Lavoro

AlmaLaurea al servizio degli ingegneri

25 Ottobre 2012

Agevolare l’ingresso professionale dei laureati in Ingegneria, venire incontro alle esigenze delle imprese e degli studi professionali che li cercano. Nasce così la convenzione tra il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e ASTRI (Associazione Scienze e Tecnologie per la Ricerca e l’Industria) federata all’AEIT (Federazione italiana di Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Informatica e Telecomunicazioni). I soci della Federazione  - circa seimila, oltre a 350 istituzioni, Università e aziende - possono accedere a condizioni favorevoli e in modo assistito ai servizi di selezione del personale ad elevata professionalità messi a disposizione da AlmaLaurea. Nella banca dati realizzata on line dal Consorzio Interuniversitario sono un milione e 620 mila i curricula di laureandi, neolaureati e laureati con esperienza pluriennale (il sistema prevede infatti l’aggiornamento dei curricula) resi disponibili, anche in lingua inglese. Tra questi, sono oltre 213mila i laureati in Ingegneria. “Uno strumento prezioso che abbiamo voluto mettere a disposizione dei nostri soci che sono sia scuole, università ed istituzioni, ma anche periti tecnici, studenti e laureati in Ingegneria, aziende e liberi professionisti”, spiega Vittorio Cecconi, professore di Macchine elettriche all’Universtà di Palermo e presidente di ASTRI.

Professore, perché questa convenzione con AlmaLaurea?
“L’accordo nasce da esigenze concrete e soggettive così diffuse da diventare oggettive: il tema del lavoro è terreno comune di tutti i nostri iscritti, sia giovani che imprese. Gli studenti e i laureati vogliono sapere come sarà il loro inserimento nel mercato delle professioni, chi già lavora è interessato a migliorare la propria posizione, le aziende cercano profili specifici. Per rispondere a queste necessità lo strumento della banca dati AlmaLaurea ci è sembrato il più efficace e chiaro per far incontrare il mondo imprenditoriale con le risorse umane ad alta professionalità e meglio formate”.

Con la convenzione si vuole anche favorire l’orientamento degli studenti e laureati in Ingegneria? AEIT ha già diffuso alle sezioni territoriali la convenzione?
“Lo stiamo facendo. Un primo incontro con AlmaLaurea si è già avuto a Padova e sono già  previsti altri incontri a Cagliari, Torino e Palermo. Il nostro impegno è diffondere questa iniziativa al servizio dei nostri soci”.

AlmaLaurea rappresenta un valore aggiunto, con i suoi servizi, per agevolare l’inserimento professionale dei giovani ingegneri?
“Certamente. I nostri studenti trovano lavoro in quanto portatori di competenze. E una banca dati facilmente consultabile offre la possibilità di far combaciare le esigenze delle aziende con il capitale umano disponibile. Questo anche se Ingegneria rimane una laurea forte, soprattutto nei settori elettrico, elettronico, energetico, informatico, dell’automazione e delle telecomunicazioni. Insomma i nostri laureati trovano lavoro, ma offrire loro uno strumento di incontro con le imprese italiane ed estere può determinare una grande differenza in meglio”.

Quanto conta il merito anche nel vostro settore?
“Conta molto e i giovani hanno necessità di mostrare le proprie conoscenze e competenze, ma anche le loro esperienze lavorative”.

E’ anche vero che il Paese investe poco in ricerca e sviluppo.

“Questa non è una nota dolente, ma una piaga. Le piccole e medie imprese hanno sempre fatto poca ricerca e innovazione, se non quella basata sulla vivacità intellettuale e l’estrosità italiana. Non si fa normalmente, ricerca scientifica pianificata e oggi, in tempi di crisi, la situazione è peggiorata: le piccole  aziende chiudono i rubinetti di quel poco che facevano in innovazione e formazione e la presenza della grande impresa, che ha contribuito allo sviluppo del Paese, si è ridotta. Il buon cavallo si vede alla distanza e la distanza, in questo caso, è nella innovazione di prodotto e di processo, cosa che non si vede purtroppo in modo difuso”.

Una convenzione di questo tipo può aiutare il mondo imprenditoriale e delle professioni, anche nel vostro settore, a capire l’importanza dell’investimento in risorse umane qualificate?
“Senza questo investimento rischiamo di perdere anche i nostri laureati, che non hanno difficoltà a trovare lavoro. I più vivaci sono pronti ad andare all’estero se il lavoro che trovano in Italia è sottopagato e con prospettive incerte. Prima la migrazione intellettuale era dal Sud al Nord, ora anche il Nord ha il fiatone. Occorre uno scatto per la ripresa. Non a caso il nostro prossimo congresso annuale 2013 sarà dedicato al tema della cultura tecnica per lo sviluppo economico industriale”.