Lavoro

La cooperazione, una strada per scoprire il mondo

11 Ottobre 2011

Conoscere le lingue, essere curiosi e predisposti agli spostamenti internazionali. Sono queste, secondo Guido Neidhofer, le caratteristiche per poter studiare e lavorare nel mondo della cooperazione allo sviluppo. Nato nel 1985, di nazionalità italo-tedesca, Guido ha conseguito nel 2009 una laurea triennale in Economia della cooperazione internazionale e dello sviluppo presso la Sapienza di Roma. Durante gli studi, grazie a una borsa Erasmus, si è trasferito per sei mesi a Barcellona e, dopo la laurea, si è iscritto a un Master in Public economics a Berlino. Dalla Germania, grazie a due borse di studio, ha poi avuto la possibilità di recarsi in America Latina. Dopo il diploma di master, che conta di conseguire a luglio 2012, si dice pronto a ripartire per cercare lavoro nella cooperazione.

Qual è stato il tuo percorso di studi?
“Ho conseguito una laurea triennale in Economia internazionale dello sviluppo alla Sapienza di Roma: quando mi sono iscritto, cercavo un corso che contenesse temi etici ma che offrisse anche materie ‘forti’ come l’economia. Ora sto svolgendo un master in Public economics a Berlino, che si concentra molto su economia scientifica, matematica e modelli”.

Hai fatto esperienze anche in America Latina, dove sei stato?
“Grazie a una borsa di studio del governo tedesco sono stato tre mesi a Cuba, dove ho partecipato a un percorso di progettazione partecipativa e urbanizzazione. Di recente sono stato un anno in Perù dove ho seguito dei corsi di economia all’Università Cattolica di Lima, che ha una convenzione con la Freie Universität di Berlino”.

Da un lato una spinta all’internazionalizzazione, dall’altro la specializzazione in economia. Come mai queste scelte?
“Mi sembra che ora esistano corsi per la cooperazione allo sviluppo abbastanza solidi, ma ai miei tempi, stante la mia soddisfazione per la laurea conseguita a Roma, il settore era così ampio che ogni disciplina ti dava una piccola base, mentre i temi economici, che avrebbero dovuto essere la base per studi ulteriori, erano un po’ meno approfonditi”.

Hai mantenuto l’intenzione di lavorare nella cooperazione?
“La cooperazione è un campo interessante e che mi piace molto. Vorrei lavorare nelle ong o nelle organizzazioni internazionali – le Nazioni Unite restano un sogno e un obiettivo – ma ultimamente penso anche al settore pubblico e alla carriera accademica”.

In che Paese ti piacerebbe lavorare?
“Un mio ritorno in America Latina è possibile o probabile, perché si tratta del mio campo di studi. L’Italia, invece, per ora è improbabile perché le possibilità mi sembrano inferiori a quelle di altri Paesi, come ad esempio la Germania. In ogni caso, se si vuole lavorare nelle organizzazioni internazionali è necessario essere flessibili e pronti agli spostamenti”

Sei soddisfatto delle scelte che hai fatto fino ad ora?
“Sono soddisfatto soprattutto di non essermi posto limiti e di essere stato flessibile. A differenza di altri, che scelgono dove andare in base agli studi che vogliono svolgere, io ho sempre messo in primo piano la città in cui volevo vivere e là ho cercato delle occasioni di formazione: questo mi ha permesso di conoscere posti interessanti che mi hanno dato esperienze di vita gratificanti. Sono contento del mio percorso di studi e, devo aggiungere, anche del fatto di avere svolto in passato molte attività di volontariato, che alla fine si sono rilevate utili sia per la mia formazione che per la ricerca del lavoro”.

Quanto ti è servita la conoscenza delle lingue straniere?
“L’inglese è fondamentale, posso consigliare a tutti di non sottovalutarlo e di studiarlo bene anche perché è la lingua più utilizzata in ambito accademico. Se poi si desidera ampliare il proprio orizzonte all’America Latina, serve anche lo spagnolo. Soprattutto nell’ambito della cooperazione, la conoscenza delle lingue è fondamentale per stabilire un contatto con gli altri”.

Conosci AlmaLaurea?
“Sì, mi sono iscritto dopo la laurea triennale e attraverso il portale ho anche ricevuto un paio di offerte di lavoro, che avrebbero potuto interessarmi ma in quel momento non facevano al caso mio. Penso che AlmaLaurea sia un’ottima possibilità, in Germania ho visto quanto può essere importante il networking, il mettersi in contatto e il farsi conoscere. Per questo, credo che AlmaLaurea sia una buona risorsa che, forse, potrebbe essere maggiormente utilizzata”.

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