Università

Collaborare per governare

27 Giugno 2011

"AlmaLaurea, vista l’esperienza maturata in ambito italiano, offre spunti molti utili per la creazione di un sistema di indagine comparativo, elemento indispensabile per la realizzazione di un unico spazio dell’istruzione superiore in Europa". Kolja Briedis, dell’Institut für Hochschulforschung, Hochschul Informations System HIS, di Hannover in Germania, intervistato a margine del Convegno nazionale "Qualità e valutazione del sistema universitario", tenutosi ad Alghero in occasione della presentazione della XIII Indagine AlmaLaurea sul Profilo dei laureati italiani, traccia un profilo dello stato attuale dell’università in Europa mettendo sul piatto, soddisfazione dei laureati, definizione dei modelli di apprendimento, metodologie di insegnamento, governance, internazionalizzazione e collaborazione tra i diversi centri di ricerca a livello europeo.

Le università, ovunque, hanno un carattere sempre più "di massa" e, d’altra parte, sono tenute anche ad essere sempre più efficaci ed efficienti nelle loro prestazioni, pur avendo accesso a sempre meno risorse. Come possono conciliarsi due esigenze tanto diverse?
"Le università dovrebbero innanzitutto sottoporre all’attenzione dei rispettivi governi la questione della gestione e dell’organizzazione delle risorse. La priorità principale per tutti gli atenei riguarda il miglioramento del sistema di insegnamento e di apprendimento. E’ un aspetto molto importante perché le modalità di acquisizione hanno un forte impatto sullo sviluppo e sulla crescita del livello di conoscenze e competenze degli studenti. Un fatto a cui spesso le università prestano poca attenzione, mantenendo lo stesso atteggiamento che avevano in passato e non mettendo a frutto questo tipo di informazioni. In questo senso, credo che gli atenei dovrebbero cercare forme di supporto al fine di perfezionare e ottimizzare sia le modalità di insegnamento che i relativi processi di apprendimento".

Nel suo approfondimento su "Soddisfazione per l’esperienza universitaria", trattato nel corso del suo intervento al Convegno AlmaLaurea, ha messo in luce che, nel caso italiano, gli studenti si ritengono complessivamente soddisfatti dell’esperienza universitaria. Anche nel caso tedesco i dati mostrano un aumento complessivo di soddisfazione degli studenti negli ultimi anni. Quali sono le ragioni principali alla base di questo quadro positivo?
"Si tratta, a mio avviso, del risultato di una serie di sviluppi di questi ultimi anni che hanno interessato e stanno interessando ancora oggi il mondo dell’università italiana e non solo. Mi riferisco, prima di tutto alla formazione di un sistema di valutazione capace di tener conto delle esigenze degli studenti. A questo aspetto si aggiungono i cambiamenti nei programmi di studio frutto del Processo di Bologna: trasformazioni che, nonostante alcuni problemi emersi nella fase di attuazione, giudico appropriati. Anche negli atenei tedeschi è in corso un’attività di rinnovamento del corpo accademico: con una nuova generazione di docenti in procinto di entrare a far parte del sistema universitario. Docenti che si stanno inserendo in un momento in cui le università sono sempre più consapevoli dei bisogni degli studenti.Ritengo quindi che questi fenomeni di mutamento stiano contribuendo ad accrescere in modo sempre più marcato il livello di soddisfazione degli studenti nei confronti del mondo universitario".

Che relazione c’è tra internazionalizzazione e qualità degli studi?
"La scienza è da sempre una questione di interesse internazionale e la sua internazionalizzazione sta diventando ancora più importante. I programmi di studio non possono non tener conto di questo sviluppo, soprattutto in vista dell’emergere sempre più evidente di uno spazio europeo dell'istruzione superiore con la conseguente creazione di un mercato del lavoro anch’esso europeo. In altre parole, vuol dire che i percorsi di studio migliori, quelli che si distinguono all’interno del panorama formativo per il loro elevato livello qualitativo, devono tenere in considerazione, per forza di cose, gli sviluppi e i contenuti più importanti che si realizzando sul mercato internazionale, nonché garantire agli studenti una conoscenza precisa di tali processi".

Che ruolo dovrebbero avere i responsabili della governance del sistema universitario e delle parti interessate a promuovere e favorire la qualità e l'internazionalizzazione del sistema universitario?
“Prima di tutto, è importante aumentare la consapevolezza sull'importanza di questi temi. Ad esempio, inserendoli con continuità nelle questioni da trattare nell’ordine del giorno. Successivamente, è necessario trovare e valutare le diverse modalità di attuazione all’interno dei programmi di studio e di ricerca scientifica dei fattori che sono responsabili dei processi di internazionalizzazione e, al contempo, garanzie di qualità. Infine tutti gli attori coinvolti devono partecipare alla definizione delle condizioni generali di organizzazione e gestione dei processi formativi”.

Cosa pensa di AlmaLaurea? Quale può essere il ruolo di iniziative come queste, che documentano sia la qualità dell’esperienza universitaria dei laureati sia la loro successiva condizione occupazionale, nella governance delle trasformazioni in atto nel sistema di istruzione superiore?
"AlmaLaurea con le sue indagini sugli studenti universitari offre dati importanti che possono essere utilizzati per monitorare gli sviluppi del sistema accademico, che necessita di indicazioni su come apportare modifiche e miglioramenti al sistema stesso. Questi dati evocano nuovi spunti di ricerca: ad esempio, sulla correlazione tra qualità degli studi, competenze, e successo professionale. I ricercatori sui temi in oggetto devono individuare e formulare queste domande e, naturalmente, lavorare per trovare una risposta. I risultati di questi lavori dovrebbero fornire raccomandazioni ai governi e alle parti interessate".

Pensa che AlmaLaurea possa essere un modello efficace per la promozione di un sistema di istruzione superiore nell'area Euro Mediterranea?
"Ritengo la cooperazione un elemento decisivo su tematiche importanti come quelle relative alla creazione di un unico sistema di istruzione superiore europeo. Facendo un confronto tra le indagini condotte nei diversi paesi dell’Unione, rincontriamo infatti problematiche affini, per questa ragione abbiamo bisogno di ricerche comparative.
EUROSTUDENT prevede la realizzazione di indagini triennali per monitorare la condizione studentesca nelle università italiane. Avviato negli anni Novanta, il progetto ha prodotto cinque edizioni con cadenza triennale offrendo dati di confronto sulla dimensione sociale dell'istruzione superiore in Europa. La collaborazione tra AlmaLaurea e i diversi centri di ricerca che si occupano di istruzione superiore, credo sia fondamentale e molto utile per arrivare alla creazione di un sistema capace di raccogliere e trasmettere dati europei comparabili. Il Consorzio, da questo punto di vista, offre un grande aiuto vista l’esperienza acquisita sul contesto italiano".

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