Lavoro

Ambrogio Bollini, Cesab: “Ecco cosa chiediamo ai laureati”

24 Novembre 2011

Per la prima volta in Italia uno dei tre stabilimenti produttivi di carrelli elevatori presenti in Europa, la Cesab, ha raccontato la propria esperienza nell’applicazione del TPS - Toyota Production System, riconosciuto ormai come uno dei sistemi produttivi e organizzativi del lavoro più efficaci al mondo. L’evento si è svolto lunedì 28 novembre a Bologna con un incontro su “ll sistema Toyota per le Pmi. L’esperienza Cesab”, a cui hanno partecipato oltre 800 tra imprenditori e laureati. L’amministratore delegato di Cesab, Ambrogio Bollini, ha presentato l’evoluzione dell’azienda storica del comparto metalmeccanico bolognese: da media industria a stabilimento del Gruppo Toyota, da realtà nazionale a hub globale, in pochi anni il carrellificio emiliano della famiglia Maccaferri è diventato una costola del sistema produttivo Toyota Material Handling in Europa. Ecco le sue idee su questa esperienza, sull’innovazione e la valorizzazione dei giovani laureati.

Un salto importante: diventare una costola del sistema produttivo Toyota Material Handling in Europa. Perché e cosa rappresenta questa scelta?
“A fronte dell’accresciuta complessità del nostro business e le mutate esigenze dei nostri clienti, il passaggio ha rappresentato l’opportunità per evolversi, per adeguarsi ad un mercato che stava cambiando le regole del gioco. Essere acquisiti da un grande gruppo come Toyota, ha rappresentato una sfida ove si sono sapientemente applicati  i principi basilari del TPS contestualizzandoli in un realtà aziendale di medie dimensioni. In tale ambito è stato per primo il management locale, in collaborazione con la casa madre, a crederci e a volerlo esercitare in prima persona, senza il loro convinto contributo a nulla sarebbe valsa la teoria”. 

Innovazione e sviluppo: è la strada per le piccole e medie imprese per resistere alla crisi?
“Sicuramente sì, e fin qui non diciamo niente di nuovo. Se oggi la nostra esperienza risulta positiva è proprio perché , appena entrati in contatto con il colosso Toyota, abbiamo perseguito un’impronta che da sempre ci caratterizzava: credere nella Ricerca & Sviluppo ed in essa investire. Non fermarsi di fronte a quello che poteva sembrare un ‘confronto impari’ e cedere il passo: abbiamo invece continuato a coltivare competenze ed a credere nel patrimonio tecnico ed umano della nostra azienda.  Il confronto e l’integrazione dei rispettivi  know–how  ha rappresentato poi la giusta strada per perseguire ambiziosi progetti congiunti di sviluppo di nuovi prodotti”.

Come si possono valorizzare i giovani laureati?
“Le competenze, la formazione e le conoscenze apprese negli anni scolastici ed universitari non sono sufficienti per gestire con successo il mercato del lavoro, in continuo cambiamento.  Cercare di avvicinare percorso accademico e mondo del lavoro rappresenta oggi sicuramente il modo migliore per supportare i giovani laureati nella fase di inserimento. Per quanto riguarda la nostra esperienza, creiamo un ponte tra mondo accademico e mondo del lavoro a partire dall’elaborazione della tesi di laurea, dove il giovane laureando incontra sicuramente un percorso di valorizzazione delle sue idee. Anche i tirocini formativi rappresentano per entrambi, giovane laureato ed azienda,  un’opportunità di sviluppo e di crescita che facilita l’accesso al mondo del lavoro.  La nostra realtà aziendale, infatti, ha consolidato con assunzioni e portato a successo le risorse che si sono sapute distinguere durante il percorso di tirocinio”.

Quali caratteristiche e competenze cercate nei laureati?
“Le competenze tecniche apprese e sviluppate nel percorso formativo universitario rappresentano sicuramente l’imprinting che la Facoltà ha trasmesso, ma che è necessario continuare a coltivare, ovvero una cultura scientifica e tecnologica ampia, la curiosità per l’innovazione e l’ambizione di introdurla nel proprio ambito di attività, l’attenzione alle implicazioni economiche delle decisioni prese ed infine, lo spirito di concretezza e il senso del limite nella ricerca delle soluzioni. Un ulteriore elemento di riflessione da tenere in considerazione a riguardo delle competenze di cui un laureato dovrebbe disporre oggi, riguarda la necessità di doversi relazionare con fattori estranei alla loro cultura originale e alla esigenza di collaborazione ed integrazione dell’attività con altre diverse professionalità. Per rispondere in maniera precisa e puntuale a questa nuova sfida professionale, il giovane laureato dovrà essere caratterizzato anche da competenze trasversali, che lo mettano in grado di relazionarsi e di lavorare in team con professionalità provenienti da diversi ambiti disciplinari e culturali, anche molto lontani da quelli caratteristici della propria figura”.

Quali canali utilizzate per la ricerca e selezione di personale laureato?
“I canali di reclutamento preferenziali per la ricerca di giovani laureati sono diversi in base alle differenti posizioni e profili ricercati.  La selezione di giovani laureati in particolare, si basa sulla ricezione e screening di lettere e curricula spontanei, consultazione di elenchi di scuole, università ed enti formativi, inserzioni dirette dell’azienda su quotidiani e riviste del settore o pubblicazioni su siti di job recruiting”.

AlmaLaurea mette a disposizione una banca dati con oltre un milione e mezzo di curricula di neolaureati e laureati con esperienza di lavoro, certificati dalle Università, per agevolare l’incontro tra domanda e offerta. Uno strumento al servizio anche delle piccole e medie imprese: pensa possa essere utile?
“Sicuramente sì, vista la possibilità di consultare una varietà di profili disponibili nella banca dati e continuamente aggiornati dai laureati e laureandi stessi, ma anche per la circolarità e lo scambio di informazioni che si crea con le Università del territorio e non solo”.