta varcata la soglia dell’ateneo, si laureano in media a 26 anni: ma attenzione, non tutti si immatricolano a 19 anni e sono in molti coloro che hanno avuto esperienze lavorative durante gli studi (78% contro il 65% della media). Impiegano 5 anni per conquistare il titolo triennale e ottengono un voto medio di laurea pari a 100,5.  
Laureati che hanno frequentato la maggioranza delle lezioni, il 75%, e hanno svolto esperienze di studio all’estero, il 9%, e molti stage formativi che entrano nel bagaglio educativo di 91 laureati su cento.

Ma, tirate le somme, sono soddisfatti della scelta fatta? Il 53% dichiara di sì, tanto che potendo tornare indietro, confermerebbe corso e ateneo.

 

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E una volta conquistato il titolo di primo livello cosa fanno?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale appare chiaro che ad un anno dalla conquista della laurea triennale, il 41% dei laureati decide di entrare direttamente nel mercato del lavoro, senza essersi mai iscritto alla magistrale. In questo caso, l’occupazione a dodici mesi dal titolo è pari al 59%, considerando anche coloro che sono in formazione retribuita, mentre la stabilità interessa il 49% dei laureati: in particolare il 29% può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, gli altri optano per un lavoro autonomo effettivo. Giovani che si inseriscono prevalentemente nel campo del commercio (25%); seguono edilizia (13%), consulenze professionali (12%)  e trasporti, pubblicità, comunicazioni (6%) e raggiungono una retribuzione mensile di 1.101 euro netti.

Tra chi prosegue con gli studi, 56%, il percorso magistrale più gettonato è Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale (75%).

 

Sul podio, prima scelta: Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale

Conquistato il titolo è importante sapere in particolare qual è il primo impatto nel mercato del lavoro. Se ci si laurea in Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale a un anno  il tasso di occupazione è del 61% e il guadagno mensile netto è di 1.017 euro.

A cinque anni, tutti i valori considerati crescono: l’occupazione arriva al 74% e il guadagno aumenta raggiungendo i 1.260 euro netti al mese. Anche in merito alla stabilità lavorativa i risultati sono buoni: interessa infatti 71 laureati su cento, in particolare, 37 su cento possono contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato; gli altri hanno invece scelto la strada del lavoro autonomo.

Ma dove si inseriscono? La maggior parte dei laureati lavora nell’ambito delle consulenze professionali (22%), dell‘edilizia (14%), seguono il commercio (13%) e la pubblica amministrazione (12%).

 

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