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Dallo spazio all’industria con l’ingegneria nucleare

Ingegneri Nucleari con appeal internazionale: il corso di laurea in Ingegneria Nucleare dell’Ateneo di Pisa garantisce una preparazione specialistica in ambito internazionale.
31 Luglio 2017

Una laurea interamente in lingua inglese con docenti attivi nel campo della ricerca a livello internazionale: è il corso magistrale in Ingegneria Nucleare offerto dall’Università di Pisa che forma laureati con capacità tecnico-scientifiche nei settori della tecnologia nucleare e delle radiazioni. Intervista a Walter Ambrosini, presidente del corso di laurea e professore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell'Università di Pisa.

Professore, partiamo dall’analisi del mercato legato all’energia nucleare. Com’è la situazione in Italia e nel resto d’Europa?
“In Italia siamo in regime di moratoria dopo il secondo referendum in tema di nucleare. Una situazione simile si riscontra in Germania ed in Austria, sebbene in altri Paesi, come la Francia, il Belgio, la Finlandia, il Regno Unito, la Spagna e la Svezia, i paesi dell’est Europeo e la Russia, il settore nucleare dia lavoro complessivamente a molte centinaia di migliaia di addetti. Il Regno Unito, in particolare, prima e dopo la decisione di procedere alla “Brexit”, aveva ed ha mantenuto piani decisamente ambiziosi per la sostituzione delle sue centrali con nuovi impianti nucleari; anche nei Balcani si assiste a prospettive di nuovo sviluppo. È peraltro innegabile che la “workforce” del settore nucleare sia soggetta a momentanei cali di attrattiva in seguito all’amplificazione mediatica delle conseguenze degli incidenti accaduti, che avviene senza alcun confronto con i pericoli e i danni certi dovuti alle altre fonti di energia. Si tratta di situazioni deleterie per la politica energetica di molti paesi europei, che rischiano di perdere le competenze nel settore nucleare, mettendone in pericolo il trasferimento generazionale in corrispondenza del pensionamento dei “baby-boomers”. Da qui l’impegno a mantenere vivi gli studi nelle discipline nucleari, per evitare di dipendere tecnologicamente in futuro dalle economie emergenti, che investono molto in tutti i settori energetici, incluso quello nucleare. Resta comunque il fatto che proiezioni di medio-lungo termine propongono scenari in cui il mantenimento di almeno il 20% dell’energia elettrica prodotta per via nucleare in Europa nel 2050 (oggi ne abbiamo il 25%) richiederà lo smantellamento e la ricostruzione di circa 100 impianti nucleari, cosa che significa un’ingente richiesta di manodopera qualificata e di ingegneri nucleari per permettere uno sforzo di rinnovo del parco delle centrali esistenti. Qualunque siano le decisioni che verranno prese a livello politico, a fronte delle necessità di sicurezza dell’approvvigionamento energetico e di diminuire le emissioni di gas serra, è comunque difficile pensare che venga ridotto eccessivamente l’impegno nello sviluppo della fonte di energia più intensa e pulita di cui disponiamo al momento in Europa. Peraltro, nel nostro paese siamo in attesa della localizzazione e della costruzione del deposito dei materiali radioattivi di scarto prodotti dall’industria e dalle applicazioni mediche delle radiazioni che, nei piani che sono stati resi pubblici, sarà accompagnato dalla costruzione di un parco tecnologico che mira a favorire la ricerca. Lo smantellamento (“decommissioning”) delle centrali che dovranno essere sostituite rappresenta inoltre un mercato emergente e certo, sebbene a prima vista possa sembrare poco attraente; in queste operazioni sarà necessario sviluppare processi sempre più efficienti ed innovativi, in un ambito interdisciplinare che coinvolge tutte le materie tipiche del settore nucleare, dalla radioprotezione alla meccanica strutturale”.

La laurea magistrale in Ingegneria Nucleare offerta dall’Università di Pisa prevede delle borse di studio: quali sono i laureati che ne possono beneficiare?
“Anche per l’anno accademico 2017-2018 si è fatto un piccolo sforzo per aumentare l’attrattiva del nostro corso di laurea magistrale, agevolando gli studenti con contributi di studio. Dal momento che gli studenti internazionali hanno generalmente accesso ad altre forme di sostegno, i contributi sono riservati a studenti con titolo di studio conseguito in Italia. Si tratta di 6 contributi da 1500 Euro da assegnare in base al merito. E’ un piccolo gesto che può però essere considerato un caldo invito a prendere sul serio la proposta di intraprendere una carriera nel nostro settore, come hanno fatto anche recentemente coorti di studenti motivati che si sono ben collocati professionalmente in Italia ed in tutto il mondo”.

Il corso è in lingua inglese: può spiegarmi il perché di questa scelta?
“L’erogazione in inglese dei corsi di laurea in Ingegneria Nucleare, ma non solo, è ormai un trend generale in tutto il mondo. Gli studenti italiani ne vengono favoriti in modo particolare perché vengono meglio preparati agli scambi internazionali e all’ingresso in un mondo del lavoro sempre più globale. Inoltre, sebbene gli esami possano essere sostenuti anche in lingua italiana, gli studenti vengono abituati gradualmente ad interagire con un ambiente di lavoro e di ricerca prettamente internazionale, lo stesso in cui operano i loro docenti.  La mobilità in ingresso di studenti internazionali viene inoltre favorita notevolmente; questo è un settore in cui il nostro Paese dovrebbe fare di più se vuole competere con gli altri in termini di internazionalizzazione e di rating delle proprie istituzioni universitarie”.

La certificazione di European Master of Science in Nuclear Engineering rilasciata dall' European Nuclear Education Network che i laureati ottengono alla fine del percorso didattico, cos’è e perché strategica?
“La certificazione di European Master of Science in Nuclear Engineering (EMSNE) è in pratica un “bollino blu” assegnato ormai da più di un decennio agli studenti provenienti da istituzioni come la nostra che sono membri della European Nuclear Education Network (ENEN), il cui curriculum studii verifichi requisiti di congruenza con un paradigma europeo approvato dall’Associazione e che comprende anche uno stage all’estero di almeno 20 crediti. Il laureato che consegue questa certificazione viene a possedere una specie di “avallo” da parte di ENEN del suo percorso di studio e della “dimensione europea” acquisita con lo stage: si tratta di un elemento che fa la sua bella figura in un CV da utilizzare per presentarsi a colloqui di lavoro. Oltre a questo, la cerimonia di consegna della certificazione EMSNE, che avviene ogni anno presso la sede di Vienna della International Atomic Energy Agency, l’agenzia di “atoms for peace”, rappresenta un momento ispiratore per gli ingegneri che vi partecipano, i quali si trovano ad incontrare i loro colleghi provenienti da altri Paesi nella cornice eccezionale del Vienna International Centre: un’esperienza unica. Non dimentichiamo, comunque, che il nostro corso di studio è anche affiliato a Fusenet, la rete Europea per l’istruzione universitaria nel settore della fusione nucleare. Questa “new entry” moltiplica le possibilità di stage e studio a livello internazionale in un ambito in cui ferve la ricerca per utilizzare sulla nostra terra l’energia che alimenta il sole”.

Stage ed esperienze internazionali, un must per chi sceglie di iscriversi a questo corso di laurea, perché?
Perché il nucleare è di per sé, come molte tecnologie avanzate, un settore prettamente internazionalizzato. Ovviamente, si può decidere di restare a casa propria completando il proprio corso di studi senza approfittare di queste opportunità. Ma credo che per i giovani d’oggi il mondo sia diventato molto piccolo, anche perché loro pensano più in grande di quanto fosse consentito a noi allo loro età: oggi possono giustamente avere grandi aspirazioni”.

In che tipo di realtà, pubbliche e private, i laureati di questo indirizzo di studi possono spendere le loro competenze?
Gli ingegneri provenienti da qualunque indirizzo di studio sono tra i laureati che più facilmente trovano lavoro. Gli ingegneri nucleari, come ingegneri industriali dotati di una speciale vocazione per le applicazioni della fisica e per l’analisi della sicurezza dei sistemi complessi, trovano lavoro nelle realtà in cui si sviluppano la ricerca e la tecnologia di punta nel settore nucleare ed in ogni settore industriale. I nostri laureati hanno trovato facilmente collocazione in settori diversi in Italia e all’estero, come mostrano le loro storie http://younuclear.ing.unipi.it/Testimonials.html e http://younuclear.ing.unipi.it/Testimonials-Post-Fukushima.html .
Dicevo che i nostri giovani pensano in grande. Contribuire allo sviluppo dell’energia nucleare da fissione e fusione per rendere sempre più sostenibile lo sviluppo economico del genere umano, evitando conflitti per l’approvvigionamento energetico, inventare nuove applicazioni mediche per la diagnostica e la cura delle malattie, sviluppare l’uso delle radiazioni nei settori industriali e nell’agricoltura, preparare la conquista dello spazio oltre il sistema solare: queste ed altre sono aspirazioni degne dei nostri giovani migliori, che sono state rese possibili dallo scoperta e dallo sviluppo dell’energia nucleare”.

Per informazioni e contatti:

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Indirizzi mail di contatto: walter.ambrosini@ing.unipi.ityounuclear@ing.unipi.it