Indagini

Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda dalla triennale al mercato del lavoro

Caratteristiche, percorso formativo e sbocchi professionali più frequenti: tutto sui laureati in Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda.

Chi sono e come si sono comportati in aula durante gli studi universitari? Dove lavorano? Le Indagini AlmaLaurea sul Profilo e la Condizione occupazionale dei laureati italiani permettono di fotografare il profilo formativo e professionale dei laureati di primo livello in Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda.

 

In aula

Cosa studiano i giovani che si iscrivono ad un corso di laurea di primo livello in Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda.

Nei piani didattici degli atenei che hanno attivo il corso sono presenti in generale le materie: Arte e Spettacolo, Lingue e Letterature Moderne e Storia Medievale, Moderna e Contemporanea.

 

Chi sono e cosa fanno gli studenti che scelgono questo corso?

Il Profilo dei laureati mostra come chi si iscrive a Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda proviene in larga parte da un liceo scientifico (25%) o da un liceo classico (22%). Giovani che, una volta varcata la soglia dell’ateneo, si laureano in media a 25,6 anni; ma attenzione, non tutti si immatricolano a 19 anni e il 79% ha avuto esperienze di lavoro durante gli studi. Impiegano 4,8 anni per ottenre il titolo triennale con voto medio di laurea pari a 101,6.

Laureati che in quasi la metà dei casi, 48%, hanno frequentato la gran parte delle lezioni e durante gli studi universitari hanno svolto qualche esperienza di studio all’estero, il 10%, e un buon numero di stage formativi che entrano nel bagaglio educativo di 61 laureati su cento.

Ma, tirate le somme, sono soddisfatti della scelta fatta? Il 57% dichiara di sì, tanto che potendo tornare indietro, confermerebbe corso e ateneo.

 

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E una volta conquistato il titolo di primo livello cosa fanno?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale appare chiaro che ad un anno dalla conquista della laurea triennale, il 64% dei laureati decide di entrare direttamente nel mercato del lavoro, senza essersi mai iscritto alla magistrale. In questo caso, l’occupazione a dodici mesi dal titolo è pari al 56%, considerando anche coloro che sono in formazione retribuita, con una retribuzione mensile media di 850 euro netti. La stabilità a dodici mesi interessa il 31% dei laureati: in particolare il 19% può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, gli altri optano per un lavoro autonomo effettivo. Giovani che si inseriscono prevalentemente nel campo del commercio (35%); nei servizi ricreativi e culturali (19%) e trasporti, pubblicità, comunicazioni (12%) con un guadagno mensile medio di 850 euro netti.

Tra chi prosegue con gli studi, 32%, il percorso magistrale più gettonato è Scienze dello spettacolo e produzione multimediale (60%); a seguire Storia dell'arte (13%).

Scienze dello spettacolo e produzione multimediale

Conquistato il titolo è importante sapere in particolare qual è il primo impatto nel mercato del lavoro. Se ci si laurea in Scienze dello spettacolo e produzione multimediale a dodici mesi il tasso di occupazione è del 61% e la retribuzione mensile netta è di 913 euro.

Ma la prova del fuoco è a cinque anni: l’occupazione arriva al 77% e il guadagno a 1.185 euro netti al mese. La stabilità lavorativa interessa 55 laureati su cento: in particolare, 32 su cento hanno un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato; gli altri hanno invece scelto la strada del lavoro autonomo. Buona la corrispondenza tra studi compiuti e lavoro trovato: la maggior parte dei laureati si inserisce infatti nei rami dei servizi ricreativi e culturali (24%) e della pubblicità e comunicazioni (23%); seguono commercio (15%) ed istruzione e ricerca (13%).

 

Storia dell'arte

Per i laureati in Storia dell'arte a dodici mesi il tasso di occupazione è del 58% e la retribuzione mensile netta è di 817 euro.

E’ sempre a cinque anni che si hanno i primi riscontri sul mercato del lavoro: l’occupazione arriva al 73% e il guadagno sale a 1.024 euro netti al mese. La stabilità lavorativa interessa 54 laureati su cento: in particolare, 36 su cento hanno un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato; gli altri hanno invece scelto la strada del lavoro autonomo. Anche in questo caso la corrispondenza è buona: la maggior parte dei laureati si inserisce nel ramo dei servizi ricreativi e culturali (26%); seguono commercio (17%), istruzione e ricerca (15%) e trasporti, pubblicità e comunicazioni (9%).

 

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