Lavoro

“L’educazione è responsabilità di tutti”

23 Dicembre 2011

“Fare in modo che le mille ore che i ragazzi passano a scuola diventino interessanti, efficaci, possano dare loro strumenti per mettere a frutto i loro talenti, per vivere la vita da protagonisti. In una parola, investire sull’educazione, fare di tutto per migliorare la scuola. Ecco le mie priorità”. Elena Ugolini, sottosegretario all’istruzione del governo Monti, è intervenuta a Bologna al convegno AlmaDiploma, dove sono stati presentati i rapporti sui diplomati italiani: le loro caratteristiche di studio, i giudizi sull’esperienza scolastica compiuta, le scelte dopo il diploma. Un’occasione per discutere di orientamento, valutazione delle scuole, efficacia dell’istruzione. A partire dalla documentazione restituita ogni anno, ad appena tre mesi di distanza dall’Esame di Stato, da AlmaLaurea e da AlmaDiploma, l’associazione di scuole secondarie superiori nata sul modello del consorzio universitario.

Dal profilo dei diplomati 2011 emerge che 46 diplomati su cento, se potessero tornare indietro, cambierebbero scuola o indirizzo. “I dati sull’insoddisfazione - ha detto il sottosegretario all’Istruzione, Elena Ugolini - più che un problema di orientamento riguardano il tipo di proposte e di esperienze fatte degli studenti sui banchi di scuola. Dobbiamo lavorare per migliorare il livello della preparazione per il mondo del lavoro e per l’università. La crisi può essere l’occasione per mettere a sistema le forze migliori del paese e valorizzare il mondo della scuola”

I docenti promossi dagli studenti.
Nei giudizi che i diplomati danno sull’esperienza scolastica gli insegnanti ne escono bene, promossi a pieni voti. “Non sono sorpresa, dimostra che nella nostra scuola ci sono docenti bravi che sanno entrare in rapporto con gli studenti. E’ un buon punto di partenza, la scuola è fatta dagli insegnanti e tutto si gioca nel rapporto con gli studenti. Aiutare i ragazzi a diventare grandi richiede energia, tanta pazienza e passione. Il Ministero deve valorizzare i docenti, rimettere al centro delle riflessioni la loro professionalità, e sostenere il loro lavoro. Sono loro che possono fare la differenza nelle mille ore che i ragazzi passano in media a scuola ogni anno”.

Il progetto AlmaDiploma.
Sul progetto AlmaDiploma, il sottosegretario ha dichiarato: “E’ un’esperienza importantissima, un progetto avanzato, da guardare con attenzione, anche nella costruzione di un sistema di valutazione che serva a conoscere meglio la scuola italiana e a migliorarla. Occorre mettere insieme tutte le energie positive del Paese, come Almalaurea e AlmaDiploma, per migliorare le possibilità dei nostri ragazzi e per migliorare le scuole. E’ impossibile per un docente o per un dirigente scolastico farlo se prima non conosce la situazione della propria scuola, anche in paragone con le altre”.

“Conoscere per valutare e per migliorare”
Elena Ugolini ha commentato il Rapporto AlmaDiploma, anche nel passaggio sul contesto socio culturale dei ragazzi che condiziona il successo scolastico. “I miei genitori hanno fatto l’avviamento professionale, io mi sono laureata in Filosofia. Ora la scuola invece non sembra essere più un ascensore sociale, può essere addirittura un luogo dove si aumentano le differenze, questo non deve essere. Già la prima indagine Ocse-Pisa svolta nel 2001 aveva mostrato un grande divario Nord-Sud e tra i risultati degli studenti quindicenni che frequentavano  gli istituti professionali, i tecnici e i licei. Le rilevazioni degli apprendimenti svolte dall’Invalsi su tutte le scuole italiane ci segnalano che queste differenze esistono anche nella scuola di base. La grande varianza di risultati presente nelle regioni meridionali tra scuole dello stesso  tipo  all'interno dello stesso territorio dimostra che se un bambino “entra nella scuola sbagliata” invece di migliorare, procedendo nel corso degli studi, può acuire ancora di più le differenze che c’erano in partenza”. Per Elena Ugolini occorre “un patto tra famiglie, imprese, enti e scuole”. “L’educazione è responsabilità di tutti. Per questo occorre che ricominci la collaborazione tra le parti, che riparta un rapporto virtuoso con l’università per migliorare il livello e l’efficacia nostro sistema di istruzione. Occorre potenziare il sistema di valutazione per aiutare le scuole a conoscere  i propri punti di forza e di debolezza, uscendo dall’autoreferenzialità. Ogni scuola dovrebbe poter costruire un proprio rapporto con cui fare capire internamente ed esternamente il percorso di miglioramento che i ragazzi riescono a compiere. Ci possono essere scuole che hanno risultati elevati nelle rilevazioni degli apprendimenti dell’Invalsi semplicemente perché sono  scuole  in cui si iscrivono solo studenti bravi o in cui gli studenti con più, difficoltà vengono allontanati. Il tema va affrontato con grande attenzione perché solo una conoscenza non semplificata o ridotta della realtà può aiutare a capire e quindi a migliorare. Mi sembra questo l' intento con cui sta muovendo il ministro Profumo: mettere le scuole nelle condizioni di poter lavorare bene”.

Il video dell'intervista