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Energia e territorio: un bene da salvaguardare

25 Ottobre 2011

L’impegno c’è tutto e i risultati iniziano ad arrivare. Nel campo delle bioenergia e tecnologie associate anche il nostro paese sta cominciando a dire la sua mettendo a frutto anni di ricerche e sperimentazioni nel campo dell’energia green e cavalcando l’onda del rinnovato interesse delle imprese per questo settore. 
“La conversione energetica delle biomasse, l’impatto globale derivante dal suo utilizzo, lo sviluppo dei processi e l’analisi delle problematiche ambientali connesse sono oggi al centro di numerosi dibattiti e stanno diventando sempre più importanti non solo in Europa, ma anche in Italia. Le aziende che hanno deciso di investire in questo settore - spiega Francesco Martelli, docente di Macchine e sistemi energetici e direttore del Centro di ricerca sulle energie rinnovabili (CREAR) all’ateneo fiorentino - vanno alla ricerca di figure professionali di alto livello, flessibili, capaci di intervenire su un progetto sia dal punto di vista tecnico che etico e legislativo”.
In definitiva, si va a caccia di profili con competenze trasversali aperti alle innovazioni e ai nuovi sviluppi tecnologici come quelli formati dal master in  Bioenergia e Ambiente promosso da più Facoltà, Ingegneria, Agraria, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, dell’Università di Firenze, e aperto al mercato internazionale. “Il corso post laurea non a caso- aggiunge Martelli, che ne è il direttore- storicamente nasce dallo scambio scientifico e culturale tra sedi universitarie internazionali: è stato fondato attraverso la cooperazione dell’ateneo di Firenze, la Universidade Nova di Lisboa, Faculdade de Ciencas e Tecnologia UNL/FCT e la Aston University, UK, all’interno di uno specifico Programma della Comunità Europea”.

Un master internazionale nel campo delle biotecnologie, a che scopo?

“Stiamo portando avanti un progetto nato a livello comunitario nel 2003 e che grazie a questo incentivo iniziale continua ancor oggi ad operare;  il suo obiettivo principale era stabilire una base comune di conoscenze alle tre università coinvolte, Firenze, Lisbona e Birmingham su conoscenze, obbiettivi e prospettive attuali dell’uso delle bioenergie in Europa. I risultati che abbiamo raggiunto grazie a questa proficua collaborazione sono stati ottimi: dal consolidamento, nell’ambito della cooperazione internazionale, inerente a ricerche comuni allo scambio di docenti e studenti. Fattori che hanno portato alla creazione di un database didattico condiviso di cui il nostro ateneo si avvale tutt’oggi. Il master, incentrato principalmente sullo studio dei biocombustibili e sull’analisi della qualità dell’aria, grazie al supporto del DG EAC - European Commission - Education and Training e in collaborazione con università americane mira a formare i laureati in modo specialistico ed interdisciplinare, inserendoli in una prospettiva sopranazionale, di modo che, una volta terminato il periodo di formazione, siano capaci di affrontare tutte le problematiche energetiche, economiche e gestionali connesse all’impiego della bioenergia e al suo impatto ambientale ed a gestire con una visione ad ampio spettro le problematiche dei progetti nel settore”.

Ma di cosa parliamo quando utilizziamo queste denominazioni bioenergie, biocombustibili e biomasse?
“Con il termine bioenergia si intende l'energia che, attraverso complessi meccanismi , consente  di fissare nel materiale biologico una modestissima quota dell’energia solare che quotidianamente la terra riceve dal Sole.(per i ns. interessi si tratta prevalentemente di bioenergia del settore vegetale) . L’uso delle biomasse  per le necessità energetiche dell’uomo  è un concetto antico, che risale alla preistoria, se vogliamo all’epoca di quando l’uomo scoprì il fuoco. In tempi molto più recenti sono emersi i i giacimenti di materiale bioenergia fossile come il carbone e il petrolio fossile, ovvero di  Con il passare del tempo vennero alla luce miniere di. Ma queste risorse, come rivelano ormai numerosi studi, sono a esaurimento essendo forme di energia transitoria. E’ per questo che negli ultimi anni ricercatori e specialistici di tutto il mondo hanno cominciato a indagare tutte le potenzialità dei combustibili fossili con biomassa: ovvero, fonti energetiche rinnovabili, composte da rifiuti biologici oppure prodotte appositamente grazie a coltivazioni speciali. Dalla biomassa si possono ricavare anche gas combustibile, biodiesel e etanolo. Ad oggi, l’impatto che questa moderna tecnologia ha sull’ambiente ha ricevuto giudizi decisamente positivi”.

Che figure professionali prepara il master?
“Attraverso le attività di didattica frontale, seminari con docenti stranieri e professionisti, oppure in videoconferenza, gli iscritti saranno in grado di seguire dalla a alla z un progetto: dalla valutazione delle risorse di base, disponibilità e distribuzione territoriale della biomassa, alla scelta della tecnologia più adatta allo sfruttamento e alla gestione degli elementi presenti. Il tutto attraverso l’ottimizzazione energetica, ambientale ed economica. Gli studenti imparano inoltre ad amministrare la legislazione in materia di bioenergia ed ambiente. Si tratta di specialisti formati su tematiche di capitale importanza, dall’energia ricavata in agricoltura alla conversione di quella guadagnata con biomasse tramite opportune tecnologie. E ancora, impatto globale, chimica, ecologia, inquinamento dell’aria, ma anche finanza, principi economici e legislazione. Fino allo stage che i laureati possono svolgere nelle industrie italiane e straniere che operano del campo delle biotecnologie, ma anche in enti pubblici, agenzie destinate alla tutela dell’ambiente e, in generale, in ogni impresa, privata o pubblica che richiede questo tipo di competenze”.

Dati relativi all’edizione 2012
Scadenza delle iscrizioni: 16 dicembre 2011, ore 13.00
Costo del master: 4000€
Posti disponibili: 30
Per informazioni
Tel: (+39) 055 4796436
Email: imes-master@unifi.it - francesco.martelli@unifi.it
Sito del master: http://crear.unifi.it/imes/