Lavoro

La banca dati dei laureati in Marocco

30 Marzo 2010

“E’ necessario che le università giochino un ruolo propulsore nell’economia e nella società. Il sistema AlmaLaurea persegue questo fine e per questo abbiamo deciso di importarlo”. A parlare è Mohammed Zaher Benabdallah, presidente dell’Università "Mulay Ismail" di Meknes. In Marocco AlmaLaurea ha avviato il progetto europeo Grinsa, Graduate's Insertion and Assesment as tools for Moroccan Higher Education Governance and Management, che prevede la riproposizione sperimentale della banca dati dei laureati. “AlmaLaurea offre un servizio che valorizza le risorse umane meglio formate dalle nostre università e che agevola il mondo delle imprese nella ricerca dei curricula più idonei”, ha precisato il presidente intervenendo, all’Università della Calabria, alla presentazione del XII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati.

Italia e Marocco, insieme per realizzare il progetto Grinsa. A che scopo?
“Il progetto Grinsa è uno strumento di valutazione indispensabile che ci permette di fare una stima dell’efficacia del sistema universitario marocchino soprattutto visto che abbiamo l'“Instance Nationale d’Evaluation”, un organismo unico, centralizzato, di valutazione dell’intero sistema didattico: dalle scuole elementari fino all’università. A oggi sono coinvolte nel progetto solo tre università pilota: Meknes, Oujda e Marrakech. Ci auguriamo che in una fase successiva la banca dati possa essere estesa a tutti gli Atenei del paese”.

Il sistema AlmaLaurea è un ponte tra il mondo formativo e il mercato del lavoro: che valore aggiunto può avere per il Marocco?
“Il progetto ha suscitato subito molto interesse tra le associazioni professionali e gli enti nazionali che si occupano di economia e di mercato del lavoro, ovvero la Confederazione nazionale degli imprenditori del Marocco, il Centro regionale d’investimento, l’Agenzia nazionale per la promozione del lavoro e delle competenze. Tutti organismi che hanno molto interesse a investire su questo fronte. La base di dati di cui possono disporre permette infatti di identificare e selezionare nel modo più opportuno possibile i profili formativi e professionali dei laureati che di volta volta si rendono necessari”.

Il XII Rapporto AlmaLaurea evidenza una crescita del tasso di disoccupazione dei laureati in Italia. In Marocco che situazione state vivendo?
“Il vantaggio più grande che deriva dall’uso della banca dati AlmaLaurea è proprio questo: in Italia, disponete di dati statistici molto precisi che vi permettono di scattare un’istantanea affidabile della situazione economica e sociale del paese. In Marocco, non abbiamo ancora un sistema così efficiente: i soli dati statistici disponibili sono quelli dell’alto Commissariato alla pianificazione in base ai quali si evidenzia, comunque, un aumento del tasso di disoccupazione. Anche in Marocco, come in Italia, manca quindi una reale rispondenza tra le esigenze del mercato del lavoro e ciò che il mondo della formazione offre: uno scarto che danneggia tutto il sistema”.

Le università non rispondono a ciò che il mercato del lavoro chiede?
“Da parecchio tempo le università marocchine si sono concentrate nella formazione di studenti con titoli di laurea poco appetibili per le imprese. Viviamo quindi una situazione paradossale: ci sono parecchi laureati senza lavoro e numerose imprese che chiedono figure professionali altamente specializzate che, a conti fatti, non riescono a trovare sul mercato”.

Avete attuato delle misure preventive per arginare questo fenomeno?
“A fronte di questa lacuna formativa e professionale il Governo marocchino dal 2006 ha introdotto delle discipline settoriali:ad esempio, il turismo, l’industria automobilistica e aerea, il mercato finanziario, l’Itc e il comparto ingegneristico. Per ogni settore il Governo ha definito quante e quali figure professionali saranno necessarie per i prossimi anni. Il messaggio è chiaro: a fronte delle necessità del mercato del lavoro bisogna indirizzare le politiche della formazione. In funzione di questo sono stati dati finanziamenti. Tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo si stanno ponendo lo stesso problema. Solo così potremmo realizzare quell’economia della conoscenza e del fare che tutti auspichiamo”.

L’Europa si sta muovendo con il trattato di Lisbona, come si pone il Marocco in questo contesto?
“Anche se siamo fuori dal trattato di Lisbona come Paese abbiamo deciso di allineare il nostro sistema di formazione superiore al modello europeo perché abbiamo un ruolo importante nell’unione del Mediterraneo. AlmaLaurea è un passo molto importante”.

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