Indagini

Diplomati e studio all’estero

Un’opportunità che interessa circa 11 mila studenti di scuola superiore. L’identikit dei diplomati che hanno svolto esperienze internazionali grazie ad AlmaDiploma-AlmaOrièntati.
21 Ottobre 2016

Dove vanno, che performance di studio hanno, come si vedono e cosa ne pensano dell’Università?
In base alle risposte raccolte attraverso il percorso AlmaDiploma-AlmaOrièntati, è possibile analizzare le performance formative e le opinioni dei diplomati che hanno svolto esperienze internazionali nel corso degli studi superiori, sia organizzate dalla scuola sia su iniziativa personale o di altri enti.       

Sono quasi 11 mila, il 35% del totale, i diplomati che in due casi su tre hanno scelto come meta di studi un paese anglofono, Regno Unito (45%), Irlanda (12%) e Stati Uniti (9%); come destinazioni seguono Spagna (9%), Francia (8%) e Germania (5%).

Si tratta di esperienze internazionali che il più delle volte hanno una durata bisettimanale: quelle su iniziativa personale hanno una durata maggiore rispetto a quelle organizzate dalla scuola. Rispetto ai colleghi che non le hanno svolte, gli studenti con esperienza internazionale maturano un’ottima conoscenza delle lingue straniere, in particolare inglese, francese e spagnolo, conseguono più attestati linguistici (51% rispetto al 21%) e frequentano un maggior numero di corsi di lingua straniera al di fuori della scuola (38% rispetto al 16%). 

Si tratta in prevalenza di femmine (64%) che hanno alle spalle contesti familiari avvantaggiati sia dal punto di vista culturale sia socio-economico e che hanno optato per la formazione liceale, 69% (è 49% per i colleghi che non hanno svolto questo tipo di esperienze). Bravi fin dalla scuola media, il 14% è uscito con un voto pari a 10 o 10 lode, hanno maturato poche ripetenze nel corso degli studi superiori (il 93% non ripete l’anno scolastico contro l’87%) e alla maturità hanno ottenuto voti più elevati: il 10% ottiene 100 o 100 e lode rispetto al 5% dei colleghi senza esperienze internazionali.

Tuttavia, gli studenti che hanno scelto di trascorrere un periodo di studio all’estero sono anche i diplomati che hanno intrapreso meno attività di stage (49% contro il 54% degli studenti che non hanno avuto periodi all'estero) e meno esperienze di lavoro (il 53% rispetto al 56%). Resta vero che nel tempo libero si sono impegnati più degli altri in attività sportive, culturali e volontariato. E sono più che soddisfatti dell’esperienza scolastica intrapresa: l’83% la giudica positiva contro l’81%, e sono appagati sia per quanto concerne il rapporto con i docenti, sia per l’organizzazione e le strutture scolastiche.

 

COME SI VEDONO: ALLO SPECCHIO E NEL FUTURO

I diplomati che hanno svolto esperienze internazionali nel corso degli studi superiori, rispetto ai loro colleghi che non le hanno svolte, attribuiscono maggiore importanza alla formazione perché ritengono che aumenti le opportunità occupazionali e sono disposti a impegnarsi per ottenere buoni voti, consapevoli che è necessario continuare a formarsi durante tutta la vita (lo sostiene l’80% contro il 74% dei colleghi). Puntano ad avere successo nello studio, sono dotati di metodo, sanno pianificare per tempo gli impegni scolastici, studiano anche quando non devo affrontare un compito in classe o un’interrogazione e lo fanno senza farsi distrarre da altre cose, impegnandosi con regolarità anche nello studio di materie che non piacciono (25% contro 21%). Attribuiscono, più degli altri, valore al lavoro considerato un’esperienza importante per la realizzazione personale, fonte di soddisfazione e uno strumento per avere successo e prestigio personale. Hanno le idee più chiare sul loro futuro, a tal punto che sanno già quali sono le materie di studio che gli piacciono veramente (53% contro 48%). Sono aperti alle nuove esperienze, curiosi, disponibili a girare il mondo (88% contro 77%), dicono di saper cogliere gli aspetti cruciali di una situazione e sono in grado di capire le regole degli ambienti dove si trovano (84% contro l’80%), davanti ad un problema cercano sempre di trovare una soluzione (76% contro 72%). Inoltre riescono ad affrontare gli imprevisti e ad elaborare soluzioni ad hoc senza farsi prendere dal panico. Infine, hanno una maggiore capacità di focalizzarsi sugli obiettivi: rispetto dei tempi e pianificazione delle attività.

Riguardo al futuro i diplomati che hanno svolto esperienze internazionali intendono proseguire gli studi più degli studenti che non le hanno svolte, in particolare con un percorso universitario (lo sostiene l'80% rispetto al 62%), iscrivendosi prevalentemente a un corso del gruppo economico-statistico, linguistico, medicina e ingegneria. Alla base della scelta di proseguire gli studi, l’opportunità di approfondire i propri interessi culturali e svolgere un lavoro in linea con i propri interessi, che dia loro maggiore prestigio e opportunità di relazioni sociali. E se guardiamo alle materie presenti nei corsi universitari, i diplomati che sono andati oltreconfine per studiare mostrano un maggiore interesse rispetto agli altri per le discipline umanistiche, in particolare per lingue e letterature moderne, lingue orientali, arte e spettacolo, storia e scienze politiche e sociali.

 

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