Lavoro

“Un’esperienza all’estero? Assolutamente sì!”

10 Settembre 2012

Classe 1985 di Ravenna, a 19 anni Martina Angeli si è iscritta alla triennale in Fisioterapia della Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna: 10 esami in pochi mesi le hanno fatto capire che il lavoro in corsia non avrebbe fatto per lei, così ha deciso di passare a Matematica, sempre a Bologna, seguendo la passione nata al liceo. “Sono eclettica, amo anche le lingue e dopo il liceo ero un po’ indecisa” racconta. Nel 2008 ha conseguito la lode alla triennale, nel febbraio del 2011 un’altra lode alla specialistica. Una borsa Leonardo da Vinci l’ha quindi “inaspettatamente” catapultata a Berlino, dove per tre mesi ha fatto uno stage in un’importante agenzia di traduzioni per il cinema e la televisione. Un’esperienza che l’ha arricchita e che consiglia caldamente di fare, tanto che oggi Martina lavora all’Ufficio Mobilità Europea dell’ateneo bolognese. “Confrontarmi con il modo di lavorare tedesco mi ha fatto capire il significato della parola efficienza” dice a proposito della campagna lanciata da AlmaLaurea per mettere in contatto le imprese tedesche con i laureati italiani.

Come mai dopo i primi 10 esami in Fisioterapia, nel 2004 hai deciso di passare a Matematica?
“Fin dal primo anno il percorso di studi prevedeva ore di tirocinio in ospedale e ho capito che non sarei riuscita a non farmi coinvolgere eccessivamente dalla storia di ogni paziente e a trasmettere la serenità di cui in particolare una persona malata ha bisogno. Per la scelta del corso di laurea in Matematica è stata determinante la passione che ho sviluppato per questa materia durante il liceo e il mio desiderio di dare un ordine alle cose. Essendo eclettica ero molto indecisa con altre materie per me ugualmente interessanti, come le lingue o la chimica”.

In genere si pensa che le Facoltà scientifiche siano prevalentemente maschili. È così? Tu come ti sei trovata?
“In effetti nel gruppo ho sentito la mancanza della componente femminile. Poi i matematici in genere sono strani e questo li rende interessanti, ma a volte altrettanto incomprensibili...”.

Conosci ottimamente inglese e tedesco. Dove li hai imparati?
“Al liceo ho studiato sia inglese che tedesco perché il mio indirizzo era scientifico con due lingue straniere e ho avuto due insegnanti molto preparati e piuttosto severi. A distanza di tempo ho capito che questa è stata una grandissima fortuna, perché le lingue ti permettono di aprirti alle persone e al mondo”.

Dopo la laurea specialistica hai vissuto tre mesi a Berlino. Che ricordo hai di questo periodo in Germania?
“Inaspettatamente sono stata scelta per un tirocinio Leonardo da Vinci. L’esperienza è stata così bella che mi sono pentita di non avere svolto alcun periodo di studio all’estero. Dopo un anno il ricordo di Berlino, dei suoi luoghi e delle persone è ancora fortissimo. Il vantaggio più grande di un’esperienza all’estero è il fatto che ti obbliga a metterti in gioco e a confrontarti con la bellezza delle diverse culture. Poi le conoscenze linguistiche migliorano esponenzialmente”.

Oggi che cosa fai?
“Lavoro all’Ufficio Mobilità Europea e Tirocini Internazionali dell’Università di Bologna e mi occupo degli studenti italiani che vanno in Erasmus per motivi di studio”.

AlmaLaurea ha lanciato una campagna in cui ha messo a disposizione delle imprese tedesche il data base con i curricula dei laureati italiani. Tu consiglieresti di fare un’esperienza lavorativa in Germania?
“Assolutamente sì! Non si può che imparare da uno stile di lavoro diverso dal proprio! In particolare confrontarmi con il metodo di lavoro tedesco mi ha fatto capire cosa significa la parola efficienza. Poi credo che trascorrere un periodo all’estero aiuti anche a trovare lavoro in Italia, perché ti rende più completo dal punto di vista professionale e umano”.