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Il diploma professionale in manutenzione e assistenza tecnica

L’identikit dei diplomati che hanno scelto di iscriversi al percorso professionale per l’industria e artigianato in manutenzione e assistenza tecnica indagati da AlmaDiploma.
16 Dicembre 2016

Che perfomance di studio hanno? Quanti stage, esperienze internazionali e di lavoro compiono mentre studiano? In base alle indagini AlmaDiploma è possibile tracciare il profilo di oltre settecento diplomati delle scuole superiori che hanno scelto di iscriversi in un Istituto Professionale, optando per il percorso per l’industria e l’artigianato in manutenzione e assistenza tecnica.

 

Chi sono e come vanno a scuola?

L’analisi mostra che i diplomati che hanno scelto di frequentare il professionale per l’industria e artigianato in manutenzione e assistenza tecnica sono tutti maschi, il 100% contro il 49% del totale dei diplomati professionali. Il 15% è rappresentato da studenti stranieri, che provengono in particolare da Ecuador, Romania e Albania (da questi Paesi provengono circa la metà dei diplomati stranieri).

Nel corso degli studi il 75% di questi diplomati non ha maturato ripetenze, e alla maturità hanno raggiunto un voto medio di diploma pari a 70,3 centesimi, valori leggermente inferiori alla media del complesso dei professionali. Si tratta di giovani che hanno alle spalle un contesto socioculturale ed economico più svantaggiato dei loro colleghi: in particolare, il 50% ha almeno un genitore con un titolo di scuola superiore, per il complesso è pari a 56%. Inoltre, il 39% proviene da contesti meno favoriti, valore in linea con la media. Nel corso degli anni scolastici hanno svolto inoltre qualche esperienza all’estero: l’11% ha scelto di trascorrere un periodo di studi fuori confine, scegliendo come meta prevalente il Regno Unito (4%).

Viste la finalità dei percorsi formativi professionali, non stupisce che i diplomati dell’indirizzo professionale per l’industria e artigianato in manutenzione e assistenza tecnica svolgano anche un buon numero di esperienze di stage durante gli studi: l’87%, valore leggermente inferiore alla media (92%), soprattutto nell’ambito delle attività manifatturiere e costruzioni (33%), ma anche nel settore dell’informatica, ricerca e servizi alle imprese (7%).

Inoltre l’83% di loro ha svolto esperienze lavorative nel corso degli studi, rispetto al 69% del complesso dei professionali: opportunità lavorative che, va ricordato, aumentano la probabilità di essere occupati a un anno dal conseguimento del titolo del 66%. Si tratta, inoltre, di diplomati che hanno una buona padronanza degli strumenti informatici (rispetto alla media dei professionali è molto elevata la conoscenza dei programmi di progettazione assistita) e dei social network.

 

E in merito alla soddisfazione per l’esperienza scolastica?

L’80% è soddisfatto dell’esperienza scolastica complessiva, valore di poco inferiore alla media dei professionali (82): in particolare, per quanto concerne la disponibilità al dialogo dei docenti (86%) e il loro livello di preparazione (83%) e per alcuni aspetti dell’organizzazione, specialmente per la pianificazione dell'orario scolastico e le attività di recupero (entrambi 74%).

E se potessero tornare indietro? Il 51% si riscriverebbe allo stesso indirizzo nella stessa scuola; è il 49% per la media. Il 49% di loro si iscriverebbe quindi ad un altro percorso scolastico, e in prevalenza cambierebbe sia indirizzo sia scuola (27%).

Riguardo al futuro, solo il 14% dei diplomati dell’indirizzo professionale per l’industria e artigianato in manutenzione e assistenza tecnica pensa di proseguire gli studi, rispetto al 29% della media dei loro colleghi, in particolare optando per l’Università e prevalentemente per l’indirizzo di ingegneria. Alla base della loro scelta c’è soprattutto l’idea che serva una formazione universitaria per approfondire i propri interessi culturali e per svolgere un lavoro ben retribuito.

 

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