Lavoro

Un posto di lavoro in Cina

Almeno 9.000 giovani italiani nel Paese asiatico
21 Giugno 2013
Sempre di più i giovani italiani bussano alle porte della Cina per trovare lavoro, oppure semplicemente per essere occupati, fare esperienza, anche senza remunerazione. Non si tratta soltanto di lavoratori intellettuali, “dei quali Almalaurea dell'Universita' di Bologna ha gia' un utilissimo data base con milioni di nomi”  ha scritto sul SOLE 24 ORE Alberto Forchielli, presidente di Osservatorio Asia.
 
“L'opportunità va offerta a tutti, dai camerieri (i migliori al mondo) ai cuochi, dagli operai edili ai sommellier. E' sufficiente imparare, immettere lo stage nel curriculum per un futuro impiego. Giovani italiani, seri e preparati, sono disposti a lavorare in un paese lontano, difficile ed esposto alla concorrenza come la Cina. Cercare non solo reddito, ma anche il dinamismo di una società in crescita rispetto al torpore e alla decadenza europea”.
 
In questa ottica è da sottolineare anche l’importanza di AlmaDiploma, sostiene l’ imprenditore, attivo da decenni in tutto l’Estremo Oriente. Ci sono almeno 9.000 giovani italiani nella Cina continentale, escluso Hong Kong, dice Forchielli, triplicati nel giro degli ultimi anni, che recentemente hanno creato l'Associazione giovani italiani in Cina. Ricordato che l’oltre 40% dei giovani in Italia è senza lavoro, Forchielli sostiene la necessità di creare agenzie private di collocamento del nostro lavoro su scala internazionale che favoriscano l'uscita dei nostri giovani. Saranno utili gli strumenti della Rete e degli accordi inter governativi. I paesi emergenti hanno bisogno di professionalità, quelli industrializzati di cervelli, individualità, buona volontà. In Italia non mancano ma non sono valorizzati. “Queste agenzie, se nascessero, sancirebbero il fallimento passato. – dice il presidente di Osservatorio Asia - L'intervento pubblico deve smetterla con la retorica perché l'attendibilità delle dichiarazioni ha raggiunto il punto più basso. Dovrebbe piuttosto negoziare con gli altri governi un sistema complesso, fatto di opportunità nascoste, settori in crescita, tutela dei nostri giovani all'estero”.