Lavoro

“Entusiasti della banca dati AlmaLaurea”

03 Settembre 2012

Che cosa pensano le aziende italiane dei giovani laureati e del consorzio AlmaLaurea? Che profili cercano? Lo abbiamo chiesto a Piero Ferrari, direttore di Pieffe Studio (www.pieffe-studio.com), società modenese che dal 1995 svolge attività di consulenza tecnica, organizzativa-gestionale e direzionale su tutto il nord Italia, mirata in particolare all’applicazione delle direttive europee e alla relativa normazione tecnica dei prodotti industriali. Grazie a una iniziativa di AlmaLaurea, Pieffe Studio ha potuto consultare per un mese senza oneri la banca dati del sito, che – grazie alle 64 Università associate al consorzio – raccoglie oltre un milione e 800mila curricula di neolaureati: giovani che hanno studiato, anche all’estero, che hanno partecipato a stage e tirocini, che parlano inglese, ma anche arabo e cinese. A Pieffe Studio e alle altre aziende coinvolte, è stata inoltre concessa la possibilità di pubblicare gratuitamente un’offerta lavorativa. “I giovani devono dimostrare serietà perché un servizio come AlmaLaurea funzioni” commenta Ferrari.

Dottor Ferrari, cosa pensa del servizio offerto da AlmaLaurea? E della banca dati a disposizione delle aziende?
“Sapevo da tempo dell’esistenza di un servizio per accedere ai profili dei giovani neolaureati, diplomati o laureati con esperienza lavorativa alle spalle, ma non l’avevo mai consultato. Grazie all’offerta di AlmaLaurea ho conosciuto la banca dati del sito e ne sono rimasto entusiasta. Ricevere i curricula degli studenti permette all’azienda di esplorare nuove possibilità e ai giovani di farsi conoscere”.

Ritiene che possa essere uno strumento di dialogo coi giovani?
“Se gestito nel modo giusto sì. Dopo aver pubblicato l’offerta di lavoro sul sito ho ricevuto molte proposte, ma non tutte hanno soddisfatto le mie aspettative. Purtroppo circa il 70% dei candidati non era adatto al lavoro, ma aveva comunque deciso di provare, e, tra il restante 30%, solo alcuni si sono presentati al colloquio vero e proprio. Se non c’è serietà da parte dei giovani come si può pretendere che il servizio funzioni a dovere?”

Quali profili state cercando?
“Cerchiamo perlopiù laureati in ingegneria, ma non abbiamo limiti di età o di sesso. La cosa importante è che dimostrino di aver voglia di fare e di mettersi in gioco, che abbiano il coraggio di mettersi ‘in proprio’ piuttosto che aspettare il posto sicuro che non arriva o non esiste, anche utilizzando strumenti e imprenditori disponibili a formarli e a procurare loro un mestiere sicuro, come nel mio caso. Ma quanti hanno davvero voglia di impegnarsi? Sono pronto a valutarli, affiancarli per renderli autonomi ed eventualmente associarli nello studio, a breve, se si dimostrano meritevoli”.