Lavoro

"Ci vuole il DNA giusto

09 Novembre 2010

Laureati triennali e magistrali, ma anche diplomati tecnici con alta motivazione, energia, proattività e una buona conoscenza della lingua inglese. Sono le caratteristiche ricercate da Calzoni Srl, storica azienda con sede a Bologna che dal 2002 seleziona e valuta candidati con il curriculum nella banca dati AlmaLaurea. L’azienda presente nel capoluogo emiliano dal 1834, con 150 dipendenti e due sedi in Italia e una negli Stati Uniti, fa parte di una multinazionale americana. Leader nel mercato aerospace&defence opera in tutto il mondo fornendo sistemi di movimentazione sofisticata navale e sistemi luminosi di ausilio all’atterraggio di elicotteri con destinazione sia militare che civile. “L’alto contenuto tecnologico dei nostri prodotti unitamente a un business principalmente rivolto all’estero richiedono l’inserimento di candidati con una buona formazione tecnica di base e conoscenza della lingua inglese, ma nella fase di valutazione- spiega Angela Corsi Manager Human Resources di Calzoni- è molto importante valutare quali sono le caratteristiche personali, il Dna del candidato”.

Quali sono i profili professionali più ricercati per lavorare nella vostra azienda?
“Solitamente puntiamo su figure di tipo tecnico, ingeneri meccanici, dell’automazione e elettronici, ma anche su diplomati con un iter formativo affine a queste aree. La maggior parte dei ruoli in azienda prevede infatti una formazione di tipo tecnico. Valutiamo inoltre anche la conoscenza della lingua inglese, requisito importante in quanto una grossa fetta del nostro business è rivolto all’estero. Non solo, ma la proprietà dell’azienda è americana ed é spesso necessario interfacciarsi a tutti i livelli con persone straniere. Segue comunque un processo formativo interno generale sui valori e le modalità di fare business dell’azienda, il cosiddetto onboarding specifico sull’ attività che si andrà a svolgere con affiancamento di un tutor”.

I laureati che vi capita di selezionare che conoscenza hanno della lingua inglese? “Generalmente si tratta di una padronanza abbastanza scarsa: nei curricula spesso elencano certificazioni di corsi e attestati vari, ma quando sono sul campo spesso dimostrano una non sufficiente conoscenza. Sicuramente, vanno meglio nella lettura e scrittura ma non basta, è necessario saper sostenere una conversazione anche se la grammatica non è perfetta”.

Assumente sia laureati di primo livello che di secondo livello?
“Dipende dal ruolo che il laureato andrà a ricoprire ma tendenzialmente si tende a non discriminare. Sono valutati in parallelo altri parametri altrettanto importanti. Un laureato in ingegneria meccanica, elettronica o dell’automazione, triennale o con laurea magistrale, solitamente assume in un ufficio tecnico, dopo un adeguato periodo di tirocinio, un ruolo di ingegnere progettista. E’ un ruolo di grande responsabilità che spesso prevede il coordinamento di gruppi di figure più “operative”, tipicamente, i diplomati meccanici o elettronici che trovano impiego, oltre che in ingegneria, anche in ruoli come tecnici di montaggio interno ed esterno, prove, collaudi e mansioni affini. Si tratta di attività importantissime per la nostra azienda. Purtroppo queste figure da qualche anno scarseggiano ma sono ancora risorse fondamentali per le imprese”.

Come mai secondo lei?
“La maggioranza di diplomati accede all’università o perlomeno tenta di percorrere la strada che li porterà al raggiungimento della laurea. Così se in passato inserire un neodiplomato in azienda era difficile a causa del servizio militare, ora questa possibilità sfuma o perché proseguono gli studi o perché sono sempre meno i ragazzi che alla fine della scuola dell’obbligo decidono di intraprendere un percorso all’interno di istituti tecnici. Le iscrizioni sono per lo più rivolte ai licei. Da alcuni anni è attiva una iniziativa in collaborazione con Unindustria che porta le scuole dentro alle aziende per una giornata. In questa occasione, si mostrano le opportunità di inserimento che ci sono nelle imprese sulla base delle scelte che saranno operate; i dipendenti collaborano raccontando la propria esperienza. Credo ci sia necessità di maggior informazione per permettere ai ragazzi di fare scelte più oculate”

All’interno della vostra impresa sono previsti percorsi di crescita professionale?
“In Calzoni si fa molta attenzione alla valutazione delle prestazioni, l’oggettivazione della misurazione è un elemento importante che sottrae sempre più dalle valutazioni variabili dei responsabili di funzione. Questo è il punto di partenza per promuovere percorsi di crescita professionale che sono sia di tipo orizzontale che verticale. Ci sono sempre più persone disponibili a cogliere con entusiasmo nuove sfide riuscendo talvolta a superare anche le personali aspettative. E’ un risultato soddisfacente che va a beneficio di entrambi. Siamo molto attenti anche a verificare dove invece c’è bisogno di formare, stimolare o eventualmente ricollocare per utilizzare al massimo le potenzialità di ciascuno”.

Che caratteristiche personali devono possedere i candidati?
“Creatività, senso dell’urgenza, adattabilità al cambiamento, flessibilità, capacità di relazionarsi con gli altri, teamwork, autonomia a risolvere problematiche, reazione allo stress, in altre parole il Dna del candidato è fondamentale. Anche perché il voto di laurea, quello che si legge sulla carta non può rappresentare di per se un termine di discernimento. Guardiamo piuttosto molto attentamente all’approccio che i laureati hanno quando vengono a colloquio, a come si pongono quando parlano, se sono informati sulle caratteristiche dell’azienda, se sono motivati e più o meno sicuri del ruolo che vorrebbero ricoprire. In parallelo al colloquio conoscitivo, utilizziamo anche dei test al fine di avere una generale valutazione del profilo comportamentale del candidato”.

Rapporto università e mercato del lavoro: secondo lei sono stati fatti dei passi avanti?
“Non si è ancora sviluppato un approccio capace di avvicinare formazione e richieste delle imprese: l’università non riesce ancora ad avvicinarsi a questa realtà. Spesso si dà peso ad aspetti che poi, una volta entrati nel mercato del lavoro non contano. Invece si dovrebbe pensare a perché i giovani scelgono di proseguire gli studi: si iscrivono a un corso di laurea per riuscire a trovare un buona occupazione con l’aspettativa di crescere professionalmente e svolgere una mansione interessante. Tuttavia, non sempre si tiene conto di questi aspetti e purtroppo nel percorso universitario gli studenti non vengono visti come futuri professionisti quali invece sono”.

La vostra azienda da anni è ormai cliente di AlmaLaurea, cosa ne pensa di questo servizio? Secondo lei avvicina mondo della formazione e imprese?
“E’ un servizio di qualità e molto utile che permette di trovare i curricula dei candidati volta per volta e in base alle specifiche richieste dell’impresa. Consente infatti di selezionare in modo semplice e veloce e a un costo ragionevole un rosa di candidati tra i milioni di profili presenti nella banca dati AlmaLaurea. Ho trovato laureati molto interessanti come ingegneri meccanici, elettronici e altre figure professionali. So che di recente AlmaLaurea ha attivato anche una serie di servizi di selezione: l’assessment centre per valutare in maniera oggettiva le capacità dei candidati, ma anche colloqui individuali di approfondimento tesi a valutare la personalità e la motivazione al cambiamento del candidato e infine un assessment centre e colloqui individuali per avere un quadro completo dei candidati. Servizi utili che non mancherò di utilizzare”.