Università

"Chi si ferma è perduto"

13 Giugno 2011

E' un convinto assertore dell'internazionalizzazione. E l'ha dimostrato non solo a parole, ma nei fatti. Alvise Perosa, laureato nel 1992 in chimica industriale all'Università Ca' Foscari di Venezia, dal 2005 è ricercatore universitario di chimica organica sempre all'ateneo della Serenissima, dove fa parte della Commissione Internazionale di Ateneo.
Nel suo curriculum vanta un dottorato di ricerca in America e una borsa di ricerca ottenuta partecipando all'Endeavour Awards, un programma finanziato dal governo australiano e rivolto a studenti, ricercatori e professionisti meritevoli provenienti da tutto il mondo. "Grazie a questo progetto, mi sono trasferito in Australia per sei mesi, lavoravo come ricercatore all'Università di Sydney dove ho realizzato progetti che porto avanti con successo ancora adesso" racconta Alvise che ha sempre le valige pronte. Il suo obiettivo, crescere professionalmente e fare carriera.

Come nasce la tua passione per l'internazionalità?
"Credo che studiare e lavorare all'estero sia un tassello fondamentale se una persona vuole aumentare le sue competenze e fare carriera. Sono esperienze che aiutano a formarsi, a maturare quel tipo di mentalità che poi ti serve da ogni punto di vista, nel lavoro così come nella vita di tutti i giorni. Le scelte che ho fatto sono sempre state guidate da questo principio, a partire dal liceo quando partecipai agli scambi di Intercultura trascorrendo un anno negli USA. Dopo la laurea in chimica conseguita all'ateneo di Venezia ho deciso di fare domanda per il Ph.D. in America. Con il programma Fulbright sono entrato alla Case Western Reserve University di Cleveland, nello stato dell'Ohio. Ci sono rimasto per quasi quattro anni. Un'esperienza che mi ha dato moltissimo e che mi ha permesso di entrare in contatto con un ambiente universitario totalmente diverso da quello italiano".

Una volta tornato in Italia, sei entrato come ricercatore all'ateneo di Venezia
"Dal 1996 al 2005 ho ottenuto una serie di borse di studio e assegni di ricerca all'Università Ca' Foscari Venezia.  Inizialmente la lunga assenza per il PhD ha giocato a mio sfavore, poi nel 2005 ho finalmente vinto il concorso da ricercatore di chimica organica Il lavoro che faccio mi piace molto, insegno chimica organica e mi occupo di diversi progetti di ricerca realizzati in collaborazione anche con atenei stranieri. Tuttavia, non voglio fermarmi, se il mio obbiettivo è crescere e fare carriera devo fare altre esperienze all'estero, magari in America. Ho già qualche proposta".

Nel tuo curriculum vanti anche un'esperienza in Australia, all'Università di Sydney
"Nel 2006 ho vinto una borsa di ricerca partecipando al concorso l'Endeavour Awards. Un'opportunità importante per chi desidera valorizzare le proprie qualifiche accademiche o professionali. Si tratta infatti di un programma di borse di studio ben finanziato (viaggio, stipendio, e fondi per il trasferimento) dal Governo Australiano e rivolto a studenti, ricercatori e professionisti meritevoli provenienti da tutto il mondo. I vincitori del concorso hanno la possibilità di intraprendere un percorso di studi, di ricerca o corsi di specializzazione professionale in Australia in qualsiasi ambito disciplinare. Le categorie di concorso a cui gli studenti europei possono partecipare sono quattro: il postgraduate award, il research fellowship, il vocational education and training (VET) award e l'executive award.
Personalmente ho partecipato al research fellowship, un programma rivolto agli studiosi stranieri che desiderano intraprendere in Australia attività di ricerca post-laurea e post-dottorato di breve termine (fino a 6 mesi) in qualsiasi settore. Ho presentato un progetto di ricerca elaborato insieme a un collega della University of Sydney conosciuto qui a Venezia per la realizzazione di ricerche nell'ambito della sintesi chimica organica ecosostenibile. L'idea è piaciuta, mi hanno dato la borsa e mi sono trasferito a Sydney con tutta la famiglia. Da allora, si è aperta tutta una serie di collaborazioni tra l'ateneo di Venezia e quello australiano che prosegue tutt'oggi: organizziamo e sviluppiamo insieme progetti di ricerca e corsi di dottorato congiunti per gli studenti italiani e australiani. Devo ammettere che è stata un'esperienza importante: consiglio a chiunque di farla, anche perché sia l'ateneo di Sydney che l'Australia National University e la University of Melbourne si collocano fra i primi 100 atenei nel ranking internazionale delle università migliori del mondo, posizioni che la dicono lunga sulle possibilità offerte".

Che idea ti sei fatto, in questi anni vissuti a cavallo di diversi ambiti accademici internazionali, dell'università italiana? 
"Il nostro paese ha ancora una buona tradizione formativa. Me ne sono reso conto proprio entrando a contatto con realtà universitarie europee e non solo, considerate senza ombra di dubbio di eccellenza nel panorama internazionale della formazione superiore. I laureati italiani rispetto ai loro colleghi stranieri sono molto apprezzati all'estero perché quando entrano in un ateneo, in un centro di ricerca, ma anche in un'impresa straniera dimostrano di avere un ottimo background formativo e di padroneggiare la materia che hanno studiato. Magari hanno maturato una minor esperienza pratica, ma sono più abituati a organizzarsi autonomamente e quindi a cavarsela meglio anche fuori dalle mura di casa. Resta il fatto che il mondo della formazione nel nostro paese così come nell'ambito della ricerca è poco o per nulla finanziato. E' il sistema nel suo complesso che non investe sui giovani laureati, non offre strutture adeguate e stipendi attrattivi. E se un paese perde le sue risorse migliori, e non ne attira nessuna dall'estero, non cresce".

Cosa ne pensi di AlmaLaurea e dell'idea di estenderla oltre il territorio nazionale, proponendosi come un modello di rete adeguato alla costruzione di quel ponte tra il mondo della formazione e le esigenze del mercato del lavoro tanto ricercato da tutti i paesi europei e non solo, offrendo così il fianco alla realizzazione dello spazio Euro Mediterraneo della conoscenza sancito dal Processo di Bologna?
"L'idea di internazionalizzare AlmaLaurea per fare da ponte fra formazione e lavoro è senz'altro positiva, soprattutto in chiave di motore per attrarre in Italia giovani talenti stranieri. AlmaLaurea dovrà però assumersi, a mio avviso, anche l'onere di incoraggiare e sostenere praticamente e logisticamente le imprese, le organizzazioni e le università, le cui governance sono ancora troppo chiuse rispetto all'ingresso di giovani da altri paesi. Questi giovani tra l'altro sono abituati ad un mercato del lavoro più flessibile del nostro: molto probabilmente avrebbero solo bisogno di stipendi e fondi adeguati per un periodo definito. La bellezza del nostro paese, la qualità della vita, e il beneficio reciproco che ne deriverebbero, completano il quadro".

 

 

Per ulteriori informazioni sugli Endeavour Awards visitare il sito
http://www.study-in-australia.org/italy/scholarships/
Le iscrizioni sono aperte fino al 30 giugno 2011