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La formazione del capitale umano: una risorsa per uscire dalla crisi

10 Marzo 2011

“La qualificazione del Capitale umano è stata posta al centro della politica europea nella consapevolezza che esso è l’elemento strategico di sviluppo della società e dell’economia.
La crisi economica non ha certamente aiutato l’Italia e l’Europa a puntare sullo sviluppo. Gli ultimi anni di recessione fortissima hanno portato ad una scelta di “tamponamento”, senza trovare la forza di guardare oltre e di puntare a una ripresa che stenta, dunque, a realizzarsi.

L’Unione Europea, sconta però anche l’incapacità di dare corpo ad una reale integrazione dei sistemi di istruzione e formazione europei e dei paesi limitrofi all’Europa, unica possibilità per diffondere una conoscenza in grado di saldare l’Unione e di incentivare il suo sviluppo sociale ed economico.
E’ in questo momento di difficoltà che bisogna puntare al futuro, affinché la crisi ancora in atto anche nel nostro territorio non lasci uno strascico di macerie ed un terreno difficilmente ricostruibile.

Il sistema formativo, anche a livello provinciale, deve essere integrato, rinunciando ad inutili protagonismi e lavorando assieme perché l’integrazione giochi un ruolo fondamentale nella ripresa e nello sviluppo del sistema sociale e produttivo nazionale e, di conseguenza, anche provinciale.
Il rapporto tra i giovani e il lavoro è uno dei temi oggi più dibattuti nel nostro paese anche in ragione di un ormai evidente e progressivo peggioramento dei tempi di accesso ad un lavoro adeguato al percorso di studi, senza parlare poi delle condizioni dell’occupazione, caratterizzate da una crescente precarietà. La situazione di profonda crisi del mercato del lavoro, anche regionale e locale, che si è andata manifestando in questi ultimi anni non può che rendere ancora più evidente tale tendenza.

In questo momento è necessario spingere i giovani a proseguire negli studi, evitando che le difficoltà nella transizione al mercato del lavoro, anche per chi ha titoli di studio alti, spinga a scegliere per percorsi formativi brevi, partendo dal presupposto che lo studio non dà garanzie di buon inserimento professionale ed è dunque “inutile”.

La facilitazione ed il miglioramento dei percorsi di transizione per i giovani diventa quindi strategica sia sul piano dell’autonomia personale ed economica delle persone sia sul piano del sostegno alla competitività economica, indispensabile per lo sviluppo del nostro paese.
La Provincia di Bologna, nell’ambito delle sue funzioni istituzionali nel campo della formazione e del lavoro, sta dunque puntando a guardare oltre la crisi coi suoi Centri per l’Impiego opera nel supporto a chi ha perso o rischia di perdere il lavoro, non limitandosi però solo alla ricerca del “salvataggio” delle aziende e dei posti di lavoro, ma scommettendo anche sull’innovazione, sulla razionalizzazione e sul cambiamento nella struttura produttiva. La ricerca dei settori di sviluppo dell’economia, della spinta all’innovazione anche attraverso la formazione, la cui programmazione “ha il cuore” nelle politiche istituzionali provinciali, si accompagna al supporto alle azioni di politica passiva, per il sostegno al reddito delle persone a rischio di espulsione o già uscite dal mercato del lavoro.

A ridosso del Natale 2010 ha condotto l’operazione di creazione della Fondazione ITS (Istruzione Tecnica superiore) per le nuove tecnologie per il made in Italy, Sistema
meccanica- automazione industriale (in collaborazione con Istituto Tecnico Aldini Valeriani- Sirani; Fondazione Aldini Valeriani; IMA S.p.A.; Marchesini Group S.p.A; Università di Bologna), nella convinzione che una formazione alta, attuata con la presenza di tutti i soggetti interessanti ed interessati allo sviluppo di competenze elevate ed al tempo stesso strettamente in sintonia con le esigenze del sistema produttivo, sia davvero uno strumento indispensabile per la crescita del nostro sistema socio-economico.
La formazione di Tecnici superiori all'interno di quella che sarà una “scuola speciale di tecnologia” si avvierà dall’anno formativo 2010/2011.
Già dal 2008, grazie al progetto “Raccordo tra Università e mercato del lavoro: orientamento ed inserimento lavorativo di giovani studenti e laureati”, finanziato dalla Fondazione Carisbo, il Servizio Politiche attive del Lavoro della Provincia di Bologna ha sperimentato uno Sportello laureati-lavoro che ha proposto a laureati e laureandi dell’Università di Bologna servizi innovativi e azioni specifiche finalizzate al miglioramento della loro occupabilità.
Tale progetto, gestito in collaborazione con l’Università di Bologna, ha dato esiti molto soddisfacenti per cui si è deciso di dare continuità al servizio grazie all’utilizzo di risorse di Fondo Sociale Europeo, in un’ottica di miglioramento della gamma dei servizi offerti, soprattutto per quello che riguarda le attività di supporto al placement dei giovani laureati/laureandi.
Gli utenti dello sportello sono passati da 597 del progetto 2008/2009 ai 631 del progetto 2010/2011. Molto interessante è anche il successo che progressivamente il servizio ha avuto fra i laureati in materie scientifiche, che sono passati dai 58 del primo progetto ai 145 del progetto 2010/2011.
E’ importante valutare non solo il gradimento del servizio da parte dell’utenza, ma anche la sua efficacia in termini di risultati finali: il progetto 2010/2011 ha portato il 62% degli utenti a trovare un’occupazione o a svolgere un tirocinio in azienda; il 16% ha intrapreso un percorso post laurea; il 22% è in cerca di occupazione.
In tempi di crisi economica ed occupazionale, si tratta di risultati davvero eccellenti.

La partecipazione attiva del Consorzio AlmaLaurea al progetto è certamente un valore aggiunto di grande rilevanza per raggiungere i risultati previsti. Il Consorzio dispone infatti della più importante banca dati di laureati in Italia, consultata da enti e imprese alla ricerca di personale qualificato, che permette agli utenti dei servizi di orientamento, erogati presso il Centro per l’impiego di Bologna, che siano ritenuti idonei, di prendere parte alle sessioni di recruitment organizzate dalla stessa AlmaLaurea.
La collaborazione dei servizi provinciali per l’impiego con il Consorzio, che si sostanzia anche nella partecipazione dello stesso ad attività promozionali del progetto e alla presenza in alcune attività seminariali, ha costituito un elemento di innovazione (oltre che di unicità, visto che non risultano ad oggi esperienze di questo tipo a livello nazionale) determinante del progetto, anche per gli sviluppi che potrebbe avere nel futuro rispetto alle attività a supporto dell’occupabilità dei giovani laureati che la Provincia vorrebbe mettere in campo nei prossimi anni, consapevole che questa sia una strada obbligata per non sprecare talenti e rispondere alle sfide che l’economia globalizzata pone al nostro sistema produttivo.

Le collaborazioni avviate sono certamente da sviluppare ulteriormente e occasioni come questa Conferenza sono di particolare rilievo per una riflessione sempre più urgente e necessaria visto il periodo di estrema criticità politica, nazionale ed internazionale, ed economica che stiamo attraversando”.