Indagini

Dopo la laurea la metà dei laureati vuole continuare a studiare

Tra i fattori che influenzano le prospettive di studio dei laureati gioca un ruolo rilevante l’origine socio-culturale: chi proviene da contesti culturalmente più favoriti è spinto in maggiore misura a proseguire.
14 Dicembre 2017

Dal XIX Rapporto AlmaLaurea sul Profilo dei laureati emerge che oltre la metà dei laureati dichiara di voler continuare a studiare, nello specifico il 76% dei laureati di primo livello e il 42% dei laureati di secondo livello (magistrali biennali e a ciclo unico).

Da una prima analisi emerge che tra i fattori che influenzano le prospettive di studio dei laureati ancora oggi gioca un ruolo rilevante l’origine socio-culturale: chi proviene da contesti culturalmente più favoriti è spinto in maggiore misura a proseguire gli studi dopo la laurea. Non stupisce pertanto che tra i triennali con almeno un genitore laureato l’intenzione a proseguire riguardi 84 laureati su cento, contro il 68% tra chi ha genitori con titoli di studio inferiori al diploma. Lo stesso accade tra i laureati di secondo livello (50% contro 37%).

Nelle famiglie più istruite è certamente più elevata la sensibilità verso il valore della formazione e generalmente vi è una maggior possibilità di garantire un sostegno economico al giovane per un periodo più lungo. I dati dell’Indagine mostrano infatti che anche lo status socio-economico dei laureati influisce sulla scelta del percorso di studi fin dal momento dell’iscrizione all’università. Non a caso, la quota di chi proviene da famiglie di estrazione più elevata è pari al 34% tra magistrali a ciclo del 2016, le lauree che tradizionalmente conducono alla libera professione di alto livello, scende al 22% tra i magistrali biennali e al 20% tra i triennali.

 

Il post laurea dei laureati di primo livello

Analizzando le intenzioni a proseguire gli studi dei laureati 2016, emerge che 76 triennali su cento pensano di continuare la formazione soprattutto, com’è naturale attendersi, con un percorso magistrale (58%, con percentuali superiori all’80% tra i laureati dei gruppi psicologico, geo-biologico e ingegneria), mentre il 10% dichiara di volersi iscrivere a un master (in primis i laureati delle professioni sanitarie (33%), seguiti da quelli del politico-sociale, 14%, e del linguistico, 11%). Su 100 laureati di primo livello interessati al conseguimento di un titolo magistrale, 66 dichiarano di volersi iscrivere nello stesso ateneo in cui hanno concluso il percorso triennale, 28 propendono per un altro ateneo italiano, mentre 5 intendono completare il proprio percorso formativo all’estero. La propensione alla mobilità dopo la triennale, ossia al cambio di ateneo, è in progressivo aumento negli ultimi anni (tra i laureati 2011, ad esempio, il 21% propendeva per un altro ateneo italiano e il 3% per uno estero).

 

Il post laurea dei laureati di secondo livello

Nonostante la laurea magistrale o a ciclo unico, ottenuta dopo 5 o 6 anni di corso universitario, possa considerarsi in linea di principio il termine di un percorso formativo completo e coerente, quasi la metà dei laureati di secondo livello intende continuare la formazione: sono 42 su cento, interessati soprattutto al dottorato di ricerca (11%), alle scuole di specializzazione e al master (rispettivamente 10 e 11%). 

Analizzando i gruppi disciplinari, emerge che la scelta del dottorato è quella più probabile per i laureati del gruppo scientifico (41%), per i laureati del gruppo geo-biologico (30%) e per quelli del gruppo letterario (24%); la scelta di un master o di un corso di perfezionamento è invece più “gettonata” per i laureati nelle professioni sanitarie (36%) e per quelli dei gruppi educazione fisica, politico sociale, giuridico e dell’insegnamento (tutti e quattro 15%); le scuole di specializzazione, com’è prevedibile, sono invece appannaggio soprattutto di medici (82%) e psicologi (24%).

 

Il fattore geografico

La conferma che sia in atto un processo di selezione che condiziona il proseguimento della formazione arriva indagando le intenzioni dei laureati in base alla loro provenienza geografica. Il Profilo mostra che a influire sulle prospettive di studio siano anche le opportunità occupazionali offerte dai mercati del lavoro locali: la quota di laureati che intende portare avanti gli studi diventa infatti maggiore nel passaggio dal Nord al Sud del Paese. Dall’analisi emerge che è propenso a continuare con la formazione l’80% dei laureati di primo livello residenti al Sud-Isole, il 79% dei laureati del Centro e il 70% dei laureati del Nord. Differenze che si mantengono elevate anche tra i laureati di secondo livello: intende proseguire il 47% dei laureati residenti al Sud-Isole, il 44% del Centro, percentuale che scende al 37% per chi proviene dal Nord.