Lavoro

L’amore per la Germania? Non è solo questione di sangue

26 Luglio 2012

La passione per l’Italia e per i Paesi di lingua tedesca, Walter Menghin ce l’ha nel sangue. Ma non è solo questione di nascita: certo, Walter, 27 anni, è di Bolzano e fin dalla culla ha respirato due lingue e due culture. Però quella passione lui ha deciso di coltivarla nel tempo, laureandosi in Giurisprudenza a Trieste e vivendo in Germania, grazie a un Erasmus a Regensburg, “Ratisbona in italiano”. Poi la tesi di laurea e contemporaneamente un tirocinio a Vienna, che gli è stato utile anche per aver omologato il suo titolo per l’Austria, e di nuovo in Germania, ma questa volta in uno studio legale di Monaco di Baviera, dove ha fatto parte del praticantato forense e “per la prima volta ho visto veramente riconosciute e valorizzate le mie competenze”. Oggi Walter è di nuovo in Italia, dove si occupa di urbanistica e appalti per un ente locale. La sua ambizione resta però lavorare in un’istituzione europea, così da poter mettere in pratica le sue conoscenze e magari imparare nuove lingue. Ma che ne pensa della campagna AlmaLaurea per far conoscere alle aziende tedesche i laureati italiani? “Un’idea meritoria, spero che in molti possano cogliere questa opportunità”.

Walter, tra formazione ed esperienze lavorative, hai un percorso piuttosto originale per un laureato in legge. Come mai questa passione per l’estero?
“La passione nasce dalle mie origini: sono di Bolzano e sono cresciuto a stretto contatto di due culture. Io ho deciso di coltivare le due lingue e il diritto internazionale è stato una conseguenza, che mi ha portato a fare esperienze in Paesi diversi”.

Ti sei laureato a Trieste con una tesi che hai preparato a Vienna. Come ci sei arrivato?
“Avendo già fatto l’Erasmus durante la triennale, ho colto l’opportunità che offriva, e forse offre ancora oggi, l’Università di Trieste, e ho usufruito di una borsa di mobilità internazionale. Durava tre mesi ed era ‘ben dotata’ economicamente. Io avevo l’appoggio della mia relatrice e, dopo ripetuti tentativi, ho trovato anche il sostegno dell’ufficio per le relazioni internazionali dell’Università di Vienna, che mi ha accolto come visiting student. Contemporaneamente ero venuto a conoscenza della possibilità di fare un tirocinio in uno studio che assiste clienti italiani in Austria, e viceversa, che ho colto al volo. Inoltre, una volta laureato, la Facoltà di Giurisprudenza di Vienna ha riconosciuto il mio titolo italiano, omologandolo a quello austriaco. Ancora, però, non ho avuto modo di sfruttare il doppio titolo”.

Durante la triennale per l’Erasmus hai vissuto dieci mesi in Germania. Dove sei stato?
“L’Erasmus l’ho fatto a Regensburg, Ratisbona in italiano, ed è stato un po’ la svolta della mia vita. Devo ammettere di avere scelto la destinazione, tra quelle tedesche, senza particolari ambizioni, ma si è rivelata invece una scelta vincente. Il livello dei corsi era notevole e l’organizzazione impeccabile. Ad esempio, già al primo giorno noi Erasmus siamo stati accolti dall’Università, che ci ha trovato una sistemazione nei vari studentati di Ratisbona. Che è una città piccola, ma di respiro internazionale: il 20% della popolazione è composto da studenti e molti vengono da altre città e da altri Paesi, attratti dalla qualità delle Facoltà e dalla presenza di industrie tecnologiche quali Bmw e Siemens. La differenza però l’hanno fatta la vita e lo studio a stretto contatto con studenti provenienti da ovunque, che ha favorito veramente lo scambio e un senso di integrazione europea”.

Anche parte della tua pratica per l’abilitazione alla professione legale l’hai fatta in Germania, in uno studio di Monaco di Baviera. Come ti sei trovato?
“Ho scelto di sfruttare la possibilità di svolgere un semestre di pratica all’estero. Dove la stavo svolgendo in Italia mi trovavo bene, ma a Monaco per la prima volta ho trovato vero rispetto e riconoscimento professionale per le cose che facevo: mi valorizzavano e mi pagavano! Anche in questo caso ci sono arrivato per iniziativa personale: ho inviato candidature spontanee ad alcuni studi trovati sul sito della Camera di commercio italo-tedesca e, dopo alcuni colloqui, ho scelto uno studio internazionale che ha le due sedi principali a Monaco e a Brescia, da cui segue principalmente clienti italiani in Germania. La conoscenza delle due lingue mi ha quindi agevolato. Il gruppo di lavoro era piccolo, spesso mi trovavo in prima linea, con forti carichi di lavoro e di stress, ma credo che più uno faccia, più uno impari e più abbia le possibilità di farsi largo. Sono rimasto cinque mesi e mi avevano anche proposto di rimanere, ma dovevo tornare perché da regolamento ero obbligato a concludere il percorso di pratica nel distretto della Corte d’Appello di Trieste”.

Oggi che fai?
“A gennaio ho vinto un concorso per un contratto di collaborazione con un ente locale. Mi occupo dei cosiddetti ‘Programmi complessi’, cioè di interventi pubblici di rilevanza urbanistica che coinvolgono vari Enti, di cui curo l'aspetto amministrativo. Sono molto soddisfatto di questa esperienza ed oltretutto è una situazione ottimale. Il mio sogno è quello di lavorare sempre nel settore del diritto amministrativo, idealmente a livello europeo e internazionale, in modo da poter mettere a frutto sia le mie competenze giuridiche, sia le esperienze all'estero e la mia conoscenza delle lingue”.

AlmaLaurea ha messo a disposizione delle imprese tedesche i curricula dei laureati italiani. Che ne pensi?
“La trovo un’iniziativa più che meritevole e spero che in molti possano cogliere questa opportunità. Certo, la concorrenza può essere forte, perché tra chi sa già il tedesco la tendenza è di andare proprio in Germania. Ma più si estende l’area di influenza di AlmaLaurea e meglio è”.