Lavoro

Cervelli in ingresso

02 Agosto 2011

Da Strumica, cittadina di poco meno di 80.000 abitanti nella Macedonia sud orientale, all’università più antica del mondo occidentale. Ilinka Najdenovska, classe 1986, subito dopo la maturità scientifica ha scelto di continuare con architettura e non ha avuto dubbi di venire a studiarla in Italia, anche grazie alla buona conoscenza della lingua. Così si è iscritta alla sede distaccata di Cesena dell’ateneo bolognese, dove si è laureata nel 2010 presentando un progetto per la realizzazione di un museo marittimo a Ravenna. A Cesena si è trovata bene, racconta, “l’ambiente è simile a quello della mia città di origine”. Durante gli studi Ilinka si è mantenuta grazie a borse di studio e lavorando per l’università, mentre la sua prima esperienza professionale nel mondo dell’architettura è stata lo stage presso lo studio della correlatrice della tesi. Ilinka ha lavorato anche per un altro studio a tempo determinato, ma ora è in cerca di impiego e non le dispiacerebbe frequentare un master o un corso per specializzarsi in progettazione e disegno 3d.

Come mai hai scelto proprio l’Italia per studiare architettura?
“Per la buona nomea all’estero dell’architettura italiana e per le buone esperienze che mi erano state riferite da ragazzi macedoni di mia conoscenza che ci erano già stati. Mi avevano detto che c’erano buone possibilità di ottenere borse di studio, come in effetti è stato, e poi conoscevo già la lingua: studiavo italiano privatamente già da tre anni”.

Parlando di lingue, ne conosci davvero tante: dove le hai imparate?

“L’italiano grazie a dei corsi, l’inglese e il francese a scuola e lo spagnolo per conto mio. Comunque per noi macedoni è un po’ più facile parlare varie lingue, perché nel nostro paese i programmi televisivi e i film non sono doppiati ma sottotitolati: il fatto di ascoltare continuamente delle lingue straniere ci rende meno difficile l’apprendimento. È un po’come per il serbo, il croato e il bulgaro, lingue che parlo e che capisco abbastanza bene perché le sento da sempre, per via delle differenti componenti culturali della zona in cui sono nata”.

Come ti sei trovata a studiare a Cesena?
“Cesena è una città piccola, poco più grande di Strumica, quella da cui provengo in Macedonia. In questo modo l’impatto di cambiare paese per me è stato molto meno pesante. Inoltre nella mia famiglia non sono l’unica all’estero: anche mia sorella è emigrata ed ora è una ricercatrice in Svizzera. Durante gli studi ho cercato di mantenermi autonomamente e ci sono riuscita grazie alle borse di studio che ho avuto all’università e ai lavori che ho svolto presso la biblioteca. Nel mio corso ero l’unica straniera, ma non eravamo tanti: un centinaio di persone”.

Hai già avuto esperienza nel ramo dell’architettura?
“Sì, ho cominciato lavorando presso lo studio professionale di una mia professoressa dell’università, che è stata anche correlatrice della mia tesi. Nel corso del tirocinio ho fatto un po’ di tutto: disegno tecnico, rilievi e anche esperienza nei cantieri. Sono stata inserita a pieno titolo nell’attività dello studio ed è stato molto formativo. Dopo la laurea, ho trovato un contratto part-time a tempo determinato presso uno studio, ma al termine non hanno potuto rinnovarmelo”.

E adesso?
“Adesso sto cercando soprattutto nell’area tra Rimini, Forlì e Cesena, ma se dovessi spostarmi non avrei problemi, credo. Ho sempre pensato che viaggiare non costituisse un problema, anche se mi trovo molto a mio agio in questa parte d’Italia. Mi sto anche guardando intorno e cerco un possibile master, o un corso professionale per specializzarmi in modellazione tridimensionale o in interior design, che sono gli aspetti che preferisco della professione di architetto”.

Come ti sei mossa finora per la ricerca del lavoro?
“Normalmente spedisco curricula direttamente agli studi che mi interessano, ma mi sono stati molto utili anche i contatti che ho sviluppato negli anni dell’università con alcuni professori. Un altro metodo che ho sfruttato è stato internet e i portali dedicati al lavoro, tra cui anche AlmaLaurea”.

Come ti sei trovata con Almalaurea?
“Bene, perché mi sembra un sito ben organizzato. In particolar modo per una persona come ero io alcuni anni fa, alle prime esperienze, è utile per scrivere un curriculum e avere una visione d’insieme, grazie anche alle proposte di master e corsi che spesso arrivano per e-mail”.