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Le imprese Usa “studiano” AlmaLaurea

AlmaLaurea torna in Italia con una serie di importanti contatti per il mondo dei giovani in cerca di lavoro e per le imprese che necessitano di personale qualificato. “E’ il nostro contributo anche per affrontare la crisi” dice Andrea Cammelli
06 Giugno 2013
WASHINGTON – Il valore degli ingegneri italiani. La formazione universitaria nel nostro Paese e come vengono certificati i dati diffusi dei laureati che cercano lavoro. La privacy e la necessità delle aziende di conoscere chi potrebbero assumere. La possibilità di creare meccanismi di scambio continui fra imprese e mondo universitario.
 
Queste alcune delle domande che hanno segnato la giornata di AlmaLaurea all’Ambasciata italiana di Washington. A rivolgere i quesiti sono stati rappresentanti di imprese Usa con attività in Europa e imprese italiane che operano negli States. Coloro che erano stati invitati alla presentazione del modello del consorzio di 64 università italiane per assistere le imprese che intendono investire in <capitale umano italiano> ed insieme aiutare i laureati e i diplomati nel mercato internazionale del lavoro. In sala era ad ascoltare anche il responsabile Risorse Umane della Banca Mondiale.
 
AlmaLaurea torna in Italia con una serie di importanti contatti per il mondo dei giovani in cerca di lavoro e per le imprese che necessitano di personale qualificato. “E’ il nostro contributo anche per affrontare la crisi” dice il direttore del consorzio, Andrea Cammelli.
 
Un’introduzione via video di Riccardo Monti, presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha illustrato il ruolo di AlmaLaurea in questi campi. Argomento ripreso da Cammelli ed esteso da Francesca Ralli, Marketing Manager ad Almalaurea, e Marco Piana che con una serie di filmati e tabelle hanno mostrato operato e risultati.
 
“Avevamo bisogno di personale per il nostro arrivo in Europa. Siamo molto soddisfatti delle persone scelte attraverso AlmaLaurea. Per di più in un periodo breve. Tre-quattro settimane” ha raccontato via video Stefano Urso, vicepresidente per l’Europa della Peer, azienda Usa di meccanica che ha una sede europea a Bologna ed ha assunto una decina di laureati attraverso i meccanismi del consorzio universitario. “E’ stato un percorso di selezione facile e scorrevole. Molto utile per chi deve crescere nel mercato e cerca personale qualificato” gli ha fatto eco da Amsterdam Guillermo Ruizz, Managing Director della Vinmar, industria chimica.
 
Poi sono cominciate le domande. Un’azienda energetica della Virginia ha raccontato il suo interesse per ingegneri italiani. Altri hanno chiesto lumi sulla formazione universitaria. “Come certificate i vostri curriculum?”. “I dati certificati sono quelli dell’università: voto di laurea, esami… - ha spiegato Francesca Ralli – Sulle lingue c’è un nostro colloquio in inglese. Per le competenze trasversali le misuriamo attraverso test scientifici che si basano sulle competenze personali, manageriali, organizzative legate e specifici profili formativi e professionali”.
 
“E i fondi dove li trovate?” è stata un’altra domanda. “Siamo un consorzio no profit - ha risposto Francesco Ferrante, del Comitato scientifico di AlmaLaurea - La nostra strategia non è il prezzo in quanto la nostra missione è facilitare l’incontro laureati-mondo del lavoro. L’equilibrio finanziario è assicurato non solo dalla vendita dei curriculum alle imprese, anche dalle università del consorzio e dal Ministero dell’Istruzione”.
 
“E’ il rispetto della privacy?” ha domandato un imprenditore americano. “Chiediamo e forniamo dati solo per l’inserimento nel mondo del lavoro e per l’orientamento della formazione post laurea” ha spiegato Francesca Ralli.
 
Negli ultimi dieci anni AlmaLaurea ha ceduto tre milioni e mezzo di curriculum di laureati a imprese italiane ed internazionali. Dal 1994, come consorzio di 64 università pubbliche, con il suo milione e 800mila curriculum raccolti, è  diventata un modello per l’analisi sui giovani che escono dalle università, il loro ingresso nel mondo del lavoro e un punto di incontro fra laureati, università, sistema produttivo.
 
Attualmente la Commissione europea ha approvato un progetto triennale di cooperazione presentato da AlmaLaurea che interessa il Marocco, la Tunisia, l’Armenia e i Paesi sulla sponda orientale del Mediterraneo.