Lavoro

La carriera inizia in Arabia Saudita

29 Marzo 2011

Una carriera da "construction engineer" quella di Nicola Pantalone, trentunenne abruzzese di Chieti, che nel 2007 si è laureato in Ingegneria meccanica a Bologna. Un corso che ha scelto, racconta, "perché a diciotto anni pensavo che questo tipo di studi avrebbe potuto offrirmi più sbocchi professionali rispetto ad altri". E così è stato: subito dopo la laurea, Nicola ha infatti iniziato a lavorare per la Snamprogetti, oggi Saipem, una società di ingegneria del gruppo Eni che si occupa prevalentemente della progettazione di grandi impianti e di condotte nel campo degli idrocarburi. La sua prima missione è stata in Arabia Saudita: "Una bella esperienza, a contatto con gente di nazionalità diversa, ma non è stato facile ambientarmi". Nel suo curriculum, anche dieci mesi a Valencia per l'Erasmus: "Mi sono trovato benissimo, in Spagna all'Università si dà molta importanza alla pratica". Oggi Nicola vive in provincia di Pavia e continua a lavorare come supervisore per la Saipem.

Come mai hai deciso di studiare ingegneria meccanica?
"Principalmente perché a diciotto anni pensavo che questo tipo di studi avrebbero potuto darmi più sbocchi lavorativi rispetto ad altri e poi perché mi sembrava una facoltà molto interessante".

Che giudizio dai all'Università di Bologna?
"Molto buono, sotto tutti i punti di vista. Si dice che la Facoltà di Ingegneria di Bologna sia meno valida di altre facoltà italiane, per esempio di Roma o di Milano, ma nella realtà non è così. Anzi, in particolare per gli studi di Ingegneria meccanica, dà una preparazione molto buona".

Dove sei stato di preciso in Spagna per l' Erasmus? Hai notato differenze tra il sistema universitario spagnolo e quello italiano?
"Sono stato a Valencia e mi sono trovato benissimo. I professori erano molto preparati e, soprattutto, molto disponibili. Tra studenti e professori si instaura un rapporto molto più informale, meno autoritario. In Spagna, inoltre, si dà molta importanza alla pratica oltre che alla teoria, si approfondiscono gli effetti che gli studi hanno nella risoluzione di problemi concreti, cosa che mi è servita molto anche sul lavoro".

La laurea ti è stata utile per iniziare a lavorare? E dopo quanto tempo hai trovato lavoro?
"Ho trovato lavoro all'incirca due mesi dopo aver terminato l'università. Sicuramente la laurea mi è servita, dato il mio tipo di studi, ma mi è servito altrettanto aver fatto l'Erasmus, che in un certo senso ti apre la mente e poi la conoscenza di almeno una lingua straniera è importante".

Tra i tuoi primi incarichi nel 2007 sei stato in Arabia Saudita. Di cosa ti sei occupato?
"Seguivo i lavori in un cantiere della Snamprogetti, una società di ingegneria che si occupa della progettazione di grandi impianti nel campo degli idrocarburi. Da un lato questa esperienza è stata positiva, perché ho avuto l'opportunità di poter lavorare all'estero per un grande progetto, vivendo a contatto con persone di diversa nazionalità. Dall'altro lato, però, è stato molto difficile adattarmi al luogo e al clima del posto. Inoltre sono stato lontano da casa per lunghi periodi".

Oggi di cosa ti occupi?
"Lavoro sempre per la Saipem come supervisore dei lavori di progettazione di grandi impianti di idrocarburi".

E ti capita ancora di fare trasferte?
"No, lavoro in provincia di Pavia e non ho più avuto esperienze all'estero. Ho solo lavorato in Italia dopo l'Arabia Saudita".