Università

La cultura vuole i suoi manager

11 Maggio 2012

Un percorso di studio internazionale che insegna ad inserirsi nel sistema della cultura con ruoli manageriali e apre le porte al lavoro nelle fondazioni, i musei, le case editrici e le grandi istituzioni internazionali per la valorizzazione e la tutela del patrimonio. È arrivato alla sua sesta edizione il MaBAC, il master di II livello in Management dei beni e delle attività culturali. Il percorso di studio permette di seguire le lezioni in due capitali europee della culturaVenezia e Parigi – e di ottenere un doppio diploma, conferito dall’Università Ca’ Foscari e dall’Escp Europe, l’École supérieure de commerce de Paris, la più antica business school europea e una delle più prestigiose Grandes écoles della Francia. “Il Master è stato pensato per offrire l’accesso al mercato del lavoro internazionale, europeo e non – spiega il professor Francesco Casarin, coordinatore scientifico del percorso di studi –. Con un’unica frequenza, gli allievi ottengono, infatti, sia il titolo italiano di master universitario di II livello in Management dei beni e delle attività culturali che il titolo francese di mastère spécialisé en Management des biens et des activités culturels”.

I corsi, a frequenza obbligatoria, vengono tenuti in inglese, italiano e francese da docenti dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dell’Escp Europe, ma anche da manager ed esperti provenienti dal mondo delle istituzioni e delle imprese italiane ed europee. Gli studenti affronteranno materie come management strategico e operativo delle organizzazioni culturali, project management dei prodotti culturali, economia dell’arte e della cultura, legislazione dei beni e delle attività culturali, marketing dei prodotti culturali, nuove tecnologie per la cultura. Project work, seminari, testimonianze e visite in azienda “renderanno inoltre le attività del corso molto partecipative”, aggiunge il professor Casarin. Un altro punto di forza riguarda lo stage e il placement: gli studenti potranno svolgere 700 ore di tirocinio in un Paese europeo (c’è anche chi è stato presso il museo Exploratorium di San Francisco) e all’interno di istituzioni culturali come Musée du Louvre, Éditions Gallimard, Fondazione Musei Civici Veneziani, Peggy Guggenheim Collection, Fondazione La Biennale di Venezia, Unesco. Nella ricerca del lavoro, gli allievi avranno, inoltre, il supporto di un gruppo di contatto composto da ex studenti che si sono già inseriti nell’universo del business culturale.

I posti disponibili per l’edizione 2012 sono 30. Per accedere al master è necessario essere in possesso di un diploma di laurea magistrale o del vecchio ordinamento in area economica, sociale, umanistica o giuridica e passare una selezione che prevede un test di lingua inglese, uno di cultura generale, un colloquio psico-attitudinale e la compilazione di un dossier contenente le proprie esperienze formative e lavorative. “Vogliamo che gli allievi si proiettino nel sistema culturale e che ci facciano capire di avere già alcune idee circa il proprio futuro” continua Casarin. È possibile inviare la propria candidatura entro il primo giugno 2012.

Professor Casarin, da quali esigenze del mercato nazionale e internazionale nasce l’idea del master in Management dei beni e delle attività culturali?

“Un assunto di base è che le macrotendenze, al di là dell’attuale momento di crisi, attribuiscono al sistema culturale il ruolo di motore dello sviluppo. Tutti i business legati alle attività culturali, sia se si guarda al passato che se si guarda al futuro, manifestano una tendenza di crescita che richiama nuove competenze e abilità relative alla valorizzazione delle attività culturali. Su questa tendenza si innesta tutta una serie di realtà economiche: aziende di produzione culturale, società di consulenza, società estranee al settore ma interessate ad esso, hanno esigenza di competenze che uniscano gli aspetti umanistici e le tecniche di gestione. Sin dalla sua prima edizione, nel 2007, il Master è stato pensato come un prodotto formativo mirato a offrire esattamente questo tipo di competenze, dedicato al mercato del lavoro internazionale e europeo in particolare”.

Come è articolato il programma didattico del master?
“La didattica si articola in 10 moduli, con lezioni tenute per metà da docenti universitari italiani e francesi e per metà da professionisti di alto livello. Oltre alle lezioni frontali, gli allievi saranno chiamati a collaborare alla stesura di progetti, alla realizzazione di lavori di gruppo, all’ascolto di testimonianze portate dai professionisti del settore e alla partecipazione a una serie di seminari. La didattica è molto partecipativa: agli studenti è richiesto un costante apporto progettuale. Gli studenti sono poi seguiti durante lo stage e aiutati nella fase del placement attraverso il gruppo degli ex allievi: esiste infatti una rete, chiamata ‘Contact’ e animata dalle persone che si sono già inserite in numerosi istituti culturali. Questa rete coadiuva i nuovi diplomati nell’inserimento nel mondo del lavoro”.

Quali sono i risultati del master in termini di placement e quali sono i settori con le maggiori possibilità occupazionali?
“Nel caso dell’ultima edizione, le cui tesi sono state discusse tra dicembre del 2011 e gennaio di quest’anno, 17 allievi su 27 avevano già trovato un lavoro ancora prima della discussione finale. Riteniamo che questo sia un ottimo risultato, considerato anche il difficile momento economico che stiamo vivendo in Europa. Abbiamo riscontrato una particolare ricettività da parte di fondazioni, gallerie, festival culturali, teatri e un’attenzione particolare anche da parte delle aziende che operano online nel campo della cultura e dell’editoria. In genere, i diplomati ricoprono mansioni che vanno dal marketing al controllo di gestione, dall’organizzazione degli eventi alla cura dei rapporti di partnership. Le competenze in controllo di gestione, fundraising, ricerca di sponsor sono in questo momento molto richieste. È inoltre frequente – succede in un caso su due – che l’occupazione venga trovata attraverso lo stage”.


Master di II livello in Management dei beni e delle attività culturali (MaBAC)
Università Ca’ Foscari Venezia e Escp Europe Parigi

Posti disponibili: minimo 16, massimo 30
Scadenza iscrizioni: 01/06/2012
Durata: da settembre 2012 a novembre 2013
Orario e sede delle lezioni: dal 17 settembre 2012 al 15 dicembre 2012 a Venezia (lunedì, martedì, giovedì e venerdì); dal 2 gennaio a fine marzo 2013 a Parigi (dal lunedì al venerdì).
Stage formativo: sì, della durata di almeno 4 mesi
Tassa d’iscrizione: 11.800 euro, regolabili in tre rate
Borse di studio: sì, pari a metà della tassa d’iscrizione; verranno attribuite alla fine della prova di selezione secondo criteri di merito
Coordinamento scientifico: prof. Francesco Casarin - prof. Marie Pierre Fenoll-Trousseau
Per informazioni
Segreteria didattico-organizzativa

Ca’ Foscari Challenge School - Università di Venezia
Tel. 041 2346853
E-mail: info.challengeschool@unive.it
Sito: www.unive.it/mabac