Indagini

Due laureati su tre non hanno ripensamenti

I più convinti del percorso universitario intrapreso sono i laureati del gruppo scientifico, meno quelli di architettura e linguistico. Solo il 3% dei laureati non si iscriverebbe più all’università.
14 Dicembre 2017

Il XIX Rapporto AlmaLaurea sul Profilo dei laureati analizza la soddisfazione dei laureati del 2016 in relazione all’esperienza universitaria svolta: dal rapporto con i docenti alle postazioni informatiche, dalle aule alle biblioteche, fino ai “ripensamenti” sul percorso intrapreso.

Dall'Indagine emerge la generale soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa, a tal punto che, potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, due laureati su tre sceglierebbero lo stesso ateneo e lo stesso corso (68%)Solo il 3% dei laureati non si iscriverebbe più all’università.
I laureati apprezzano in particolare il corso di studio - inteso come esperienza complessiva - e i rapporti con i docenti, mentre sono più critici sull’adeguatezza delle aule, dei laboratori e delle postazioni informatiche.

 

Più motivati, più soddisfatti.

Dal Rapporto AlmaLaurea emerge che chi matura una scelta più consapevole si dimostra generalmente più soddisfatto dall’esperienza universitaria: i fattori che influenzano in modo positivo le opinioni espresse dai laureati sono in particolare le motivazioni, culturali e/o professionali, alla base della scelta del corso universitario. La quota dei soddisfatti è infatti maggiore tra i laureati che hanno dichiarato di essersi iscritti spinti sia da un forte interesse per le discipline insegnate sia per gli sbocchi occupazionali offerti dal corso (79%).
In merito alla scelta del corso di laurea è pertanto interessante notare che i laureati che hanno optato per un percorso formativo senza essere spinti da una particolare motivazione, se potessero tornare ai tempi dell’iscrizione all’Università, sceglierebbero lo stesso corso nello stesso Ateneo nel 45% dei casi.

 

 

  

La valutazione dell’esperienza universitaria in base al gruppo disciplinare.

Il Rapporto permette di analizzare le differenze rispetto al giudizio espresso sull’esperienza universitaria appena conclusa in base al gruppo disciplinare di appartenenza.

In linea generale emerge che i laureati del gruppo scientifico esprimono opinioni mediamente molto positive, tant’è che il 78% di loro, potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, farebbe esattamente la stessa scelta; valore a cui si aggiunge un altro 6% di chi si iscriverebbe sì allo stesso ateneo, ma cambiando corso di laurea (per il complesso dei laureati i dati sono rispettivamente pari al 68% e al 9%). Non stupisce quindi che siano anche i più soddisfatti dell’esperienza universitaria nel suo complesso (il 91% contro l’88% del complesso) e del rapporto con i docenti (il 90% contro l’85%). Inoltre, tra coloro che ne hanno usufruito, i laureati del gruppo scientifico sono i più soddisfatti delle aule (l’80% contro il 71%), dei laboratori (il 79% li ritiene adeguati contro il 65%) e delle postazioni informatiche (il 63% le considera adeguate contro il 48%).

Al lato opposto troviamo tra i meno soddisfatti i laureati dei gruppi architettura e linguistico, che esprimono valutazioni più contenute su quasi tutti i servizi offerti dall’università.
In entrambi i percorsi, meno del 60% ripeterebbe infatti la stessa scelta compiuta a 19 anni, circa dieci punti in meno della media nazionale, a cui si aggiunge quasi un 11% che si iscriverebbe sì allo stesso ateneo, ma cambiando corso di laurea. La soddisfazione complessiva sull’esperienza universitaria scende così per entrambi i gruppi all’82%. E se i linguisti promuovono un po’ di più il rapporto con i docenti, 87%, non è lo stesso per gli architetti che si fermano al 78%. Inoltre, tra coloro che ne hanno usufruito, sono soddisfatti delle aule 51 architetti su cento, mentre solo il 44% e 35% ritiene laboratori e postazioni informatiche adeguati; meno critici, ma sempre ampiamente sotto la media, i linguisti, per i quali i valori sono pari rispettivamente al 61%, 58% e 42%.