Lavoro

Aziende tedesche a caccia di talenti

25 Ottobre 2012

“In Germania manca il personale qualificato, questo lo vediamo ogni giorno. AlmaLaurea con la sua esperienza e la sua banca dati è una soluzione per risolvere questa esigenza, trovando un posto di lavoro ai giovani italiani nel mercato tedesco”. A parlare è Ronny Seifert, direttore della Camera di Commercio italiana per la Germania che ha promosso, venerdì 19 ottobre, al Saie di Bologna l’evento “Bologna incontra Leipzig” a cui hanno partecipato imprese tedesche, rappresentanti delle istituzioni e degli enti locali, la Cna, Unioncamere e Unindustria di Bologna. AlmaLaurea ha fatto conoscere alle imprese tedesche la banca dati dei laureati, laureandi e diplomati italiani, in un rapporto di collaborazione con la stessa Camera di Commercio italiana per la Germania. Il direttore Ronny Seifert parla della necessità di valorizzare i laureati italiani nel mercato tedesco. L’unico ostacolo, osserva, è la conoscenza della lingua tedesca. “La barriera linguistica non è da sottovalutare, ma a parte questo abbiamo già diversi esempi nel quale l’incontro tra i giovani e le aziende in Germania ha funzionato”.

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La presenza del Consorzio interuniversitario nasce dalla campagna promossa per valorizzare i diplomati e laureati italiani presso le aziende che operano nel mercato tedesco. AlmaLaurea ha messo a disposizione, senza oneri, la propria banca dati: un milione e 670mila curricula aggiornati di neolaureati, laureati con esperienza e di diplomati italiani. Sono i curricula di giovani laureati brillanti, disponibili alle trasferte, che parlano tedesco, ma anche inglese, arabo e cinese, che hanno esperienze di studio all’estero e di stage. Tra questi, 250mila sono ingegneri, 299mila economisti e statistici, 212mila hanno la laurea in Giurisprudenza; e poi 62mila laureati nell’area Scientifica, quasi 107mila architetti e 67mila laureati del settore chimico farmaceutico. In particolare, sono 28.500 i laureati italiani che conoscono il tedesco a livello ottimo, altri 15mila che parlano ad alto livello tedesco e inglese; quasi cinquemila sono madrelingua, altri duemila hanno cittadinanza tedesca.

“Siamo convinti che mettere un laureato o diplomato capace e formato nel motore della propria azienda serva a vincere la sfida europea dello sviluppo – dichiara Andrea Cammelli, professore di statistica dell’Università di Bologna e direttore di AlmaLaurea - Ci sembra questo il contributo più importante che le università, con AlmaLaurea, possono dare alla ripresa. Sappiamo bene che la situazione è difficile, ma non dimentichiamo mai che anche nelle situazioni di carestia il contadino taglia su tutto, ma non sulla semina. E Paesi come la Germania lo hanno dimostrato”. “
Questo non significa – conclude Andrea Cammelli - agevolare una fuga di risorse umane, ma permettere la crescita di un mercato del lavoro europeo dove anche i nostri laureati, apprezzati all’estero per la loro preparazione universitaria, possano giocare un ruolo da protagonisti. E magari rientrare con competenze di respiro internazionale”.