Indagini

Liceali, tecnici e professionali allo specchio

Dalla percezione di sé alla scuola fino alla scelta dell’Università. L’identikit di liceali, tecnici e professionali attraverso il percorso AlmaDiploma-AlmaOrièntati.
06 Ottobre 2016

Hanno performance di studio simili? Si vedono allo stesso modo? E cosa ne pensano dell’Università? In base alle risposte raccolte attraverso il percorso AlmaDiploma-AlmaOrièntati, che ha permesso di indagare i profili dei diplomati delle scuole superiori, emerge che liceali, tecnici e professionali tra i banchi di scuola la pensano e agiscono in modo differente.

 

COME SI COMPORTANO A SCUOLA

I liceali ottengono votazioni migliori già alle scuole medie, a tal punto che il 16% esce con un voto pari a 10 o 10 lode, rispetto al 2% dei tecnici e lo 0,5% dei professionali; non solo, ma hanno anche maturato meno ripetenze nel corso degli studi superiori (il 93% dei liceali non ripete l’anno scolastico contro l’83% dei tecnici e il 77% dei professionali). E alla maturità raggiungono voti più elevati: l’8% ottiene 100 o 100 e lode contro il 4% dei tecnici e il 2% dei professionali.
E visto che si tratta di un collettivo molto selezionato, sia dal punto di vista culturale che economico, i liceali svolgono, rispetto agli altri, un maggior numero di esperienze all’estero (il 43% contro il 26% dei tecnici e 15% dei professionali); sono pertanto anche coloro che hanno una maggiore conoscenza delle lingue straniere.
Viste le diverse finalità dei percorsi formativi - da un lato quello liceale più orientato agli studi universitari e dall’altro quelli tecnici e professionali tendenzialmente più vicini alle esigenze del mondo del lavoro - non stupisce che a svolgere più esperienze di stage durante gli studi siano i diplomati tecnici e professionali: rispettivamente il 75% e il 92% contro il 32% dei liceali. Non solo, ma sono anche coloro che compiono stage di più lunga durata e dei quali sono rimasti complessivamente più soddisfatti.
Sono sempre i diplomati dei tecnici e professionali a svolgere in maggior misura esperienze lavorative nel corso degli studi: il 62% dei tecnici, il 69% dei professionali e il 50% dei liceali. Opportunità lavorative che, va ricordato, aumentano la probabilità di essere occupati a un anno dal conseguimento del titolo del 66%. Si tratta, inoltre, di diplomati che hanno una buona padronanza degli strumenti informatici e dei social network.
E in merito alla soddisfazione per l’esperienza scolastica? Tecnici e professionali sembrano essere i più appagati, sia per quanto concerne il rapporto con i docenti, sia per l’organizzazione e le strutture scolastiche. Tuttavia, alla vigilia del diploma, sono anche coloro che hanno maggiori ripensamenti: il 50% dei professionali cambierebbe indirizzo, corso o entrambi, contro il 48% dei tecnici e il 45% dei liceali. A influire, molto probabilmente, sono le diverse aspettative sul proprio futuro professionale, viste le difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro: non a caso, ad un anno dal diploma, tra i tecnici e i professionali si acuisce il malcontento rispetto alla scelta compiuta.

 

COME SI VEDONO: ALLO SPECCHIO E NEL FUTURO

Nella percezione di sé, i liceali attribuiscono maggiore importanza alla formazione, a tal punto che tengono di più ad avere successo nello studio (49% contro il 39% dei tecnici e il 37% dei professionali) e sono più disponibili a studiare anche le materie che non piacciono (25% contro il 20% e il 18).  D’altra parte, i diplomati professionali dicono, più degli altri, di sapere già a quale lavoro sono interessati (63% contro il 56% dei liceali e il 54 dei tecnici), e di avere una maggiore capacità di focalizzarsi sugli obiettivi: rispetto dei tempi e pianificazione delle attività.
I tecnici ritengono di aver maggiore capacità di affrontare gli imprevisti e di elaborare soluzioni ad hoc senza farsi prendere dal panico.

Riguardo al futuro hanno visioni diverse, infatti la scelta di proseguire gli studi con l’università è appannaggio dei liceali (82%), mentre tecnici e professionali puntano maggiormente al mercato del lavoro (rispettivamente il 72% e l’86%). Non solo, ma anche tra quanti intendono iscriversi all’Università, le motivazioni sono differenti: se i liceali sono spinti soprattutto dall’opportunità di approfondire i propri interessi culturali e di svolgere un lavoro in linea con i propri interessi, tecnici e professionali guardano maggiormente alla possibilità di trovare un lavoro ben retribuito, e, rispetto ai liceali, sono più interessati al prestigio e alle relazioni sociali. E se guardiamo alle materie presenti nei corsi universitari, mentre i liceali mostrano maggiore interesse per fisica, chimica, geologia e scienze biologiche, i tecnici apprezzano più matematica, informatica, ingegneria dell’informazione, scienze economiche e statistica; i professionali danno voti più elevati a scienze infermieristiche, veterinaria, scienze motorie e alle materie umanistiche, quali lettere, lingue straniere, arte e spettacolo, geografia, psicologia e pedagogia.

 

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