Università

La cultura per lo sviluppo del territorio

03 Gennaio 2013

Oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici, 43 siti Unesco: una ineguagliabile ricchezza di arte, monumenti, natura e tradizioni a cui, però, non corrisponde un adeguato ritorno economico. Manca in Italia, infatti, chi sappia davvero valorizzare la cultura, creando un’alleanza strategica tra pubblico e privato. Per colmare il vuoto, le Università degli studi di Cagliari e di Sassari lanciano per il secondo anno, con il sostegno del Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale, il master di primo livello in Diritto ed economia per la cultura e l’arte - DECA master. Politiche pubbliche per l’arte e la cultura, diritto dei  beni culturali, diritto delle organizzazioni non profit, diritto ed economia della cultura, marketing e gestione dei servizi culturali, tutela del patrimonio artistico e organizzazione di eventi, sono alcune delle materie di studio, a cui si affiancano incontri con esperti ed operatori del settore, laboratori interdisciplinari, visite didattiche e tirocini formativi. “Esistono altri master sul management dei beni culturali, ma il nostro è l’unico a fornire competenze estese all’ambito giuridico e, soprattutto, trasversali, e che mira a formare figure capaci di coniugare conoscenze teoriche con esperienza sul campo” dice il direttore Domenico D’Orsogna.

Professore D’Orsogna, perché l’Italia non riesce a far fruttare il suo immenso patrimonio artistico?
“Nel panorama nazionale c’è ancora oggi una carenza di figure professionali qualificate e questo nonostante le politiche dell’Unione europea, con la strategia di Lisbona, e la legislazione italiana (e  anche regionale) puntino da tempo proprio sul modello dello sviluppo economico trainato dalla cultura e dalla conoscenza. Il master mira a colmare questa evidente lacuna, offrendo non solo le competenze economiche ed aziendalistiche per gestire i beni e i servizi culturali, ma anche quelle giuridiche e storico-artistiche”.

Il programma didattico del master attraversa più discipline. A chi è affidata la docenza?
“Abbiamo oltre 50 docenti, che provengono da atenei italiani e stranieri. L’economista della cultura Pier Luigi Sacco fa parte del collegio del master. Tra i docenti abbiamo lo spagnolo Jesús Prieto de Pedro, uno dei massimi esperti europei di diritto della cultura, giuristi quali Jacques Ziller e Franco Gaetano Scoca, l’esperta di fundraising Elisa Bortoluzzi Dubach, gli artisti Alfredo Pirri e Zafos Xagoraris, che è stato anche curatore della Biennale di Atene del 2009, e la direttrice prima del Man di Nuoro e oggi del Mart di Rovereto Cristiana Collu”.

Oltre alle lezioni teoriche sono previsti anche laboratori, esercitazioni e altre attività pratiche?
“Questa è una delle caratteristiche del nostro master. Diamo consistente spazio a tre laboratori interdisciplinari sul fundraising, sulla progettazione di eventi culturali e sul rapporto tra l’arte contemporanea e lo sviluppo territoriale. Programmiamo inoltre workshop e incontri con direttori di musei e di riviste del settore, artisti, critici e galleristi. L’anno scorso abbiamo anche organizzato un viaggio-studio alla Biennale di Venezia, nel corso del quale gli studenti hanno avuto modo di incontrare gli organizzatori e diversi curatori. Il master prevede inoltre la realizzazione di un progetto di iniziativa culturale da realizzarsi sul territorio sotto la guida di un coordinatore artistico, e con la collaborazione degli enti sostenitori del master”.

Per tutti gli studenti è obbligatorio un tirocinio formativo di almeno 3 mesi. Dove lo si potrà svolgere?
“Intorno al master si è costruita una ricca rete, che comprende istituzioni museali, consorzi, fondazioni, associazioni per l’arte e lo sviluppo culturale, case editrici e musei, non solo della Sardegna o dell’Italia”.

Quali opportunità occupazionali offre il master?
“Le maggiori possibilità sono soprattutto per chi sa porsi come interfaccia tra pubblico e privato: figure professionali che facciano dialogare tutti i settori coinvolti non solo nella filiera dei beni culturali, ma anche in quelle contigue, chiamate a integrarsi con la prima: il turismo, l’istruzione, il commercio, la valorizzazione dell’artigianato e dei saperi locali, in  modo da far emergere e mettere a sistema le potenzialità inespresse dei territori e, più in generale, del Paese. Abbiamo anche istituito un Osservatorio di diritto ed economia per la cultura e l’arte, che oltre a essere un centro di studio e ricerca, si propone anche come incubatore per lo sviluppo territoriale e fattore di internazionalizzazione. Alcuni diplomati della prima edizione del master stanno ora lavorando lì per mettere in campo, insieme agli enti locali, alcuni progetti per il recupero e la valorizzazione del patrimonio artistico, anche nell’ambito di programmi transfrontalieri finanziati dall’Unione europea, quali il programma Italia-Francia Marittimo”.

Master universitario interateneo di I livello in Diritto ed economia per la cultura e l’arte – Deca Master
Università degli studi di Cagliari e di Sassari
Direttore del corso: professor Domenico D’Orsogna
Dati relativi all’edizione 2012-2013
Sede del corso: Nuoro
Posti disponibili: massimo 20
Durata: 12 mesi
Stage: sì
Presentazione domande: 22 gennaio 2013
Costo: 1.700 euro
Borse di studio: il Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale mette a disposizione 10 premi di studio dal valore di 1.000 euro
Siti:
www.decassat.it/deca-master
www.eudeca.it

Per informazioni:
Segreteria organizzativa (Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Sassari)
Tel. 079 228891
Cell. 366343320
Dr. Francesco Cuccu, e-mail fcuccu@uniss.it decamaster@uniss.it