Università

Il diplomato del futuro

03 Gennaio 2011

Educazione alla cittadinanza e alla responsabilità sociale, al rispetto del bene comune e alla relazione con l'altro. Senza mai dimenticare internazionalità, creatività e libertà di pensiero. A portare avanti questi valori è l'Istituto Itc  Enrico Tosi di Busto Arsizio diretto dalla professoressa Nadia Cattaneo. "Nella nostra scuola- spiega la preside- al centro c'è prima di tutto lo studente. Ogni attività che promuoviamo, lezioni in lingua, stage, programmi d'internazionalizzazione e di relazione sociale, hanno un solo scopo: aiutare questi giovani a diventare i cittadini del futuro, aperti al mondo, flessibili, solidali e attenti al bene comune". L'istituto fa parte della rete AlmaDiploma che raggruppa quasi 500 scuole superiori nazionali e raccoglie nella sua banca dati oltre 120 mila curricula di diplomati italiani con lo scopo di fornire strumenti per l'orientamento nella scelta dell'università; facilitare l'accesso al mondo del lavoro; agevolare le aziende nella ricerca del personale qualificato; ridurre i tempi di incontro fra domanda e offerta di lavoro; fornire alle scuole informazioni per la verifica dell'efficacia dei percorsi formativi offerti.

L'internazionalità è un tratto distintivo dell'Istituto Tosi
"La nostra scuola ha una pluriennale esperienza in questo campo: promuoviamo moltissime attività d'internazionalizzazione grazie ai programmi di gemellaggio con scuole straniere che ci permettono di favorire scambi e corsi di studio all'estero per tutti i nostri studenti. Molti dei nostri partner sono istituti di studi superiori con sede in diversi paesi del mondo, nazioni come Cina, Giappone, Finlandia, Stati Uniti e molti altri ancora. Inoltre, dal 1997 siamo la scuola preposta a rappresentare l'Italia nel World School Forum: un network internazionale che ogni anno riunisce scuole di tutti i continenti e raccoglie intorno a uno stesso tavolo docenti e studenti di tutto il mondo. L'obiettivo è duplice: aprire i giovani a una prospettiva globale per prepararli, attraverso la relazione con i coetanei di diversa nazionalità, a inserirsi in una società sempre più allargata e cosmopolita. E, allo stesso tempo, favorire gli scambi tra docenti di realtà scolastiche differenti per creare un modello educativo internazionale, fondato su valori comuni. Si tratta di un altissimo esercizio di cittadinanza e di responsabilità sociale".

Da questo punto di vista, nella vostra scuola favorite anche l'uso delle lingue straniere?
"Dal 2000 abbiamo attivato una sperimentazione che anticipa di molto quanto ha recentemente stabilito la riforma del sistema di istruzione, ovvero inserire per ogni corso di studi superiori l'apprendimento all'ultimo anno di una materia in lingua inglese. Al Tosi lo facciamo da tempo, ma a partire dalla prima superiore. A oggi, abbiamo già quindici classi, dove alcune materie sono insegnate in lingua. Ovviamente ogni studente può decidere la lingua che preferisce, tra francese, inglese, spagnolo, tedesco. Ma promuoviamo anche corsi collaterali per l'apprendimento, ad esempio, del giapponese o del cinese. Tutte queste attività compresi stage, seminari, laboratori sono certificate dal nostro Istituto e rappresentano per lo studente un valore aggiunto che va ad arricchire il curriculum vitae".

Parliamo dello stage: di che cosa si tratta?
"Il tirocinio professionale è un tassello fondamentale perchè, nel corso degli anni di scuola superiore avvicina gli studenti al mercato del lavoro. A seconda dei loro interessi e del loro indirizzo di studio, i ragazzi possono infatti decidere di entrare in aziende, studi professionali e altri enti per toccare con mano che cosa vuol dire lavorare, misurarsi con una realtà totalmente altra rispetto al mondo della formazione e affrontare le difficoltà che via via si presentano. Non solo, ma così facendo possono sondare i loro interessi, scoprirne di nuovi ed esplorare tutte le diverse sfaccettature di questa o quella professione. La scuola in fondo non è solo un luogo dove si insegna il sapere, ma anche il saper fare".

Il concetto di rispetto del bene pubblico e di solidarietà sono pilastri imprescindibili per il vostro sistema formativo. Come riuscite a trasmettere queste valori ai giovani?
"Promuoviamo una serie di attività sociali che permettono ai ragazzi di conoscere a fondo cosa significhino concetti come quello di bene comune, responsabilità sociale, collaborazione e condivisione. Se uno studente sporca un banco o un muro, è chiamato a pulirlo. Se sporca quello di un compagno è chiamato a fare altrettanto. Insomma, tante piccole attività che, come dimostrano i brillanti risultati raggiunti dalla nostra scuola, minano quella tendenza, purtroppo molto diffusa, con cui si tende a considerare il bene comune come qualcosa che non è di nessuno e che, pertanto, ha poco valore. Accade tra i giovani, così come tra gli adulti. Invece, quel comune significa di tutti. E' questo il messaggio che vogliamo far arrivare nelle aule e che cerchiamo di trasmettere ai nostri allievi. Il rispetto dell'altro: è il punto di partenza necessario per formare delle persone consapevoli e capaci di prendere in mano, un domani, le redini del nostro paese. Questi modelli, non dimentichiamolo, non nascano dal nulla, ma devono arrivare prima di tutto dal comportamento di noi adulti, professori e genitori in particolare".

Molti adulti accusano la generazione che sta crescendo in questi anni di essere priva di valori, "bambocciona" e per così dire, allo sbando?
"Quello che questi giovani rappresentano, Facebook, la rete, le notti insonni passate a navigare, di certo, è una generazione diversa dalla nostra. Sono i figli della globalizzazione, dell'egemonia tecnologica, sono spesso edonisti e in molti casi individualisti. Ma, attenzione, la colpa non è dei giovani, bensì di noi adulti che in molti casi abbiamo abdicato al nostro ruolo di "insegnanti di vita" non essendo più in grado di fornire modelli corretti di comportamento, di relazione sociale e di lavoro. Insomma, percorsi che li aiutino a orientarsi e a districarsi nella vita. Nella nostra scuola ci impegniamo ogni giorno per essere invece dei "buoni maestri", promotori di modelli di vita coerenti e capaci di mettere lo studente al centro dei sistemi di formazione. Non si può perdere la fiducia nei confronti della generazione che sta crescendo. Anzi, bisogna far emergere tutti gli esempi di scuola e di società eccellenti, che già esistono e che spesso nessuno conosce, perchè sommersi".

Cosa pensa del servizio AlmaDiploma e del questionario AlmaOrièntati?
"AlmaDiploma rappresenta un'opportunità significativa per gli studenti e per la nostra scuola. Prima di tutto, insegna ai ragazzi come compilare il proprio currilcum e, così facendo, li spinge per la prima volta a riflettere sul loro percorso di studi e ad analizzare punti di forza e criticità delle scelte fatte. Non solo, ma il questionario di AlmaDiploma con tutte le sue indagini e le informazioni raccolte nella sua banca dati offre a ogni Istituto una cartina di torna sole per valutare il proprio operato. Sono strumenti di autovalutazione importanti che ci aiutano a tarare nel miglior modo possibile i percorsi di formazione. In aggiunta, AlmaOriéntati colma una lacuna presente in alcuni sistemi d'istruzione superiore, i servizi di orientamento. Al Tosi, questo questionario unito alle altre attività portare avanti dalla scuola, fa emergere il profilo del diplomato e sottolinea in modo elegante ma anche simpatico e divertente caratteristiche positive e criticità".