Indagini

Il percorso formativo di Scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione

Caratteristiche, percorso formativo e sbocchi professionali più frequenti, dalla triennale al mercato del lavoro.
18 Novembre 2016

Chi sono e come si sono comportati in aula durante gli studi universitari? Dove lavorano? Le indagini AlmaLaurea sul Profilo e la Condizione occupazionale dei laureati italiani permettono di fotografare il profilo formativo e professionale dei laureati di primo livello in Scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione.

 

In aula

Cosa studiano i giovani che si iscrivono ad un corso di laurea in Scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione? Nei piani didattici degli atenei che hanno attivo il corso, sono presenti in generale le materie: Scienze Giuridiche, Scienze Politiche e Sociali e Scienze Economiche.

 

Chi sono e cosa fanno gli studenti che scelgono questo corso?

A dircelo è il Profilo dei laureati che permette di tracciare il loro identikit: i laureati in Scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione provengono in larga parte da un tecnico (40%) o da un liceo scientifico (28%). Giovani che una volta varcata la soglia dell’ateneo si laureano in media a 28,1 anni; ma attenzione, non tutti si immatricolano a 19 anni e sono in molti coloro che hanno avuto esperienze lavorative durante gli studi (72%). Impiegano 4,8 anni per conquistare il titolo triennale e ottengono un voto medio di laurea pari a 95,7.

Laureati che hanno frequentato la maggioranza delle lezioni, il 50%, e durante gli studi universitari hanno svolto esperienze di studio all’estero, il 5%; gli stage formativi entrano nel bagaglio educativo di 42 laureati su cento.

Ma, tirate le somme, sono soddisfatti della scelta fatta? Il 67% dichiara di sì, tanto che potendo tornare indietro, confermerebbe corso e ateneo.

 

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E una volta conquistato il titolo di primo livello cosa fanno?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale appare chiaro che ad un anno dalla conquista della laurea triennale, il 54% dei laureati decide di entrare direttamente nel mercato del lavoro, senza essersi mai iscritto alla magistrale. In questo caso, l’occupazione a dodici mesi dal titolo è pari al 73%, considerando anche coloro che sono in formazione retribuita, mentre la stabilità interessa il 65% dei laureati: in particolare, il 56% può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, gli altri optano per un lavoro autonomo effettivo. Giovani che si inseriscono prevalentemente nei campi della pubblica amministrazione (22%) e del commercio (21%); seguono consulenze professionali (9%) e servizi sociali e personali (4%) e raggiungono una retribuzione mensile media di 1.324 euro netti.

Tra chi prosegue con gli studi, 44%, il percorso magistrale più gettonato è Scienze delle pubbliche amministrazioni, 63%; con una quota inferiore, 12%, segue Scienze della politica.

 

Sul podio, prima scelta: Scienze delle pubbliche amministrazioni

Conquistato il titolo è importante sapere in particolare qual è il primo impatto nel mercato del lavoro. Se ci si laurea in Scienze delle pubbliche amministrazioni a dodici mesi il tasso di occupazione è del 62% e il guadagno mensile netto è di 1.248 euro.

Ma la prova del fuoco è a cinque anni: l’occupazione arriva all'88%. La stabilità lavorativa interessa 82 laureati su cento: in particolare, 75 su cento hanno un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato; gli altri hanno invece scelto la strada del lavoro autonomo. E se guardiamo alle retribuzioni? Arrivano a 1.517 euro netti al mese.

Ma dove si inseriscono? La maggior parte dei laureati si inserisce nel ramo della pubblica amministrazione (46%); seguono a distanza credito e assicurazioni (8%), consulenze professionali e istruzione e ricerca (entrambi al 7%).

 

Secondo posto: Scienze della politica

Se ci si laurea in Scienze della politica a dodici mesi il tasso di occupazione è del 69% e le ritribuzioni arrivano a 1.165 mensile netto di euro.

A cinque anni, l’occupazione arriva all'82%. Cresce anche la stabilità lavorativa che interessa 69 laureati su cento: in particolare, 61 su cento hanno un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato; gli altri hanno invece scelto la strada del lavoro autonomo. E se guardiamo al guadagno? Le retribuzioni arrivano a 1.417 euro netti al mese. Buona anche in questo caso, la corrispondenza tra studi compiuti e lavoro trovato: la maggior parte dei laureati si inserisce nel ramo della pubblica amministrazione (32%); seguono a distanza credito e assicurazioni, consulenze professionali ed altri servizi alle imprese (tutte pari all’8%).

 

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