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Fine vita, un master su interventi di sostegno e accompagnamento

All’Università di Padova è al via il Master in “Death studies & the end of life for the intervention of support and the accompanying”. Iscrizioni entro il 19 settembre.
23 Agosto 2017

E’ giunto alla X edizione il Master di primo livello in “Studi sulla morte e sul morire per l'intervento di sostegno e per l'accompagnamento” promosso dall’ateneo veneto. L’obiettivo del corso è offrire a professionisti di vari ambiti una formazione completa e competenze idonee ad affrontare la morte e il lutto nelle loro espressioni socio-culturali, situazionali concrete e individuali, tramite un approccio interdisciplinare che coinvolge tre fondamentali campi del sapere: filosofico e religioso; medico-infermieristico; psicologico, sociologico e antropologico.

“Sono molte le professioni che si confrontano con la morte – spiega la professoressa Ines Testoni, direttrice e fondatrice del Master - quindi il corso si rivolge a tutti coloro che per motivi di studio o per esigenze professionali possono avere contatti con persone che devono fronteggiare questo passaggio cruciale. Certamente il Master interessa laureati in medicina e in infermieristica comprendendo tutte le specializzazioni degli operatori socio-sanitari e degli educatori sanitari, in psicologia e in servizio sociale. Godono di una attenzione speciale anche gli insegnanti, i pedagogisti, gli operatori funerari e coloro che lavorano nelle forze dell’ordine. Per quanto riguarda coloro che lavorano in ambito sanitario, il percorso formativo prevede la presentazione dei principali modelli di intervento, da quello palliativo al simultaneus care, mettendo in evidenza l’importanza della relazione con il paziente e i familiari, ove l’argomento della comunicazione della bad news assume un’importanza particolare. Per coloro che invece operano in ambito sociale, viene offerta una competenza specifica per la promozione di iniziative di death education. Un ulteriore punto di forza del piano di studi è legato all’elaborazione in prima persona dei vissuti personali legati alla morte, affinché tutti i corsisti riconoscano come le proprie rappresentazioni implicite e le difese inconsce possono influenzare la relazione con pazienti, utenti, discenti e clienti”.

Come si inserisce il corso nelle recenti vicende di attualità legate all’accanimento terapeutico e al testamento biologico?
“Il Master garantisce un percorso di studio sui temi della morte a tutto tondo, mettendo in evidenza il rapporto tra etica, ideologie e rappresentazioni della morte. Viene dato un particolare risalto alla riflessione filosofica e religiosa per contestualizzare gli approcci che affrontano il tema della trascendenza nel mondo contemporaneo, riconducendo l’analisi agli aspetti più squisitamente biopolitici. Importanti corollari psicologici guidano questo approfondimento, mettendo in risalto la funzione delle istanze di gestione dell’angoscia di morte così come essa viene descritta da una notevole mole di ricerche internazionali. La parola chiave di tutto il percorso è “accesso alle competenze fondamentali”, che consiste nell’offerta di alcuni elementi necessari in grado di esplicitare i termini delle questioni che lacerano la società contemporanea nella gestione delle biotecnologie mediche, affinché i corsisti possano posizionarsi consapevolmente e rispettare la molteplicità dei punti di vista. La prospettiva scientifica ed epistemologica di fondo adottata dal piano di studi garantisce infatti che venga presentata la panoramica delle diverse ideologie in modo critico, affinché ad ognuno sia data la possibilità di riconoscerne i punti di forza e i limiti delle proprie convinzioni. Ognuno deve essere cosciente di ciò in cui crede e assumersene le responsabilità rispetto a sé stesso e agli altri. L’obiettivo è quello di raggiungere la capacità di rispettare la scelta degli altri a partire dalla consapevolezza della propria posizione personale, senza che questa prevarichi quelle altrui”.

Sono previsti approfondimenti di tipo giuridico, anche alla luce della cosiddetta “legge sul fine vita” attualmente in discussione in Parlamento?
“Sì, già nella scorsa edizione, tra l’aprile e il maggio del 2017, abbiamo chiamato importanti rappresentanti, sia del mondo politico sia del mondo culturale e scientifico, affinché presentassero differenti posizioni, proprio a ridosso dell’approvazione della legge sulle direttive anticipate in parlamento. Il Master scandaglia in modo approfondito le trasformazioni relative alla gestione bio-tecnologica dei confini tra la vita e la morte, ormai non più naturali. Per questo motivo vengono organizzati numerosi incontri con autorità di spicco per offrire ai corsisti l’opportunità di confrontarsi con pensieri e testimonianze di alto livello, rispettando la più autentica pluralità delle visioni del mondo. Daremo voce alle diverse religioni e confessioni affinché vengano esplicitate le molteplici prospettive etiche e il loro orientamento nella gestione delle conquiste mediche per il prolungamento del fine-vita e della vita biologica. Vantiamo infatti docenze sia di bioetica sia di biodiritto di grande livello. Quest’anno approfondiremo la riflessione anche rispetto all’ambito biopolitico, affinché l’approccio laico e le posizioni più critiche possano guadagnare uno spazio importante almeno quanto le prospettive religiose e metafisiche”.

Le competenze acquisite preparano al rapporto sia con il paziente sia con i familiari?
“Il percorso prepara sia a gestire il rapporto con il morente sia a impostare una relazione positiva con i familiari. Vengono infatti prese in considerazione entrambe le condizioni esistenziali, offrendo modelli di intervento e indicazioni per l’impostazione di strategie relazionali finalizzate all’elaborazione del lutto e dell’angoscia di morte. Per quanto infatti le due condizioni siano differenti, hanno in comune la sofferenza che deriva dalla perdita di sé e dell’altro. La capacità di significare l’esperienza della perdita è il percorso che permette di restituire alla morte il riconoscimento del ruolo fondamentale che essa gioca nella biografia di ognuno, aprendo le grandi questioni del rapporto tra vita biologica ed esistenza. Vengono dunque presentate alcune strategie, come per esempio la narrative medicine, lo storytelling, la dignity therapy integrata con la phototherapy, che aiutano morenti e familiari a rafforzare la resilienza attraverso la narrazione dell’esperienza biografica. L’obiettivo è quello di rintracciare i nodi salienti che hanno dischiuso l’orizzonte della comprensione reciproca. Una particolare attenzione è dedicata alle tecniche psicodrammatiche e al counselling applicati alla gestione del lutto anticipatorio e completo.

Come si sviluppa il percorso didattico del corso?
“Le lezioni si svolgono da ottobre 2017 a maggio 2018, ogni mese due weekend (venerdì e sabato) di 16 ore. Vengono organizzati gruppi per i project-work, che prevedono lavori in aula e in formazione a distanza”.

Chi opera nel settore quali caratteristiche deve avere?
“Innanzitutto elasticità mentale e disponibilità ad accogliere le differenze, ovvero la capacità di esercitare pensiero critico e la capacità relazionale di comprendere empaticamente gli altri. È poi essenziale che i potenziali candidati al corso siano disponibili a mettersi in gioco perché molte attività saranno di tipo esperienziale e dunque impegnative dal punto di vista emozionale e relazionale”.

Quali prospettive occupazionali ci sono per chi consegue questo titolo?
“Uno degli aspetti caratterizzanti il Master è la formazione per la death education, interventi specifici e mirati di tanatologia che vengono messi a disposizione di specifici target (differenziati per professione ed età), al fine di gestire nel modo migliore possibile l’incontro con la morte. Questa competenza è facilmente spendibile in numerosi contesti di prevenzione primaria, secondaria e terziaria. In effetti, le possibilità occupazionali stanno crescendo progressivamente, di pari passo con il cambiamento sociale che mette in evidenza un bisogno crescente di esperti di tanatologia che supportino le famiglie, le scuole e le strutture sanitarie (invecchiamento della popolazione, cronicizzazione di malattie inguaribili e mortali, estensione dei tempi della terminalità, guerra e terrorismo…). Coloro che hanno seguito le precedenti edizioni del Master hanno poi messo in essere numerose esperienze professionali, applicando le capacità acquisite in ambito sanitario, sociale ed educativo, con progetti mirati”.

 

Scheda Corso
Scadenza presentazione domanda di ammissione:
19 settembre 2017
Durata: annuale
Periodo: ottobre 2017 / settembre 2018
Lingua: italiano
Sede del Master: Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata - FISPPA , Piazza Capitaniato, 3 - 35139 Padova
Posti disponibili: min: 10 / max: 40
Contributo di iscrizione: € 2.624,50 Euro (prima rata 2.024,50 Euro; seconda rata 600,00 Euro)
Contributo di iscrizione per corsisti DAC LIST: 544,50 Euro
Contributo di iscrizione per disabili: 544,50 Euro
Modalità di selezione: valutazione titoli
Scadenza presentazione domanda di ammissione: 19 settembre 2017
Direttore: Ines Testoni
Per informazioni: 049 8276646 | ines.testoni@unipd.it
Sito web: http://endlife.psy.unipd.it