Lavoro

I curricula dei laureati online e la privacy

09 Luglio 2012

AlmaLaurea ha raggiunto nella sua banca dati 1.620.000 curricula di laureati italiani, tutti online, anche in lingua inglese, a disposizione delle imprese che vogliono assumere in Italia e all’estero. Il curriculum viaggia dunque sul web, ma con quali tutele? “Il laureato mantiene sempre il controllo dei propri dati con AlmaLaurea”, spiega Giusella Finocchiaro, docente ordinario di Diritto di internet e di Diritto privato all’Università di Bologna, avvocato, corrispondente italiano per la Commissione europea, designata nel 2011 rappresentante italiana presso l’UNCITRAL (Commissione delle Nazioni Unite per il Diritto del Commercio Internazionale) nel Working Group sul commercio elettronico e consulente legale del Consorzio interuniversitario. Insomma, uno dei massimi esperti in Italia e a livello internazionale in materia di diritto dell’informatica, privacy e protezione dei dati personali.

Professoressa Finocchiaro, come viene rispettata la privacy con l’inserimento del proprio curriculum nella banca dati AlmaLaurea?
“La privacy in questo momento viene rispettata conformemente a quanto previsto dalla normativa italiana vigente, e cioè garantendo al laureato un’adeguata informativa e consentendogli di esprimere o meno il proprio consenso. In sostanza, se il laureato consente ad inserire il proprio curriculum, questo è disponibile alle imprese; se il laureato  invece non consente, il curriculum non compare”.

Si tratta di dati sensibili?
“No, la banca dati AlmaLaurea non raccoglie, in questo momento, dati sensibili. Ricordo che la definizione di dati sensibili dal punto di vista normativo è estremamente rigorosa. Sono dati sensibili quelli che riguardano per esempio la religione, le opinioni politiche, la salute e la vita sessuale. Quindi non tutti i dati riservati sono dati sensibili. Attualmente la banca dati AlmaLaurea non raccoglie dati riguardanti la religione, la politica, la salute e tantomeno la vita sessuale dei laureati. Evidentemente, raccoglie altri dati che sono relativi alla conoscenza delle lingue da parte del laureato, al voto di laurea, alle specializzazioni, alla propensione ad andare all’estero, all’accettazione dell’eventuale mobilità, ma questi sotto il profilo legale non sono da considerarsi dati sensibili”.

Il laureato mantiene il controllo dei propri dati?
“Certo, il laureato mantiene sempre il controllo dei propri dati. In qualunque momento può chiedere di aggiornarli, di rettificarli, qualora questi dati, benché li abbia egli stesso controllati, contengano degli errori. Può inoltre chiedere in qualunque momento di essere cancellato dalla banca dati”.

Come viene garantita una protezione dei dati efficace?
“La protezione viene garantita a molteplici livelli. In un primo momento, quando i dati vengono inseriti in banca dati, si fornisce un’adeguata informazione al laureato sulla loro destinazione e sulle possibilità che il laureato stesso ha di controllarli e di modificarli. Poi, in un secondo momento gli si chiede il consenso; e quindi: quale miglior esercizio dei propri diritti che decidere se inserire o no i propri dati? Successivamente il laureato può correggerli, rettificarli, aggiornarli in qualunque momento. Infine, ci sono delle misure di sicurezza dal punto di vista strettamente tecnologico piuttosto elevate, che consentono di evitare l’accesso ai dati a chi non ne abbia diritto”.

E se l’azienda che acquisisce il curriculum lo utilizza in modo non conforme, ad esempio per fare pubblicità?
“In questo caso l’illecito è dell’azienda. Nel caso poi della pubblicità commerciale si tratta
addirittura di un reato e quindi di una fattispecie penalmente rilevante”.

In generale quali rischi si corrono su internet rispetto alla privacy?
“Il primo rischio è quello dell’illecita profilazione. Poi c’è un rischio generale che riguarda la sicurezza: non è detto che tutti quelli che operano su internet abbiano la stessa cura e la stessa protezione dei dati che ha AlmaLaurea. Ci sono dei casi in cui i dati non vengono conservati in maniera adeguata secondo le misure di sicurezza previste dalla legge. Ancora, c’è il rischio, sempre più frequente purtroppo, delle truffe online e dei crimini che vengono commessi esclusivamente online”.

Qual è il futuro delle banche dati online?
“Le banche dati online offriranno una sempre maggiore possibilità di fruire dei dati, quindi è un futuro in espansione”.

Il curriculum vitae dei laureati italiani è disponibile anche per le imprese straniere. Cosa succede quando si varcano i confini?
“In questo momento la normativa che viene applicata da AlmaLaurea, in quanto impresa che opera in Italia, è la normativa italiana, che è a sua volta un’attuazione della direttiva europea del 1995. La direttiva europea rappresenta, in questo momento, la normativa internazionale più stringente, più rigorosa in materia di protezione dei dati personali e l’applicazione che ne fa l’Italia viene considerata quella più stringente e rigorosa a livello europeo. Oggi l’Italia si colloca quindi tra i Paesi più severi nella protezione dei dati personali a livello normativo”.

 

Questa pagina è disponibile in altre lingue: