Lavoro

Eleonora Maccacaro: “In Svezia ho coronato il mio sogno”

12 Novembre 2012

Classe 1985 di Verona, a soli 26 anni Eleonora Maccacaro è riuscita a coronare quello che era il suo sogno di liceale: fare ricerca scientifica ad alto livello. Il segreto? Impegno nello studio, idee chiare e la capacità di cogliere l’opportunità che le ha offerto la Svezia. Sì perché, ancora prima di laurearsi alla magistrale in Biologia molecolare e cellulare all’Università di Bologna, nel 2011 Eleonora ha trovato lavoro in un prestigioso centro di ricerca di Stoccolma, città in cui ha fatto l’Erasmus e che adora: “C’è gente da tutto il mondo e la natura è a pochi passi” dice. Oggi si occupa di provette e di proteine, ha appena preso casa e ha un buono stipendio. Comprensibile che tornare in Italia non sia in cima ai suoi desideri. Il suo consiglio a chi sta muovendo i primi passi all’Università? “Studiare, fare esperienza all’estero e imparare bene almeno una lingua”.

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Eleonora, come mai hai scelto di studiare Biologia all’Università?
“Da sempre mi sono vista in laboratorio, a lavorare con le provette, mischiare soluzioni e Biologia mi sembrava la strada più adatta. Inoltre, quando ero al liceo si parlava molto di genoma umano, era uno degli argomenti hot del periodo, e anche questo ha influito sulla mia scelta”.

Già durante l’Università sei stata per otto mesi in Svezia per l’Erasmus. Come ti sei trovata?
“Sono stata a Stoccolma, una città che già conoscevo e che mi piaceva molto. Qui la ricerca biologica si fa ad alto livello e all’università mi sono trovata benissimo: tutto ben organizzato, rapporto con i professori molto diretto e semplice e anche in laboratorio mi hanno dato subito grande responsabilità. A differenza di quello che succede in Italia, dove come studente ti trovi al massimo ad aiutare e ci vuole più tempo per poter seguire personalmente dei progetti di ricerca”.

Ancora prima di laureati hai iniziato a lavorare al Karolinska Institutet. Come è andata?
“Esatto, mi mancavano ancora qualche esame e la laurea a Bologna. Mentre stavo concludendo l’Erasmus, ho visto che al Karolinska Institutet c’era una posizione aperta, e ho detto ‘bah, proviamoci!’. Pensavo di non avere le carte in regola: non sono svedese, non parlavo bene la lingua, ero così giovane e senza ancora la laurea specialistica in mano. Ma mi hanno presa e ho subito cominciato a lavorare”.

E di che cosa ti occupi al Karolinska Institutet?
“Per adesso lavoro in un centro di ricerca dove produciamo proteine per i laboratori svedesi e di tutta Europa”.

La Svezia ti sta dando quindi l’opportunità di fare quello che sognavi al liceo…

“Sì, esatto, tra l’altro con un buono stipendio. È il massimo”.

Sembri così soddisfatta, che difficilmente avrai intenzione di tornare in Italia. O no?
“Per adesso, effettivamente, non ci penso. Ho appena preso casa, il lavoro è interessante e difficilmente riuscirei a trovare una posizione simile in Italia. In più, Stoccolma mi mancherebbe tantissimo: qui, secondo me, la vita è di altissimo livello, e non solo rispetto all’Italia. C’è gente da tutto il mondo e non è neanche vero che gli svedesi siano così freddi. Si lavora in ambienti fantastici, ma allo stesso tempo a cinque minuti ci sono boschi, laghi, natura”.

Tu hai investito nella formazione e hai saputo cogliere un’opportunità. Che consiglio ti senti di dare a chi sta iniziando adesso il suo percorso universitario?
“Di studiare tanto prima di tutto: l’università italiana, nonostante sia spesso bistrattata, è in realtà ancora molto buona. Quindi di fare esperienza all’estero: apre la mente, rende più flessibili. E, specialmente se si vuole lavorare in ambito accademico, è fondamentale sapere almeno l’inglese”.

Conosci AlmaLaurea? Che ne pensi?
“A me è stata molto utile, specialmente con le statistiche sui neolaureati. Per un neodiplomato perso tra mille opzioni, che non sa a quale Università e a quale corso iscriversi, è interessante vedere che percorso faccia chi si è già laureato”.