Aziende

Selezione efficace: le best practice dei recruiter AlmaLaurea

Quali sono gli aspetti da tenere in considerazione per un colloquio proficuo e com’è cambiato il mondo del recruiting nell’era post Covid-19?
28 Luglio 2020

Il recruiting ed i servizi ad esso collegati sono un elemento fondamentale del lavoro dell’intero staff AlmaLaurea. Ma per capire come sfruttare al meglio il momento del colloquio e attuare una selezione efficace, è importante ascoltare le parole di chi, ogni giorno, si dedica ai servizi di ricerca e selezione.
Abbiamo quindi intervistato alcuni dei recruiter delle sedi AlmaLaurea, per approfondire quali sono gli aspetti da tenere in considerazione per un colloquio proficuo e com’è cambiato il mondo del recruiting nell’era post Covid-19.

Ascolto attivo e soft skills

“Il fulcro non sono tanto le domande come 'mi racconti qualcosa su di lei, delle sue esperienze di studio o di lavoro', ma il saper ascoltare attivamente le risposte”. Così racconta Silvio Marchettini, senior recruiter AlmaLaurea nella filiale di Roma, che prosegue: “Osservando complessivamente la persona che si ha di fronte, è essenziale cogliere i segnali e le necessarie conferme sulle principali aree di indagine di un colloquio ovvero motivazione, impegno, capacità, competenze e risultati raggiunti analizzando il profilo in un’ottica T-Shaped”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Laura Taormina, che, dagli uffici di AlmaLaurea Sicilia racconta: “E’ importante indagare le soft skills: quelle attitudini trasversali che, a parità di competenze tecniche, rappresentano di certo un valore aggiunto e un elemento distintivo del candidato, la cui padronanza può assicurare o, quantomeno, favorire degli ottimi risultati nel lungo periodo”.

Una questione di stile

“Nonostante si sia dovuto rinunciare alla fisicità del colloquio in presenza, fattore molto importante per entrare in empatia con il candidato - specifica Marchettini -  mettere a proprio agio l'interlocutore rimane essenziale per ottenere un’intervista che lasci trasparire il modo naturale di “essere”. Non bisogna infatti dimenticare quanto siano fondamentali un sorriso sincero, professionalità ed attenzione per chi si ha davanti e per il tempo che stiamo reciprocamente dedicando: si tratta di un momento spesso molto delicato per il proprio lavoro, da un lato, e per il proprio futuro, dall’altro”.

In una situazione che da tempo stava modificandosi dal punto di vista tecnologico, l’arrivo del Covid-19 ha portato alla necessità di un cambio di strategia, accelerando ulteriormente lo sviluppo tecnologico del processo di recruiting. Le nuove tecnologie dell’era 4.0 e le nascenti generazioni di professionisti e giovani già “nativi digitali” hanno consentito comunque a chi è da tempo nel settore un approccio, ad oggi, molto più flessibile da un lato e sufficientemente approfondito dall’altro”.

Il colloquio ai tempi del Covid-19

Se da un lato la situazione che stiamo vivendo, in relazione agli sviluppi del Covid-19, ha fortemente ridotto la possibilità di svolgere colloqui ed eventi in presenza, dall’altro è venuto in soccorso  il mondo della tecnologia, che ha aiutato le iniziative di ricerca e selezione con diversi strumenti digitali.

Per Marchettini: “Va premesso che i videocolloqui, e penso anche a quelli in differita (nei quali il candidato riceve un set di domande e videoregistra le risposte in autonomia) sono una prassi consolidata per AlmaLaurea, e sono utilizzati nelle fasi di selezione di diversi eventi da noi organizzati. Questa modalità permette di raggiungere candidati con più flessibilità oraria e senza  barriere geografiche. Tutto ciò ha consentito di arrivare preparati ad un momento storico in cui le carte in tavola sono cambiate, con un palinsesto di eventi ed una gamma di servizi che sono pienamente fruibili”.

La tecnologia sta quindi giocando un ruolo fondamentale, e a questo proposito Taormina ricorda che: “Per garantire al candidato le condizioni più confortevoli possibili durante i colloqui live, la scelta da parte di AlmaLaurea è stata quella di ricorrere ad una piattaforma affidabile e che non richiedesse l’installazione di un software specifico o il download di App aggiuntive. La digitalizzazione del processo di recruiting, per quanto già in evoluzione, ha trovato la sua piena sperimentazione e consacrazione nel periodo del lockdown permettendo a noi recruiter, tramite il ricorso ai video-colloqui, di superare i limiti imposti dai confini territoriali e di rendere più flessibili le tempistiche di selezione, continuando la nostra attività senza grandi difficoltà. Non bisogna però dimenticare che la modalità in presenza rimane oggi per molti quella preferita poiché considerata più autentica e naturale”.

Davanti alle sfide attuali, AlmaLaurea è arrivata ad affrontare un periodo così complesso con mezzi validi ed efficaci, progettando  un palinsesto di eventi innovativo e digitale. Questo ha permesso di offrire alle aziende  vere opportunità per fare ricerca e selezione online, già a partire dal lockdown: con le career fair AL Lavoro e i recruiting day High Flyers Day totalmente digitalizzati non si è costretti a rinunciare all’incontro con migliaia di laureati che stanno concludendo il loro percorso accademico in un mondo nuovo, ma che ha ancora la responsabilità di valorizzare le loro competenze offrendo lavoro qualificante e qualificato. Tutto questo in attesa che i tempi siano maturi per tornare ad una situazione in cui i nuovi strumenti digitali possano integrarsi appieno  e coesistere con una stretta di mano fisica e reale.

E secondo la vostra esperienza, quale elemento non deve mai mancare per una selezione efficace?